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29 Aprile 2020 - Incontro Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti



“GIOCOFORZA MUOVERSI”


Questo documento in divenire, per il benessere dei bambini essi stessi in divenire, per una situazione come non mai in divenire, si compone di due parti. La prima parte getta le basi, culturali e scientifiche, indispensabili per dare la giusta misura dell’indispensabilità delle azioni descritte nella seconda parte. Quest’ultima è una proposta operativa concreta, che richiede di avviare un tavolo di lavoro che veda uniti e sinergici rappresentanti dei sistemi e ministeri della Famiglia e delle Pari Opportunità, della Salute, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dell’Urbanistica e delle Infrastrutture. Proprio perché è un documento in divenire, esso è un vademecum alla sinergia. Affinché il diritto al gioco, che non può che essere in movimento, non finisca per essere “patrimonio di tutti e terra di nessuno”1.

Chi si occupa di welfare sociale – e chi non a caso se ne occupa mettendo al centro l’educazione motoria2- la interpreta come un ‘ecosistema a rete’, in cui la sinergia è la parola d’ordine. Ci sono altre tre parole chiave nel testo citato, che orientano la nostra proposta operativa: barriere, vincoli e facilitatori. Le barriere sono quelle imposte dall’emergenza: barriere al movimento, invalicabili, con effetti penali. Ma il dramma dell’emergenza apre scenari – tutti da disegnare – che offrono assolutamente nuove potenzialità. Alcune barriere non sono barriere, ma vincoli, i quali impedendoci di percorrere strade note ci impongono di esplorarne altre che in assenza di tali vincoli non avremmo esplorato. Evitare l’affollamento nei luoghi chiusi è un vincolo che ci orienta a valorizzare le attività motorie all’aperto. Il rispetto della distanza di almeno 2 metri è un vincolo che ci orienta a creare soluzioni di gestione degli spazi pubblici all’aperto per muoverci. E così via. Ed infine ci sono i facilitatori, cioè i fattori o coloro che, nel nuovo orientamento delle nostre azioni imposto dai vincoli, le rendono attuabili ed efficaci. L’obiettivo è vitale: salvaguardare il diritto al gioco motorio per il futuro del mondo, che appartiene ai bambini3. Noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli (Robert Baden- Powell).

1 Pesce et al., 2015. Joy of Moving. MuoviMenti ed ImmaginAzione. Giocare con la variabilità per promuovere lo sviluppo motorio, cognitivo e del cittadino. Torgiano: Calzetti-Mariucci. Metodologia promossa a livello nazionale al MIUR e indicata come buona prassi nelle indicazioni per l’attività fisica del Ministero della Salute 2019 2 Pesce, C., Marchetti, R., Motta, A., Marzocchi, F., Leone, L., & Tomporowski, P. (2018). Redesigning Physical Education in Italy – The potential of a network ecosystem. In: H. Lawson (ed.), Redesigning Physical Education - An equity agenda because every child matters. Routledge. ISBN: 978-1-138-60784-2

3 Clark et al., 2020. A future for the world’s children? A WHO–UNICEF–Lancet Commission. The Lancet, 395, 605- 658.

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Parte prima: dobbiamo volare alto…perché altissimo è il valore del Movimento

1. Il sistema movimento dell’uomo. Questo documento di sintesi si riferisce al “sistema movimento dell’uomo” ed alla sua naturale collocazione, ovvero all’imprescindibile incardinamento nella vita del Paese. È infatti sotto gli occhi di tutti che il movimento, nella sua modalità espressiva (ve ne sono diverse) di esercizio fisico (sequenze di gesti con particolari caratteristiche di esecuzione e di sviluppo anche temporale, con cui l’uomo esprime se stesso) sia in grado, se opportunamente recepito e vissuto, di dirigere e guidare l’intero arco dell’esistenza, veramente dal suo inizio (ed anche prima del suo inizio) e fino alla sua fine.

