top of page

La posizione del CISM dopo l’evento del 5 novembre 2026 «L’attività fisica adattata in Veneto: dal prescrittore all’erogatore»

9 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Questa è la slide che centinaia di chinesiologi hanno dovuto leggere il 5 novembre 2026 all’evento «L’attività fisica adattata in Veneto: dal prescrittore all’erogatore». L’incontro era rivolto ai medici di medicina generale, ai medici specialisti, agli erogatori di AFA e alle Palestre della Salute. Era rivolto anche a tutti gli stakeholder coinvolti nel percorso dell’Esercizio Fisico Strutturato e dell’Attività Fisica Adattata, che in Veneto è iniziato nel 2005. All’evento ha partecipato anche il CISM.


Una figura poco valorizzata Nel corso degli interventi abbiamo rilevato, a nostro avviso, un’insufficiente valorizzazione della figura del chinesiologo e delle sue specifiche competenze. Sono state richiamate altre figure professionali come erogatori di AFA, AFA-D ed EFS. Questo rende necessario chiarire i rispettivi ambiti di intervento, i titoli richiesti e le responsabilità connesse, evitando sovrapposizioni o assimilazioni improprie.


L’articolo 41 del D.Lgs. 36/2021 Nel richiamo al decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, sulla riforma dello sport, non è stato menzionato, secondo quanto da noi rilevato, l’articolo 41. È un riferimento che riteniamo imprescindibile per un confronto sui profili del chinesiologo. Senza attribuire intenzionalità a questa omissione, ne sottolineiamo la rilevanza nel dibattito sul riconoscimento professionale.


Non un privilegio, ma coerenza Difendere il chinesiologo non significa rivendicare un privilegio corporativo. Significa chiedere che il valore della formazione e la specificità delle competenze trovino un riconoscimento coerente nella definizione dei ruoli. L’individuazione dei professionisti chiamati a erogare attività fisica deve fondarsi su criteri trasparenti, pertinenti alle attività svolte e rispettosi dei diversi ambiti professionali.


La collaborazione tra prescrittori ed erogatori dovrebbe valorizzare le rispettive competenze, non renderle indistinte. Il chinesiologo non dovrebbe essere considerato una presenza accessoria né assimilato, senza adeguate distinzioni, a figure con percorsi formativi differenti.


Le nostre richieste

  • Che, nei momenti formativi e nel confronto istituzionale, il ruolo del chinesiologo sia rappresentato con rigore, completezza e rispetto.

  • Che gli organizzatori chiariscano i criteri con cui sono state individuate le figure richiamate durante l’evento.

  • Che si promuova un approfondimento dedicato ai profili del chinesiologo e ai relativi ambiti di competenza, con un confronto documentato e aperto ai professionisti interessati.


Fermezza e dialogo La nostra posizione è ferma e, al tempo stesso, orientata al dialogo. Non c’è alcuna contrapposizione pregiudiziale tra professioni, ma nemmeno alcuna rinuncia alla chiarezza dei ruoli. Tutelare l’identità del chinesiologo significa sostenere una cultura dell’attività fisica fondata sulla competenza, sulla responsabilità e sul rispetto delle persone a cui si rivolge.


CISM – Comitato Italiano Scienze Motorie

Commenti


bottom of page