Manager dello Sport - Competenze



1) RUOLO E FIGURA DELLO SPORT MANAGER


Il Manager dello Sport è una figura che si sta, ultimamente, sempre più evolvendo così come si sta evolvendo il settore dello sport system. Questa figura si occupa all'interno di aziende, enti, Federazioni, Istituzioni pubbliche e aziende private di carattere sportivo della pianificazione e gestione a 360° di tutti i progetti e le relative attività, ponendo particolare attenzione agli aspetti operativi/organizzativi, amministrativi e legali.


Nel Decreto Legislativo 28 Febbraio 2021 n° 36 (Riforma dello Sport), più precisamente all'Articolo 41 comma 5, è stata inserita, per la prima volta in Italia, una definizione di questo "nuovo" ruolo:


"Per l'esercizio dell'attività professionale di manager dello sport è necessario il possesso della Laurea Magistrale in organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie (Classe LM-47).


L'esercizio dell'attività professionale di manager dello sport ha per oggetto:

  • la programmazione e la gestione di impianti sportivi;

  • la conduzione e la gestione delle strutture pubbliche e private dove si svolgono attività motorie, anche ludico-ricreative;

  • l'organizzazione, in qualità di esperto e consulente, di eventi e manifestazioni sportive, anche ludico-ricreative."


A questa prima definizione e riconoscimento del ruolo del Manager dello sport dovranno poi seguire necessariamente tutta una serie di interventi mirati all'individuare tutti i diritti che dovrà avere questa figura: verrà istituito un albo dei Manager sportivi? Il Manager dello Sport sarà una figura obbligatoria all'interno di tutte quelle realtà di carattere sportivo o solo in alcune? Quali forme di contratto saranno proprie di questo ruolo? Si tratta di tutta una serie di accorgimenti che, nel così vasto panorama italiano di società sportive (asd, ssd, Federazioni, Spa, Srl ecc) non troveranno una semplice collocazione, almeno nell'immediato: sarà necessario un tavolo di lavoro, ma soprattutto di dialogo, tra esperti in materia contrattualistica, manager sportivi, Ministero del Lavoro ed Istituzioni pubbliche per trovare una prima giusta formula che regolarizzi il tutto.

2) SPORT INDUSTRY


Il Manager dello Sport opera in un settore, quello della Sport Industry, che ha un elevato impatto sociale ed economico nel nostro paese. Negli ultimi anni sono stati condotti alcuni importanti studi che hanno estrapolato ed ottenuto dei numeri e dei dati molto interessanti a riguardo: l'Osservatorio sullo Sport System Italiano e "il Pil dello Sport" (entrambi prendono come anno di riferimento il 2019, quindi è necessario considerare che si tratta del periodo pre-covid).

- Osservatorio sullo Sport System Italiano (download)


L'Osservatorio sullo Sport System Italiano è il primo studio condotto da Banca Ifis sull'impatto dell'industria sportiva in Italia. Secondo questo studio lo sport genera ricavi per 96 mld€ (3,6% del Pil) riuscendo ad impattare positivamente sull'economia del nostro paese grazie all'apporto dei quattro comparti principali che lo compongono:


  1. Produttori di abbigliamento, attrezzature e veicoli sportivi: contano 10.000 imprese che generano oltre 17 mld€ di ricavi.

  2. Società sportive, professionistiche e dilettantistiche e di gestione degli impianti: contano 74.000 realtà ed un fatturato annuo di 46 mld€.

  3. Media sportivi, spesa collegata ad eventi e betting sportivo: 23 mld€.

  4. Valore sociale: 10 mld€ generati come effetto economico indiretto, oltre la metà grazie ai risparmi indotti sulle spese sanitarie da attività sportiva anche moderata.

Lo Sport System contribuisce in modo significativo all’economia italiana, grazie al lavoro di 65.000 società sportive, 10.000 imprese produttrici, 9.000 società di gestione impianti e 50 tra società editoriali e di scommesse. Nel complesso impiega circa 400.000 addetti.

- Il PIL dello Sport (download)

Il PIL dello Sport è uno studio condotto dall'Istituto per il Credito Sportivo in collaborazione con la Sapienza Università di Roma.


Con un contributo al prodotto interno lordo di circa 24,5 mld€ e circa 420.000 occupati, l'apporto dello sport all'economia del Paese nel 2019 è rilevante. In termini di PIL rappresenta l'1,37% del totale.


