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CONGRESSO INTERNAZIONALE DI POSTUROLOGIA CLINICA



Dopo aver preso visione della magnifica iniziativa patrocinata dal Ministero della Salute in programma per il prossimo Novembre 2017 presso la “Città della Scienza” a Napoli, vi informiamo con immenso piacere che, grazie alla nostra segnalazione ai Presidenti del Congresso, è stata resa nota come figura destinataria di tale iniziativa, anche il Dottore in Scienze Motorie/Diplomato ISEF riconoscendone le competenze e le specializzazioni in ambito di Cinesiologia Correttiva oggi ribattezzata ginnastica posturale..

Durante la Tavola rotonda che si terrà nella giornata di Sabato 18 Novembre e nel corso di tutta la manifestazione congressuale, sarà presente una delegazione del CISM in qualità di ospite, e come rappresentante portavoce delle Scienze Motorie.

La Posturologia (1) , branca trasversale della Medicina, coinvolge specialisti di settori diversi con background culturali, linguaggi e modalità operative anche molto eterogenei, occupandosi dello studio della postura, che rappresenta un’associazione integrata di fenomeni biomeccanici, neurofisiologici e neuropsichici che si influenzano e si compensano continuamente. Rappresenta dunque una disciplina integrata che studia il funzionamento del sistema posturale e ne analizza la relazione con le patologie dell’apparato locomotore. In questo senso, il concetto di postura non viene più considerato come semplice allineamento di segmenti scheletrici, rappresentando bensì il risultato di una relazione armonica tra il corpo, le sue parti e il mondo esterno in condizioni statico-dinamiche (2). La Posturologia in quanto metodo costituisce pertanto un approccio complessivo sull’individuo, diretto e/o strumentale, che studia vari sistemi corporei, strutturali e non, principalmente: il podalico, il visivo, lo stomatognatico, il vestibolare e il muscolo-scheletrico. Tali sistemi sovrintendono, controllano e determinano l’interazione tra il nostro corpo e il mondo che cicirconda, interessando dunque anche l’ambito psicologico. In particolare, l’attenzione di chi si occupa di Posturologia è rivolta all’intercorrelazione tra detti sistemi, alle possibili strategie di compensazione e alla finalità di una loro riarmonizzazione. Essendo così numerosi i fattori che determinano patologie a carico della postura, la materia si connota come scienza trans disciplinare. Altrettanto numerose sono quindi le figure professionali che hanno potenzialmente titolo per potersene occupare: il medico in generale, il podologo, il dentista, il fisioterapista, il chinesiologo, il fisiatra, l’ortottista e molte altre ancora, ciascuna con un taglio specifico, necessariamente affine alla propria specializzazione di base. La formazione è strutturata in numerose aree scientifico-disciplinari, proprio in considerazione della multifattorialità delle patologie che possono essere riferibili alla postura, e comprende, tra le altre, materie come Neurofisiologia e Embriologia, Biomeccanica, Posturologia clinica, Medicina, psicosomatica, ecc. Può dunque diventare Specialista in Posturologia chiunque sia ammesso ad un corso Master specifico, in possesso di una delle Lauree richieste, in genere in Medicina e Chirurgia; Odontoiatria; tutte le lauree brevi sanitarie: Logopedia, Podologia, Fisioterapia; Psicologia; Laurea in Scienze Motorie; etc. Ciascuno di questi professionisti, una volta formati ed acquisito il titolo di Specialista in Posturologia, potranno praticare, ciascuno in base alle possibilità offerte dalla laurea di provenienza, utilizzando le competenze acquisite a completamento della propria scelta professionale. Sulla base della diagnosi o della valutazione, in dipendenza dalla professione svolta, viene infatti impostato un programma di terapia o rieducazione individualizzato: pertanto in questo senso soltanto i Medici (3) avranno la possibilità di formulare diagnosi, soltanto i fisioterapisti potranno effettuare determinate terapie manuali, ecc. Gli ambiti di azione sono infatti diversi se lo Specialista in Posturologia sia un soggetto sanitario (qualunque figura riconosciuta come sanitaria) o non sanitario. Il soggetto sanitario applica la Posturologia complementariamente alla propria specialità, mentre il soggetto non sanitario agisce escludendo la possibilità di formulare diagnosi clinica, ma limitandosi alla sola valutazione posturale e funzionale dell’utente, ed escludendo la possibilità di attuare programmi riabilitativi o terapeutici, ove non sia laureato in ambiti che lo prevedono. Per tale imprescindibile motivo risulta dunque assolutamente necessaria una collaborazione diagnostica interdisciplinare fra diversi professionisti: le specifiche conoscenze e competenze dell’odontoiatra, ad esempio, ed il suo stesso inquadramento giuridico professionale (L. 409/1985) escludono infatti che egli possa esprimere una diagnosi su un distretto corporeo che va al di là dell’apparato stomatognatico. Così come appare parimenti indubbio che il fisiatra, l’ortopedico, l’otorinolaringoiatra