Nella vita dell’uomo, il movimento si manifesta, perciò, come:

a. esercizio fisico organizzato (cioè più o meno organizzato) o spontaneo (cioè più o meno spontaneo) per il benessere complessivo della persona e come caposaldo di uno stile di vita corretto, da svolgere ovunque, perlopiù all’aria aperta;

b. esercizio fisico come presidio efficace ed insostituibile diretto alla prevenzione, alla terapia e alla riabilitazione in diverse patologie e negli infortuni;

c. attività motoria spontanea e come gioco dei bambini e dei ragazzi. Quest’ultima modalità, che appare qui per ultima – si rivela come la fondamentale chiave di lettura della e di intervento sulla vita di chi, dalle fasi non solo iniziali del suo sviluppo, passa alla vita adulta e alla funzione di cittadino, genitore, soggetto attivo e organizzatore dell’esistenza delle società e delle collettività.

2. Una realtà complessa che richiede un approccio globale ed equilibrato. Si tratta di un aspetto della vita di grandissimo significato, che richiede di pensare a 360° – come si dice – e di non lasciare né in ombra né in attesa alcuno degli aspetti coinvolti. Ci riferiamo perciò ad una proposta di modello operativo che individui realisticamente le direttrici degli interventi e che si possa, perciò, rappresentare attraverso alcuni sottoinsiemi integrati. Qui ne vengono elencati un numero di quattro.

3. La salute dell’uomo, della donna e del bambino. La salute dell’anziano, la salute della Famiglia. Prima ad essere elencata, per rilevanza, è la difesa della salute, la sua promozione, il suo mantenimento, il suo potenziamento, la sua salvaguardia. Qui, il più importante soggetto chiamato in causa è certamente il Ministero della Salute, con le sue competenze, le sue articolazioni, il suo Istituto Superiore di Sanità. Ma qual è l’apporto del movimento alla salute, nella specifica circostanza di un’emergenza epidemica che sembra, per le misure che sta richiedendo, paralizzare piuttosto che favorire il movimento, addirittura riducendo quella quota di moto che potrebbe essere definita come basale, indiscutibile necessità della vita quotidiana? La risposta a tale importante quesito si può articolare in tre fondamentali assunti, che diventano addirittura i tre pilastri su cui quali fondare la richiesta (ed esigere che vi si corrisponda) di ‘riapertura’ dei Parchi, di ‘chiusura’ al traffico di piccole aree urbane e di una seria organizzazione delle attività ivi possibili e delle modalità degli accessi per garantire al massimo la pratica sicura e protetta:

a. È di importanza vitale stare all'aria aperta: il movimento è l’attività principe delle persone che si recano outdoor, poco o molto che se ne faccia e ne facciano i bambini4o gli anziani (vi sono quantità e modalità raccomandate, ma qui vale intanto l’obbligo che sia garantito). E v’è di più: occorre garantire movimento adesso per essere pronti al movimento, nel futuro, quando la vita

4 Tremblay MS, Gray C, Babcock S, et al. Position Statement on Active Outdoor Play. Int J Environ Res Public Health. 2015;12(6):6475‐6505. Published 2015 Jun 8. doi:10.3390/ijerph120606475

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tornerà alla normalità in organismi che avranno in parte perduto le loro capacità, anche motorie. Occorre preparare il movimento del futuro, come sempre allenarsi, perché tale si mostra la vita: una preparazione di ogni oggi ad ogni domani. È per questo specifico compito andrebbe prevista l’utilizzazione di figure di veri esperti in movimento, veri garanti del corretto approccio, veri educatori e perciò non meri istruttori, ma facilitatori, asso nella manica del Paese, i tanti esperti laureati in scienze del movimento.

b. È di rilevante significato preventivo il controllo dello stato ponderale5: e non v’è dubbio che il movimento abbinato ad una dieta appropriata e personalizzata lo consenta, in un contesto di vita più confinata, più sedentaria e con minori opportunità di muovere il proprio corpo.

c. Al di là di livelli minimali di movimento da garantire, è fuori discussione che il movimento effettuato nel rispetto dei livelli raccomandati e dei parametri da garantire (una maggiore quantità di movimento nel tempo, un maggior grado di impegno da profondere via via, una maggiore ricchezza di gesti da assicurare) conferisca sia la salute del corpo6ed il benessere complessivo7, sia una maggiore competenza immunitaria8, per ogni età e livello di pratica.

