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Andrea Abodi pronto per il Ministero dello Sport del governo Meloni



Cambio di scena nella corsa al ruolo di ministro dello Sport nel governo che Giorgia Meloni si appresta a formare. Ora il candidato numero 1 è Andrea Abodi, presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, una stima trasversale e un lungo percorso di dirigente sportivo (è stato fra l’altro presidente della Lega di serie B) alle spalle. La scelta sarebbe ormai caduta su di lui. Nonostante il suo nome fosse ormai associato da settimane alla casella di amministratore delegato della Fondazione Milano-Cortina: Abodi era stato virtualmente designato già prima delle elezioni, ma Draghi aveva voluto lasciare al futuro governo l’ultima parola. Giorgia Meloni ha compiuto una riflessione e avrebbe preso una decisione: Abodi, consideratissimo dalla futura premier che l’avrebbe voluto sindaco di Roma, in questo momento serve di più al Governo. Poi, in tempi brevissimi, si identificherà una soluzione anche per l’incarico che guarda al 2026 e su cui c’è da recuperare il tempo perduto. D’altronde lo sport era stato più volte citato come argomento “fondamentale” nel quadro delle politiche sociali che il governo guidato dalla leader di Fratelli d’Italia si appresta a portare avanti. È probabile che insieme con lo sport, ad Abodi siano affidate le politiche giovanili com’era stato nell’era Spadafora e prima dell’esperienza da sottosegretaria di Valentina Vezzali.


SUBITO PRONTO

La scelta di Abodi si inquadra nel desiderio di fare in fretta e poter avviare subito la macchina. I dossier legati allo sport sono diversi e l’attuale presidente dell’Ics li conosce da vicino. In particolare, sul patrimonio impiantistico, dove ci sono tutti i progetti del Pnrr da portare in porto in tempi decisamente brevi per le abitudini italiane. All’inizio del 2026, tutti gli impianti costruiti o “rigenerati” dovranno essere pronti. Nel suo ruolo, Abodi è stato inoltre coinvolto nelle più recenti (poche esperienze) di costruzione di nuovi stadi. Insomma, la persona giusta, questa è l’idea, per mettersi al volante e cominciare a correre. Inoltre, il prescelto è personaggio di dialogo e questo potrebbe consentire di superare le contrapposizioni all’interno del mondo dello sport nate dalla riforma, in particolare il permanente fronteggiarsi di Coni e Sport e Salute su diverse vertenze. Svelenire lo scenario è uno dei primi obiettivi. C’è poi tutto il tema della scuola, dove l’innovazione dell’avvento del docente di educazione fisica nella scuola primaria dovrà essere riempita di contenuti didattici. Anche se naturalmente su questo terreno anche il ministero dell’Istruzione dovrà metterci del suo. Infine il caro bollette, la crisi di molte società sportive e gestori che rischiano di chiudere. Senza dimenticare la riforma del lavoro sportivo con la ricerca di un equilibrio fra sostenibilità e le tutele che spettano a chi opera all’interno del mondo dello sport.


GRANDI EVENTI E poi il fronte dei grandi eventi sportivi, dalla Ryder Cup del prossimo anno agli Europei di atletica del 2024. Mentre il primo atto “sportivo” del nuovo Governo dovrebbe essere calcistico con la firma della prima dichiarazione di sostegno alla candidatura per gli Europei di calcio del 2032.


LA VOLATA A poche ore dal traguardo della formazione del nuovo esecutivo, si dovrebbe giurare entro domenica, Abodi sembra dunque essere in cima alle preferenze dopo un alternarsi di indiscrezioni che avevano confermato l’intenzione di tornare ad avere un ministero dello Sport a tutti gli effetti senza affidare la delega a un sottosegretario. Consolidata questa certezza, ora sembra che i giochi siano finalmente fatti anche per la scelta della persona.


Articolo a cura di Valerio Piccioni La Gazzetta dello Sport


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