o l’oftalmologo [per non parlare del fisioterapista (L. 741/1994) o del posturologo o del chiropratico (figure professionali dal cui campo operatorio rimane esclusa la attività di diagnosi differenziale, che connota l’essenza dell'”atto medico”] possano effettuare diagnosi a carico delle strutture dell’apparato stomatognatico. Gli operatori non sanitari, in possesso di diploma di Master universitario in Posturologia, con formazione universitaria non sanitaria, come i laureati in Scienze motorie o Diplomati I.S.E.F.,possono attivare unicamente una Posturologia non clinica, in dipendenza del tipo di preparazione universitaria ricevuta, limitandosi alla sola valutazione funzionale e posturale del soggetto, previa firma del Consenso Informato da parte dello stesso, non potendo formulare diagnosi clinica né attivare procedure sanitarie di terapia o di programmazione riabilitativa. In realtà, ciascun professionista possiede le proprie competenze e responsabilità in relazione ai differenti aspetti delle patologie considerate, e sarebbe erroneo pensare che tale quadro escluda dall’attività alcuni professionisti, come ad esempio i laureati in Scienze motorie, invece essenziali nella completezza di una terapia. La plasticità è una proprietà del Sistema Nervoso che ci accompagna durante tutta la vita. La prima persona a ipotizzare l’esistenza di meccanismi di plasticità neurale fu uno psicologo nel 1949, D. Hebb, ma fu verificata sperimentalmente solo negli anni 70. Durante lo sviluppo post-natale esistono dei “periodi critici “, ovvero delle finestre temporali entro le quali le varie esperienze possono operare in modo molto efficace per lo sviluppo dei circuiti nervosi, quindi l’attività fisica volontaria e delle interazioni sociali beneficiano il tono muscolare, la vita di relazione ma anche le funzioni cerebrali. Oggi è ben documentato come la corteccia sensoriale e motoria possano andare incontro a riorganizzazioni funzionali anche nell’adulto, numerosi studi hanno dimostrato che la topografia corticale mantiene un grado di dinamicità regolata dai livelli di attività periferica. La capacità dei circuiti nervosi di modificarsi in risposta all’esperienza, nel nostro specifico caso, ci interessa in modo esponenziale poiché ci permette di ridisegnare uno schema posturale fisiologico. Il concetto scientifico sopra esposto è proprio la base ispiratrice della ”Ginnastica Correttiva” ribattezzata “Ginnastica Posturale”. La plasticità dei territori corticali, attraverso un rimodellamento funzionale, consente di migliorare le nostre capacità e poiché questo rimodellamento riguarda anche le capacità motorie, sarà poi l’allenamento posturale a riportare esse a una condizione fisiologica. Un piccolo esempio: quando ci si trova ad affrontare problemi di natura posturale si nota una globalizzazione della gestione dei segmenti corporei, togliendo a ogni zona anatomica la sua specificità motoria segmentaria all’interno di un gesto plurisegmentario. Da quanto scritto sopra emerge la grande possibilità che ci offrono le strutture nervose attraverso la loro plasticità, infatti, in risposta alla prolungata esperienza sensoriale e motoria, esse codificano schemi sensoriali e motori poi memorizzati nelle mappe corticali. E’ possibile un rimodellamento delle connessioni corticali, ridisegnando schemi posturali fisiologici e ciò può essere fatto solo attraverso un apprendimento motorio attivo prolungato nel tempo, non indotto in modo passivo, ne conseguirà un cambiamento duraturo nella funzione dei circuiti stessi. FEEDBACK = RETROAZIONE = capacità di un sistema dinamico di tener conto dei risultati del sistema per modificare le caratteristiche del sistema stesso. Ci si allena per imparare uno sport, allo stesso modo ci si può allenare per riottenere una postura fisiologica, attraverso la quale si potrà vincere contro la sintomatologia dolorosa causata da ernie, protusioni, discopatie in genere, ecc. Infatti, nella realizzazione di un programma un allenamento, la sessione motoria può ben essere paragonata ad un farmaco, da somministrarsi nelle corrette modalità, così come inteso anche dall’O.M.S. Inoltre, chi si occupa di questo tipo di attività, utilizzando conoscenze di Posturologia, dovrebbe poter essere in grado d’interpretare la postura del soggetto, capirne le specifiche problematiche e cercare di strutturare un programma adeguato che porti, ove possibile, sollievo attraverso il moto; nonché eventualmente essere in grado, codificando una serie di test in relazione ad una problematica evidenziatasi in ambito posturale ed altrimenti non percepibile, di comprendere anche se sia necessario, all’occorrenza, inviare il soggetto assistito da un medico/specialista che possa intervenire adeguatamente ed in maniera mirata sul problema indagato che pare essere causa della patologia. Lo Specialista in Posturologia non sanitario può infatti in ogni caso lavorare in piena autonomi,a senza incorrere in abusi di legge, dato che la Posturologia consta di metodi di indagine funzionale che non sono rientranti nel classificatore del