4. La Scuola ed il movimento. Ed oggi – e nel futuro prossimo venturo – quale movimento? Fondamentale quanto complesso rapporto, legato alle specifiche funzioni del Ministero dell'Istruzione e del Ministero dell'Università e della Ricerca. Qui va segnalato come l’esercizio fisico si ponga come strumento per lo sviluppo complessivo ed integrato dell’individuo ed il miglioramento non solo di tutte le capacità fisiche, ma anche delle principali funzioni cognitive9, applicate ad esempio allo studio e alla conoscenza delle diverse branche del sapere e perciò di altre materie (dalla letteratura alla Filosofia dalla Storia alla Matematica)10 e poi anche alla gestione e alla risoluzione (pianificare, avviare, terminare) dei problemi della vita di tutti i giorni. E non va ignorato che il gioco motorio, se praticato nel verde, aggiunge (in modo additivo o interattivo?) i benefici dell’ambiente naturale per lo sviluppo cognitivo del bambino11.

5. E poi, il gioco e il movimento, il movimento e il gioco. Vi è un fondamentale, inalienabile Diritto al Gioco, che è un concetto sì, ma anche una vera e propria esigenza a tutto campo, che coinvolge – è bene sempre rimarcarlo – tutta la realtà del Paese, ivi incluso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture)12. Anch’esso ‘gioca’ un ruolo per consentire ai bambini di godere del loro inalienabile diritto al gioco13.

5 Di Cesare, M., Sorić, M., Bovet, P. et al. The epidemiological burden of obesity in childhood: a worldwide epidemic requiring urgent action. BMC Med 17, 212 (2019). https://doi.org/10.1186/s12916-019-1449-8 6 Warburton DER, Bredin SSD (2017). Health benefits of physical activity: a systematic review of current systematic reviews. Curr Opin Cardiol. 32(5):541-556. doi: 10.1097/HCO.0000000000000437. 7 Bailey R, Hillman C, Arent S, Petitpas A. Physical activity: an underestimated investment in human capital? J Phys Act Health. 2013;10(3):289–308.

8 Nieman, DC, & Wentz, LM (2019). The compelling link between physical activity and the body's defense system. Journal of Sport and Health Science, 8, 201-217

9 Álvarez-Bueno C, Pesce C, Cavero-Redondo I, Sánchez-López M, Martínez-Hortelano JA, Martínez-Vizcaíno V (2017). The effect of physical activity interventions on children´s cognition and metacognition: a systematic review and meta-analysis. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, 56(9):729-738. 10 Singh AS, Saliasi E, van den Berg V, Uijtdewilligen L, de Groot RHM, Jolles J, Andersen LB, Bailey R, Chang YK, Diamond A, Ericsson I, Etnier JL, Fedewa AL, Hillman CH, McMorris T, Pesce C, Pühse U, Tomporowski PD, Chinapaw MJM (2018). Effects of physical activity interventions on cognitive and academic performance in children and adolescents: a novel combination of a systematic review and recommendations from an expert panel. British Journal of Sports Medicine. doi: 10.1136/bjsports-2017-098136.

11 Dadvand P, Nieuwenhuijsen MJ, Esnaola M, et al. Green spaces and cognitive development in primary schoolchildren. Proc Natl Acad Sci USA 2015; 112: 7937–42.

12 Sallis JF, Cerin E, Conway TL, et al. Physical activity in relation to urban environments in 14 cities worldwide: a cross-sectional study. Lancet 2016; 387: 2207–17.

13 Timperio A, Reid J, Veitch J. Playability: built and social environment features that promote physical activity within children. Curr Obes Rep 2015; 4: 460–76.

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Il Gioco deve essere inteso non solo come formidabile fattore di salute e di sviluppo sociale14, ma anche come chiave dell’espressione vitale del bambino. Da decenni si sostiene, in mille maniere e da tanti centri di osservazione e di guida e di impulso e di normazione, nazionali ed internazionali, che il gioco è un diritto del bambino, accanto ad altri, ma non meno, forse più di altri diritti.

