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- 16/12/2016: Il CISM incontra Giacomo Bez
Il CISM incontra Giacomo Bez, collaboratore dell'on. Daniela Sbrollini per la programmazione di un incontro ufficiale alla Camera dei Deputati entro Gennaio 2017 per confronto sulle proposte di legge n°3309 "Disposizioni per la promozione dell'educazione motoria e della cultura sportiva, per il sostegno del percorso formativo degli studenti atleti e per il riconoscimento delle professioni relative alle attività motorie e sportive" e n° 3936 " Disciplina delle attività sportive dilettantistiche".
- 26/11/2016: Il CISM incontra il CAPDI
Il CISM incontra il CAPDI, confederazione delle associazioni dei diplomati ISEF & laureati in scienze motorie per il riconoscimento dei laureati in scienze motorie in ambito sanitario e scolastico.
- 2016 26 Novembre 2016 - Montegrotto Terme, Incontro con Capdi
Seconda Tappa del tour , incontro con i colleghi del Capdi Un tuffo nel passato per orientarci nel presente e per disporre di strumenti per costruire un futuro più attento al laureato in Scienze Motorie/ Diplomato ISEF e alle sue esigenze. In data 26 Novembre 2016, il Comitato Italiano Scienze Motorie incontra la giunta Capdi - Confederazione delle Associazioni dei diplomati ISEF & laureati in Scienze Motorie, a Montegrotto Terme, per presentazioni e proposta di collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi di categoria. La Capdi propone al CISM, organizzazione neo costituita, di confederarsi alla Capdi e procedere insieme. No grazie. Abbiamo deciso di declinare l’invito, e procedere in autonomia, pur disponibili ad una concreta collaborazione orientata allo scopo. Segui l’incontro al Link
- 2016 25 Novembre 2016 - Viareggio I° Tappa del CISM
Prima tappa del tour CISM ospiti del Centro C.A.MO. di Viareggio presso la Medicina dello sport Viareggio-Versilia con i colleghi CISM toscana rappresentanti della triennale e magistrale dell'Università di Firenze e della Prof. Elena Martinelli. Tavola rotonda consigli e proposte che vogliamo condividere con voi attraverso questo video desiderosi di un vostro riscontro. Segui incontro al Link
- 21 Novembre 2016 - Memorandum a supporto DDL C. 3868 ( Riordino delle professioni sanitarie)
OGGETTO: Riconoscimento giuridico professionale del Laureato in Scienze Motorie ed inserimento all’interno delle professioni sanitarie. Il Comitato Italiano Scienze Motorie (C.I.S.M.) si è costituito ufficialmente in data 29/07/2016 ed è nato con lo scopo di creare relazioni fra Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ed Associazioni di categoria ed enti a livello nazionale e locale che rappresentano e mettono in comunicazione tra loro i laureati in Scienze Motorie di tutta Italia. Consultabile al seguente link, Atto Costitutivo, Statuto e Manifesto Ufficiale: https://drive.google.com/open?id=0B8Y9dRIv8AHJQ29pS3Y3S2dPd0U La ricerca scientifica negli ultimi decenni ha raccolto una grande quantità di dati in base ai quali si può affermare in modo definitivo che l'attività fisica regolare e di intensità adeguata è un fattore di cruciale importanza per il miglioramento del continuum salute-malattia e per prevenire l’insorgenza di numerose patologie cronico degenerative classificate come le “Non communicable disease” , con particolare riguardo alla patologia cardiovascolare. Si può quindi oggi sostenere che l’esercizio fisico svolto con regolarità ed adeguato alle capacità individuali riduce la morbilità e la mortalità per diverse malattie di grande rilevanza sociale, tra cui la cardiopatia ischemica, l'ipertensione, il diabete, l'obesità, l'osteoporosi, la depressione ed alcune forme tumorali. In tutto il mondo la ridotta o assente attività fisica è una delle maggiori cause di morte, malattie e disabilità. Atti del Ministero della Salute Nel Piano Nazionale per la Prevenzione (2014-2018), il Ministero della Salute si afferma il ruolo cruciale della promozione della salute umana e della prevenzione come fattori di sviluppo della società, di sostenibilità del welfare e stato del benessere sociale, il quale garantisce ad ogni suo cittadino degli standard minimi di di salute. (Fonte consultabile al link : http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_2285_allegato.pdf) I Macro obiettivi di questo Piano Nazionale sono stati individuati in base alle priorità di seguito elencate: ● Ridurre il carico di malattia. Ciò è particolarmente proprio dell’obiettivo sulla riduzione della mortalità prematura da malattie croniche non trasmissibili (MCNT) nonché la promozione dell’invecchiamento attivo. ● Investire sul benessere