Ministero, pertanto non rappresenta né diagnosi, né terapia (4). IN SINTESI LO SPECIALISTA IN POSTUROLOGIA : ?Compie una valutazione funzionale globale dell’equilibrio posturale nel suo insieme e dei recettori della postura. Questa valutazione ha il valore di una diagnosi di tipo clinico qualora lo specialista sia un medico, ma può essere una valutazione strumentale, se compiuta con apparecchiature specifiche quali la stabilometria ed altre. ?Svolge valutazioni funzionali e reflesso-posturali dell’assistito, sulla base di protocolli riconosciuti da enti terzi e utilizza anche eventuali attrezzature non invasive. Se non si tratti di professionalità sanitaria, strumenti comunque non contemplati in sistemi e metodi riconosciuti come clinici, riabilitativi o terapeutici sia dal Classificatore del Ministero sia dal Sistema Sanitario Nazionale. ? Interpreta i dati delle valutazioni svolte al fine di inquadrare al meglio l’assistito, senza che esse siano sostitutive di diagnosi medica o si pongano in antagonismo con le procedure terapeutiche sanitarie ufficiali. Ove richiesto, tali valutazioni e interpretazioni possono essere svolte su incarico e supervisione medica, e qualora tale forma collaborativa non sia occasionale, potrebbe essere utile che lo specialista stabilisca accordi con il Direttore Sanitario del Centro in cui opera, o alternativamente con il medico di riferimento per la Posturologia, redigendo un Consenso Informato (5) in cui si delineino possibilità e limiti operativi e si confermi che si opera sotto supervisione medica. Suggerisce inoltre agli utenti che beneficiano del servizio posturale, il possibile percorso di rieducazione migliore da svolgere, redatto sulla base di valutazioni oggettive e biometriche dello stato funzionale e posturale dell’assistito, lasciando che sia il medesimo a scegliere se svolgere o meno il percorso di riarmonizzazione posturale consigliatogli. Soprattutto in questo ambito non si può fare a meno di sottolineare ancora l’importanza di un lavoro in team: la cura di ogni soggetto presenta infatti peculiarità che lo rendono differente da ogni altro, e ciascun assistito presenta una propria storia, nonché disfunzioni che possono derivare da alterazioni funzionali differenti, afferenti a competenze diverse (problemi odontoiatrici, visivi, psicologici, funzionali). In questo senso diventa necessaria l’interazione dei diversi specialisti, con l’utilizzo delle rispettive discipline in maniera complementare, anche attraverso l’uso di una semantica comune. Ringraziamo per il prezioso contributo l’Avv. Santa D’Innocenzo e la Dott.ssa Laura Petroli Riferimenti Bibliografici: (1) Con il termine postura si indica genericamente la posizione del corpo e delle sue parti in rapporto alla gravità e all’ambiente, facendo riferimento ad un concetto dinamico sui tre assi dello spazio nei passaggi dalle varie stazioni. Vari sono i fattori che contribuiscono a raggiungere una postura efficiente e funzionale: neurofisiologici, biomeccanici, psicologici, emotivi e relazionali. L’atteggiamento posturale che una persona assume dunque non è un fatto meramente meccanico, ma è anche un valido significante espressivo delle proprie motivazioni e della propria maniera di essere di fronte agli altri. Cfr in proposito: Auquier O, Corriat P: L’osteopatia, Marrapese, 1999; Bricot B: La riprogrammazione posturale globale, Statipro, 1996; Busquet: Le catene muscolari , Vol IV, Marrapese, 1996; Gagey P.M., Weber B: Posturologia Marrapese, 1997; Ferrante A., Manuale pratico di terapia miofunzionale; Marrapese, 2004; Ranaudo P, Seyr H: Riflessioni sulla lingua – Marrapese, 1997; Ferrante Lorenzo, Vivere Senza Dolori Con L’educazione Posturale, Tecniche Nuove, 2014; Amigues J. P., Giaimi Giuseppe, Equilibrio Posturale. Concetto Osteopatico e Odontoiatrico, Ghedimedia Editore.(2) Il sistema tonico-posturale vede coinvolte strutture del sistema nervoso centrale e periferico e soprattutto l’occhio, il piede, l’apparato orale e acustico , la cute, i muscoli, le articolazioni, poiché la postura di un soggetto (il suo “stare eretto”) non è che la risultante ultima di rapporti reciproci tra i vari segmenti corporei e la loro rispettiva posizione nello spazio.(3) Ricordiamo che a norma di legge l’effettuazione di diagnosi è atto di esclusiva competenza medica(4) La Posturologia è infatti praticabile anche dai soggetti non sanitari, alla luce degli articoli della Costituzione Italiana, in particolare: art.3, 4, 10, 32, 33, 35, 41, 53. Oltre a questo cfr. gli art. 2060 e 2229 del libro V del Lavoro del Codice Civile (5) Deve informare l’Assistito di lavorare nel pieno rispetto della normativa europea e nazionale in materia; ove non medico/sanitario, di non possedere formazione specificamente medica; nell’eventualità esistano accordi, di lavorare congiuntamente ad un sanitario/ struttura sanitaria;di non effettuare diagnosi medica, prescrizione o terapia riabilitativa (attività riservate a norma di legge) Dell’eventuale iscrizione ad un albo professionale.

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