Questi 24,5 mld€ sono così ripartiti:


  • 4,4 mld€ sono generati dalle attività sportive;

  • 9,1 mld€ sono generati dalle attività connesse alle attività sportive in senso lato (istruzione allo sport, trasmissioni televisive, hotel che accolgono chi fa sport, betting, editoria sportiva, ecc.);

  • 11 mld€ vengono generati dalle attività strettamente connesse (prodotti industriali e servizi necessari come input per fare sport).


I numeri, i dati ed i risultati estrapolati da entrambi questi studi ci danno la misura di quanto lo sport system non debba più soltanto essere considerato come un settore composto esclusivamente da appassionati: è un settore industriale a tutti gli effetti il quale ha un impatto sociale ed economico molto importante. Sono proprio questi dati, quindi, a farci capire quanto questo settore debba essere contornato da figure altamente professionali poiché lo sport genera posti di lavoro ed occupazione: è uno dei pochi settori che riesce a creare sinergie tra altri diversi settori commerciali.


Non commettiamo però l'errore di considerare il Manager dello sport come tale solo se immerso nell'organizzazione di grandi eventi sportivi (Campionati Nazionali, Campionati del Mondo, Olimpiadi, ecc.) o solo se all'interno di grandi realtà sportive (Federazioni, club professionistici, istituzioni pubbliche): è Manager sportivo anche colui che opera ai livelli "più bassi" (ma non meno importanti) dello sport system come, ad esempio, la promozione dello sport di base. È anzi necessario che certe figure siano presenti anche sul territorio così da poter promuovere al meglio la pratica dello sport provando ad attrarre nuovi fruitori: i campioni nazionali, mondiali ed olimpici che vediamo oggi trionfare in queste competizioni sono stati a loro volta, da bambini, dei semplici tesserati che hanno iniziato a praticare una specifica disciplina.

3) COMPETENZE DEL MANAGER DELLO SPORT


La figura del Manager dello sport si inserisce, quindi, in un settore che sicuramente necessita di persone con un inquadramento manageriale ma che abbiano inoltre sviluppato la conoscenza dello sport, in genere o di una particolare disciplina, nei suoi meccanismi più basilari.


Le competenze di un manager sportivo si compongono di: competenze tecniche e competenze trasversali.

- Competenze tecniche

Le competenze tecniche sono tutte quelle competenze che possono essere apprese con un'adeguata formazione, possono essere sviluppate (esperienza, formazione, aggiornamento) e che possono essere quindi dimostrate tangibilmente sul campo: queste riguardano gli aspetti organizzativi, operativi, amministrativi e legali. A mio avviso ci sono due gruppi di competenze tecniche proprie del Manager sportivo: un primo gruppo è composto da quelle competenze che dovrebbero costituire la base di tutti i manager (conoscenza delle lingue, conoscenza dei principali applicativi informatici, conoscenza di base della gestione economica delle imprese, marketing, comunicazione, saper pianificare strategie); un secondo gruppo, invece, è quello composto da tutte competenze che devono essere proprie di un manager sportivo poiché esperto di questo settore (conoscenza delle scienze motorie, conoscenza del mondo sportivo, essere a conoscenza degli assetti istituzionali e dei rapporti che ci sono tra enti locali e federazioni, basi di ordinamento sportivo, conoscenza degli aspetti legali, finanziari e fiscali delle più importanti forme di società di carattere sportivo).


Il manager dello sport deve quindi avere nozione di ciò di cui è composto il mondo sportivo. Il suo punto di forza sta nell'aver vissuto una particolare disciplina sportiva così da riuscire a comprendere i diversi punti di vista di tutte le figura che compongono una realtà sportiva.

- Competenze trasversali

Le competenze trasversali sono invece quelle competenze che descrivono le nostre caratteristiche personali e caratteriali nel momento in cui ci troviamo in una particolare situazione e nel momento in cui abbiamo a che fare con altre persone: danno un'idea della nostra attitudine nei confronti del lavoro e di chi ci circonda e trasformano una conoscenza in un comportamento. Queste competenze si sviluppano con l'esperienza ma sono proprie di tutti noi anche grazie ad un certo grado di predisposizione a determinati comportamenti.