dei giovani promuovendo una crescita responsabile e consapevole attraverso l’adozione di stili di vita sani e di comportamenti dirifiuto nei confronti di qualunque forma di dipendenza in una logica di ricerca di un benessere psicofisico e affettivo. ● Rafforzare e confermare il patrimonio comune di pratiche preventive considerato come bene comune, investendo in un patrimonio culturale di grande rilevanza sociale conseguente gli investimenti e gli sforzi attuati dalle istituzioni e dai professionisti del sistema sanitario. ● Rafforzare e mettere a sistema l’attenzione a gruppi fragili come lotta alle diseguaglianze intervenendo anche per la prevenzione di disabilità. ● Considerare l’individuo e le popolazioni in rapporto al proprio ambiente promuovendo un rapporto salubre fra salute e ambiente contribuendo alla riduzione delle malattie in particolare croniche non trasmissibili. Le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) - malattie cardiovascolari, tumori, patologie respiratorie croniche e diabete costituiscono, a livello mondiale, il principale problema di sanità pubblica: sono, infatti, la prima causa di morbosità, invalidità e mortalità e il loro impatto provoca danni umani, sociali ed economici elevati (HEALTH 2020). Al fine di ridurre la morbosità, la mortalità e le disabilità premature che le MCNT comportano, le strategie del PNP sono finalizzate a diffondere e facilitare la scelta di stili di vita corretti, indirizzando i soggetti verso offerte derivanti dai programmi di comunità, o terapeutico specifici (es. prescrizione attività fisica). Relativamente ai fattori di rischio per le malattie croniche non trasmissibili, va considerato che, queste malattie hanno in comune alcuni fattori legati in gran parte, a comportamenti individuali non salutari modificabili ma fortemente condizionati dal contesto economico, sociale e ambientale in cui si vive e si lavora. Fumo, consumo eccessivo di alcool, cattive abitudini alimentari ma soprattutto la sedentarietà sono comportamenti che si acquisiscono già in età infantile e si consolidano durante l’età adolescenziale. Sovrappeso e obesità rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica. È preoccupante, in particolare, l’epidemia che sta emergendo nei bambini. Poiché i comportamenti non salutistici si instaurano spesso già durante l’infanzia e l’adolescenza, è importante il forte coinvolgimento della scuola, che va considerata come luogo privilegiato per la promozione della salute nella popolazione giovanile in grado di favorire lo sviluppo di competenze e di conoscenze, che facilitano le scelte di salute. In questa logica si collocano anche le strategie volte a garantire un invecchiamento attivo e in buona salute, (WHO Active and Healthy Ageing) che interessa l’intero ciclo di vita ed è influenzato da diversi fattori (interventi che bene si connettono con la promozione dell’attività fisica).Smettere di fumare, aumentare l’attività fisica e migliorare i livelli educativi, insieme all’individuazione precoce e al trattamento di diabete, ipertensione e riduzione dei livelli di obesità, possono contribuire alla prevenzione del decadimento delle funzioni cognitive nell’anziano, anche in relazione alle malattie neurodegenerative, quali Alzheimer, Parkinson, ecc... Laureato Magistrale LM-67 Atti del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca Il M.I.U.R. identifica e descrive dettagliatamente le competenze del laureato magistrale LM-67 Classe delle lauree magistrali in SCIENZA E TECNICHE DELLE ATTIVITA MOTORIE PREVENTIVE E ADATTATE presente in 26 sedi Universitarie distribuite su territorio nazionale. (Fonte consultabile al link: http://attiministeriali.miur.it/media/155598/dmcdl_magistrale.pdf) I laureati al termine del loro percorso di studi quinquennale, sono in possesso di conoscenze approfondite su: ● modificazioni e adattamenti funzionali derivanti dall'esercizio fisico; ● metodi di valutazione dello stato di efficienza fisica e di programmazione dell'esercizio, sia per soggetti sani che per individui disabili o con limitazioni funzionali stabilizzate di vario tipo, derivanti da patologie che possono trarre vantaggio dall'esercizio fisico; ● metodologie e le tecniche educative, comunicative e psico-motorie rivolte ai soggetti praticanti l'esercizio; Le competenze specifiche professionali caratterizzanti un laureato magistrale di questa classe, riguardano: ● i benefici e i rischi della pratica delle attività motorie in soggetti di diversa età, genere, condizione psico-fisica, abilità psicomotorie, e il livello di rischio legato a esiti cronici di varie malattie.