5.1 Occorre, perciò, consentire tale diritto anche attraverso piani regolatori, una pianificazione integrata urbanistica e di trasporti che consenta a tutti di accedere ad aree esistenti e/o da riqualificare per gli obiettivi preposti15, inserendo in tali contesti, come già osservato in precedenza - e sarebbe un passo per il quale il Paese sarebbe celebrato come tra i primi al mondo - dei Facilitatori, esperti (Scienze Motorie, Educazione Fisica) che possano regolare i flussi e sviluppare attività significative all'aperto nel rispetto delle norme di sicurezza e profilassi preventiva. Veri curatori del benessere e reali efficaci promotori dell’esercizio per la vita.

5.2 E’ anche chiaro che tali aree potrebbero presentare differenti gradi di accesso e regolamentazione a seconda del grado di urbanizzazione delle zone interessate, che dovrebbero essere accessibili a tutti attraverso la creazione di percorsi ex novo se necessario, come piste ciclabili e passaggi pedonali, con affluenza ed apertura regolata in base ai criteri ritenuti i più opportuni (Apertura oraria lontana dalle fasce orarie lavorative, esempio emblematico i mercati rionali, fasce orarie in cui è prevista una scarsa densità di traffico, se non addirittura di traffico inesistente).

6. Il cardine rappresentato dalla Famiglia. La necessità di provvedere al benessere dei singoli componenti un nucleo familiare è indiscutibile, forse un po’ meno una riflessione sul benessere della Famiglia in sé, benessere legato al movimento, intendiamo. Qui valgono, enfatizzati e valorizzati i Diritti della Famiglia e dell'infanzia al movimento, come testimoniano i provvedimenti adottati e la cura rivolta da diverse realtà nazionali sul gioco e sulla vita all’aperto, proprio in tempi di pandemia, non solo come rimedio e come alternativa ma proprio come prassi di vita. Ciò è tanto più vitale per le famiglie che vivono in condizioni di svantaggio sociale e che subiscono, quindi, pesanti disuguaglianze di salute, che passano anche attraverso la negazione di spazi sicuri e tempi per giocare con i propri figli, strumento principe di consolidamento dei rapporti genitori-figli16.

7. Le basi del movimento messe alla fine! Il sistema movimento si fonda su solide e articolate premesse scientifiche, su ampie e circostanziate esperienze, perciò su prassi e buone pratiche indiscutibili. Ma. Ecco, c’è un “ma”. Il ma è costituito dal dubbio che non si sia compreso che tutto il sistema movimento non può non essere posseduto dalla Cultura ufficiale del Paese, poiché deve essere un aspetto chiave su cui non sia possibile ed ipotizzabile alcuna discussione. Cioè il

14 Alexander SA, Frohlich KL, Fusco C, Playing for health - Revisiting health promotion to examine the emerging public health position on children's play; Health Promot Int. 2014 Mar; 29(1):155-64. doi: 10.1093/heapro/das042 15 Eric Brymer, Keith Davids (2016 ). Designing Environments to Enhance Physical and Psychological Benefits of Physical Activity: A Multidisciplinary Perspective. Sports Medicine, 46(7):925-6. doi: 10.1007/s40279-016-0535-8. 16 Regina M. Milteer, Kenneth R. Ginsburg, COUNCIL ON COMMUNICATIONS AND MEDIA COMMITTEE ON PSYCHOSOCIAL ASPECTS OF CHILD AND FAMILY HEALTH and Deborah Ann Mulligan (2012). The Importance of Play in Promoting Healthy Child Development and Maintaining Strong Parent Child Bond: Focus on Children in Poverty. Pediatrics 2012;129;e204; DOI: 10.1542/peds.2011-29534

movimento non si può mettere in dubbio, il suo ruolo è acclarato, ormai inalienabile acquisizione. Non si tratta di riproporlo e di riconsiderarlo. Né di esporlo nelle emergenze. Si tratta solo di salvaguardarlo e di difenderlo. Il movimento non è qualcosa che semplicemente si fa. È qualcosa che si pensa per prima, è un concetto della mente, è una categoria del pensiero, è il primo pensiero filosofico, il fondamento che recita: c’è la vita ed è in sé movimento!

Il mondo (ed il mondo del gioco) dei bambini.