Tra queste competenze spiccano l'empatia, la flessibilità, leadership, la capacità di risolvere i problemi nel modo più efficiente possibile, capacità di avere un pensiero critico/analitico, saper gestire le risorse umane, la capacità di lavorare in team riuscendo realmente a cogliere i punti di vista dei colleghi, saper gestire il tempo, saper gestire le priorità e molte altre ancora. Dobbiamo essere consapevoli che sia nel caso in cui il manager sportivo lavori da solo, come consulente, o in un team, questo avrà sempre a che fare con delle persone: il fattore umano e la cura dei rapporti interpersonali è alla base del lavoro di un buon manager (sportivo e non).

Quali sono quindi le competenze che un manager sportivo dovrebbe fare proprie nel suo lavoro? Come detto pocanzi non dobbiamo pensare al manager dello sport solo se dirigente in una grande realtà, ma in questo caso, volendo fare un esempio pratico consideriamo il manager in una posizione di supervisore in cui, attraverso un giusto mix di competenze tecniche e trasversali, deve essere in grado di riuscire a coniugare le necessità ed esigenze di tutti i dipartimenti della propria azienda: in un club alle volte è necessario far conciliare le esigenze del dipartimento tecnico con quelle del dipartimento comunicazione/marketing; in un'azienda privata, invece ad esempio, è spesso necessario far collimare le esigenze del comparto operativo con quelle del comparto legale ed amministrativo. Per poter ovviare a queste esigenze professionali è quindi necessario per il manager sportivo studiare e capire (anche grazie alla propria esperienza diretta in questo mondo) quali siano i diversi punti di vista di tutti coloro che operano in questo settore.


Di conseguenza non possiamo però stabilire oggettivamente se siano importanti più le competenze tecniche o quelle trasversali: è indubbio che alla base di una figura professionale ci sia l'apprendimento delle hard skills e che possono sempre essere apprese e che ne determinano le proprie qualità specifiche; è altrettanto vero però che molte volte le capacità trasversali sono determinanti nella risoluzione di problematiche collettive in cui è necessario utilizzare sicuramente le competenze tecniche ma sempre rapportandosi con altre persone.


Le competenze più importanti sono quelle che permettono al manager sportivo di sapersi adattare ed essere flessibile nei confronti di tutti gli stakeholders del mondo sportivo: atleti, famiglie, club, federazioni, enti, comitati, istituzioni. Il nostro lavoro non esisterebbe se non ci fosse la semplice pratica dello sport: il soggetto principale al centro di tutto è l'atleta anche e soprattutto perché lo sport, oltre a fornire dei servizi, genera anche emozioni; sono queste emozioni che poi faranno appassionare nuovi ragazzi e faranno la differenza nella loro volontà di iniziare un percorso sportivo piuttosto che un altro.


Il manager sportivo deve inoltre essere sempre aggiornato su quelli che sono i nuovi trend del mercato della sport industry; basti pensare a due nuove tecnologie che si stanno insediando prepotentemente in questo settore: NFT e metaverso. Sono molti i club, le leghe, i brand e gli atleti che stanno investendo in questa direzione e questo ci da l'idea di quanto queste tecnologie riescano ad ampliare l'offerta dello sport system in termini di servizi e prodotti (il quarterback Tom Brady ha fondato una startup nft, Autograph, che ha ricevuto 170 milioni di dollari in finanziamenti e Nike è riuscita a vendere a 45 ether, corrispondenti a circa 124.000 euro al cambio attuale, alcune versioni più esclusive delle Nike Dunk versione nft). Il fatto che esistano tali tecnologie non vuol dire che lo sport debba necessariamente ed obbligatoriamente aprirsi a queste nuove opportunità: è però anche vero che essere al passo con i tempi, aggiornarsi e sapersi innovare può fare la differenza nel momento in cui dobbiamo differenziarci da altri competitor ed apportare un valore aggiunto.


Assume quindi un ruolo fondamentale il percorso formativo del manager dello sport: risulta necessaria la strutturazione di un percorso accademico particolare che includa aspetti di economia aziendale e di gestione d'impresa associati ed applicati al mondo sportivo e a tutte le sue sfaccettature.

In conclusione, sorgono spontanee alcune domande a riguardo:


  • È necessario ed auspicabile per il manager sportivo aver praticato sport per comprenderne meglio le esigenze?

  • Quale tipo di formazione specifica deve avere il manager sportivo?

  • In Italia la formazione del manager sportivo è adeguata alle esigenze del ruolo in ambito pratico/operativo?

Dott. Stefano Iorio - Referente Area Sport Management presso CISM - Comitato Italiano Scienze Motorie


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