A volte sembra che l’adulto si degni di consentire al bambino e questo e quello. Per esempio, anche consentire di giocare, una concessione fatta al bambino, un piccolo regalo: un “ecco, vedi, mi prendo cura di te facendoti giocare, dandoti il permesso di fare questo e quello”. Ma è proprio qui che crolla la reputazione di un Paese che voglia considerarsi avanzato e culturalmente all’avanguardia, crolla a partire da questo fondamento quando non compreso o incompreso nel suo nucleo centrale, nel cuore: il mondo dei bambini non è una concessione fatta ai bambini, non è affatto un mondo al quale concediamo di esistere con varie nostre concessioni benevole del tipo: “vai pure al parco, gioca con gli amichetti, ecc.” Un mondo possibile che accettiamo in linea di principio e tolleriamo qualche volta. Ma è piuttosto un mondo che concede a quello degli adulti di esistere e di dare un senso alla loro vita, che dovrebbe – come è – consistere solo del preoccuparsi, attraverso la cura dei piccoli, di salvaguardare la continuazione della specie. Ripetiamo: un mondo a sé che è l’unico che ha un futuro; e perciò va tutelato senza se e senza ma. I diritti dei bambini sono i nostri doveri verso di loro (per cui, è chiaro, non possono esistere discorsi come: gioco sì o gioco no, uscire di casa o non uscire di casa, ma solo discorsi di come tutelare – insieme con la vita e la sicurezza di questa, che vengono prime, è ovvio – quei diritti che sono i nostri doveri primi, che abbiamo cioè il dovere di garantire, perché vitali!

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Parte seconda: dobbiamo volare alto…con i piedi per terra, all’aria aperta

“GIOCOFORZA MUOVERSI”

PREPARARSI AL CAMBIAMENTO

PROPOSTA

Gli enti locali stanno in questi giorni elaborando i Piani post Covid-19 per progettare l’apertura delle città’ oltre l’emergenza. Un’attenzione privilegiata viene data alla gestione degli spazi pubblici e alla programmazione di proposte destinate ai bambini in vista della stagione estiva (es: colonie, centri estivi) e dell'apertura della scuola (es: da Palermo e Siracusa a Bologna, Padova... tra moltissimi altri).

Nella situazione causata dalla pandemia appare, infatti, particolarmente allarmante l’impatto che essa sta avendo sulla vita dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze che vivono nel nostro paese. I bambini sono sicuramente coloro che maggiormente hanno risentito delle restrizioni imposte dalla ‘quarantena’ e della mancanza di opportunità di uscire, giocare e muoversi, all’aperto. Anche esponenti e riviste della pediatria italiana si sono espressi con preoccupazione circa questo punto. La nostra mobilità, come adulti, per motivi di lavoro o per recarci a fare spesa, è stata comunque superiore.

Crediamo che sia importante in una fase di uscita dall'emergenza, con cura e attenzione, garantire a tutti i bambini e ragazzi/e una condizione di “benessere olistico” (fisico, mentale e socio emozionale), a partire dai bambini e ragazzi (dai 2 ai 18 anni) che vivono nelle famiglie più disagiate, da chi ha disabilità o disagio mentale, per evitare che le diseguaglianze siano esacerbate dalla situazione attuale. Dopo due mesi di lockdown le famiglie si aspettano azioni concrete per “liberare” i bambini.

Si stanno mappando gli spazi (aree verdi, ville storiche, asili nido, edifici scolastici comunali, parchi e parchi giochi, spiagge) per poterli utilizzare in modo più funzionale: controllando, definendo regole di accesso e utilizzo nuove per la sicurezza ma anche animandoli, curandoli e restituendo ad essi una dimensione sociale. Il governo degli spazi pubblici va sostenuto mettendo a disposizione delle opportunità. Occorre mettere in condizioni le amministrazioni di fare ciò prevedendo risorse, definendo nuove regole e al contempo valorizzando tutte le risorse del territorio umane e strutturali.

Con questa proposta si intende sostenere un intervento territoriale replicabile su tutto il territorio nazionale che porti alla creazione di “Poli Bambini e Ragazzi”, aperti tutto il giorno nel periodo estivo. Tali spazi dovrebbero prevedere:

• la presenza di (uno o più) soggetti attivi sul territorio (ad esempio terzo settore, parrocchie, comitati di cittadini, associazioni di territorio e di famiglie e/o di altra natura purché censite e note ai livelli amministrativi locali etc.);

• la disponibilità, a partire da tali soggetti, di attività educative, ricreative e sociali (fisiche, artistiche, musicali etc.), privilegiando quelle che offrono adeguate stimolazioni motorie, soppresse durante il COVID) variamente strutturate a seconda delle età di riferimento anche a seconda della tipologia e delle caratteristiche del luogo e/o delle organizzazioni presenti;

• la disponibilità di personale adulto e di ‘peer educator’ anche di minore età;

• la messa in comune di buone pratiche e raccomandazioni comuni.

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Per la fascia d’età 0-6 anni si favorirà l’attivazione di tali Poli nelle strutture già dedicate (asili nido, scuole d’infanzia, servizi educativi integrativi dotati di giardini, spazi all’aperto e servitù esterne attrezzate e con accessi controllabili e chiudibili). Andrà prevista un’offerta di attività in piccoli gruppi senza precludere la partecipazione dei bambini le cui madri non sono lavoratrici e non devono tornare al lavoro: ciò al fine di evitare ulteriori svantaggi. Occorrerà porre attenzione ai bambini che vivono nelle periferie urbane di grandi città con ridotti spazi verdi.

Tra le risorse disponibili per organizzare e sostenere localmente tale operazione si sono rese disponibili le reti associative che storicamente operano a favore e con le bambine/i bambini e le ragazze/i ragazzi.

I professionisti dell’attività motoria, con laurea in scienze motorie, insieme agli educatori e gli animatori, sono risorse preziose che possono essere celermente attivate per sostenere la fase di uscita da COVID 19 ponendo le basi per stili di vita più attivi per i bambini italiani e per un recupero del gioco motorio all’aperto. Queste diverse professionalità potrebbero operare assieme in funzione di specificità e disponibilità dei diversi territori.

Queste iniziative dovrebbero essere sostenute celermente dalle amministrazioni locali (v. procedure negoziate senza bandi o procedure ristrette dovute a motivi di urgenza. Si veda possibilità affido diretto con indagine di mercato), da soggetti del terzo settore e da fondazioni erogatrici, a seconda delle esigenze e delle capacità territoriali. Infine, qualcosa di simile al bonus baby sitter potrebbe essere previsto per sostenere anche queste attività: “bonus GIOCOFORZA MUOVERSI”?

Come gruppo di professionisti operanti a diverso titolo, a livello scientifico internazionale e applicativo nazionale e locale, nell’ambito delle attività motorie per l’età evolutiva, ci mettiamo a disposizione per ulteriore consulenza.

Operativamente segnaliamo risorse multimediali e tutorial online immediatamente fruibili dal personale che andrà ad operare nei centri estivi (educatori, animatori, laureati in scienze motorie).

Si tratta di una metodologia scientificamente validata per le attività motorie per bambini di età della scuola dell’infanzia e primaria: Joy of Moving Education.

Si accede alle risorse online all’intero percorso certificato promosso dal Ministero dell’Istruzione dal 2018 e indicato come buona prassi all’interno delle linee guida del 2019 per le attività motorie del Ministero della Salute.

https://www.joyofmovingeducation.com/index.php?modname=login&op=registerjoy&special= chang elang&sop=changelang&new_lang=Italian

Per accedere ai corsi online Joy of Moving, scrivere a helpdesk@joyofmovingeducation.com.

Si tratta di idee operative sviluppate precedentemente alla pandemia Covid, ma facilmente adattabili alle nuove norme di sicurezza e distanziamento. Inoltre tali tutorial sono stati estesi con una nuova sezione: #GIOCAJOYACASA, in cui viene proposta una serie di giochi ispirati alla metodologia Joy of Moving che si prestano ad essere svolti con familiari in spazi ridotti. Insegnanti, educatori ed animatori possono condividere le schede dei giochi e i video direttamente con le famiglie. Ogni settimana vengono proposti due nuovi giochi.

(https://www.joyofmovingeducation.com/appLms/index.php?modname=login&op=readwebpages&idPages=34)

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