- 26 Ottobre 2016 - Audizione DDL 3868 Professioni Sanitarie
CAMERA DEI DEPUTATI Audizione di rappresentanti dell'Associazione italiana di fisica medica (AIFM), dell'Associazione italiana massofisioterapisti (AIMFI), dell'Associazione italiana ortottisti assistenti in oftalmologia (AIOrAO), dell'Unione sindacati dei chimici italiani (U.Sin.C.I.), del Sindacato dei chimici liberi professionisti (S.I.Chi.L.P.) e di Elena Anna Rita Martinelli, professore associato presso il Dipartimento di medicina sperimentale e clinica – Università degli Studi di Firenze, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 3868 Governo, approvato dal Senato, recante «Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l'aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute», e C. 334 Catanoso Genoese, C. 993 Rondini, C. 1088 Grimoldi, C. 1229 Lenzi, C. 1429 Fabbri, C. 1961 Miotto, C. 2518 Binetti, C. 2781 Lodolini, C. 3263 Gregori, C. 3307 Vezzali, C. 3319 Vezzali, C. 3377 Lenzi e C. 3999 Elvira Savino. Prof.ssa Elena Martinelli Associato di ruolo, Scuola di Scienze della Salute Umana, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Corso di laurea in Scienze Motorie Sport e Salute, CdL Magistrale in Scienze e Tecniche dello Sport e delle Attività Motorie Preventive e Adattate Università degli Studi di Firenze Insegnamenti: Metodi e didattiche delle Attività Motorie III (M-EDF/01); Teoria, tecnica e didattica dell’attività motoria preventiva e compensativa Teoria e metodologia del movimento umano, Teoria, tecnica e didattica dell’educazione motoria preventiva, compensativa e adattata. Settore concorsuale 11/D Settore scientifico disciplinare 06/N2 evidenziato 06/N - Professioni sanitarie, tecnologie mediche applicate, dell'esercizio fisico e dello sport 06/N1 - Scienze delle professioni sanitarie e delle tecnologie mediche applicate MED/46 - Scienze tecniche di medicina di laboratorio MED/47 - Scienze infermieristiche ostetrico-ginecologiche MED/48 - Scienze infermieristiche e tecniche neuro-psichiatriche e riabilitative MED/50 - Scienze tecniche mediche applicate 06/N2 - Scienze dell'esercizio fisico e dello sport M-EDF/01 - Metodi e didattiche delle attività motorie M-EDF/02 - Metodi e didattiche delle attività sportive Il programma europeo 2003-2008 denominato “Europa della Salute” rileva l’importanza dell’inserimento delle pratiche di attività fisica nei sistemi nazionali della Salute riconoscendo all’esercizio fisico una importanza basilare per la prevenzione di molte malattie “contemporanee” e per l’apprendimento di corretti stili di vita: l’attività motoria come prevenzione all’insorgere di molte malattie, l’esercizio fisico come uno degli aspetti da considerare e da promuovere in tutta la popolazione per migliorarne la condizione di salute, l’attività fisica come un requisito non eliminabile di promozione e di mantenimento della salute. Mi sono diplomata all’ ISEF Statale della Lombardia di Milano nel 1977, vi ho insegnato Ginnastica Correttiva dal 1978 fino al mio arrivo all’ISEF di Firenze negli anni ’90. Con il DL del 1998 la Ginnastica Correttiva è stata sostituita dalla disciplina “Educazione Motoria Preventiva e Compensativa”. E’ la disciplina che si occupa, nell’ambito delle Scienze del Movimento Umano, della prevenzione e del trattamento di soggetti portatori di turbe psicomotorie e di disarmonie posturali, morfologiche e funzionali attraverso un adeguato progetto chinesiologico adattato, in età evolutiva, adulta e anziana. Dal 2005 sono associato UNIFI. Conosco bene cosa è successo in tutti questi 40 anni nella scuola, nello sport e nella libera professione. Le numerosissime istanze, proposte, disegni di legge, ecc. che dagli anni ‘60-’70 ad oggi riproponiamo con scadenza costante restano inevase e senza successo alcuno. Nel nostro panorama politico si sono avvicendati tutti i colori dell’arcobaleno con la stessa non risoluzione del problema. Segno che gli interessi sono molti e nessuno vuole rinunciare a privilegi acquisiti. Ebbene, anche gli interessi dei nostri studenti e colleghi (siamo un esercito in Italia) devono essere salvaguardati ma prima ancora di loro devono essere salvaguardati i cittadini tutti ai quali deve essere garantita la sicurezza di affidarsi a personale qualificato, e giuridicamente riconosciuto, sia per il mantenimento della salute attraverso l’esercizio fisico (prevenzione primaria) che per i programmi multidisciplinari di recupero dello stato di efficienza (prevenzione secondaria) e nei percorsi post riabilitativi e di reinserimento congruo della persona nella vita attiva, lavorativa e sportiva. E’ ormai condivisa la convinzione che lo stato di “confusione” nel quale si trovano ad operare gli attuali laureati in SM sia lo stesso degli allora Diplomati ISEF. Non dimentichiamo che la figura del diplomato ISEF non è mai stata salvaguardata nemmeno nella scuola dove chiunque poteva fare supplenza di Educazione Fisica, tanto poi arrivavano i “corsi speciali” come sanatoria e i “chiunque” venivano assunti al pari degli altri. Nella libera professione, in assenza di albo professionale, poi persiste il Far West con il proliferare di corsi e corsetti che abilitano Istruttori senza titolo universitario, promossi anche da enti riconosciuti (UISP, CONI ed altri) o da sedicenti “scuole di formazione” e rivolti a chiunque. Le palestre dovrebbero occupare soltanto laureati in SM ma di fatto ci lavora chiunque ed anche nei Festival di Fitness e Welness c’è la corsa ad imparare quel metodo per poter avere spazio nel mondo del lavoro, indipendentemente dal titolo di studio (che comunque non è richiesto per accedervi). Il laureato in SM ha la preparazione scientifica e culturale per collaborare con altre figure professionali sanitarie, prime fra tutte i medici pediatri, MMG e specialisti (ortopedici, fisiatri, geriatri, internisti, cardiologi, medici dello sport, medici del lavoro, ecc.) con propri programmi di esercizio fisico preventivo, compensativo e adattato. Invece, almeno in Toscana, siamo di fatto discriminati in quanto nei centri medici e fisioterapici e nelle strutture sanitarie non ci è permesso di condividere gli spazi con altri professionisti e addirittura l’accesso alla struttura deve essere differente (per non creare confusione tra i ruoli). Ne parlo con cognizione di causa come creatrice e responsabile del Centro Attività Motorie finalizzate alla prevenzione e al recupero funzionale post riabilitativo, della ASL Versilia, inaugurato dall’allora assessore alla Sanità della Regione Toscana Enrico Rossi, un centro di eccellenza unico in Italia, dove abbiamo portato avanti importanti progetti che riguardavano vari campi di applicazione dell’esercizio fisico e dell’igiene comportamentale con progetti con la Medicina del Lavoro, dello Sport e l’Ortopedia; il centro è rimasto aperto dal 2000 al 2008 quando, appunto per la normativa sopra citata, è stato chiuso. Le problematiche delle Scienze Motorie in Italia affondano le radici nel dopoguerra e il fatto che siamo stati l’ultimo paese della Comunità Europea a convertire in qualche modo (a costo zero) gli Istituti Superiori di Educazione Fisica (ISEF) in corsi/facoltà universitarie con pochissime cattedre sulle materie “professionalizzanti”, la dice lunga sulle dinamiche che hanno da sempre creato ambiguità nella preparazione, nel profilo professionale e negli sbocchi occupazionali del professionista che, unico, si dovrebbe occupare di attività fisica e sportiva con finalità educative, preventive e compensative. Per semplificare farei un distinguo tra: - problematiche nazionali - problematiche professionali - Problematiche proprie del nostro Corso di laurea Problematiche nazionali Lo sbocco occupazionale principale dei diplomati ISEF era l’insegnamento scolastico nelle scuole medie inferiori e superiori, perché nella scuola primaria (ahimè) l’insegnamento dell’educazione fisica mai è stato nostro ed anche adesso è affidato ai maestri e alla “promozione sportiva”. Nello sport ha sempre comandato il CONI varando e imponendo i propri “maestri dello sport”, “allenatori”, ecc. Anche adesso il CONI ha propri Istituti di ricerca, di formazione, ecc. ecc. ai quali l’Università attinge non avendone di suoi, aumentando in questo modo il suo prestigio e potere. Il movimento inteso come mantenimento della salute (prevenzione primaria) è affidato a chiunque e il mercato dei corsi per acquisire “brevetti” di istruttore di vari metodi è sempre più florido. Nei centri fitness è indispensabile aver acquisito i “metodi” di moda e non la laurea; il fatto di dover avere come responsabile un laureato in Scienze Motorie è di fatto disatteso e non ci sono controlli efficaci. Oggi, accanto a questi “istruttori” di fitness, si affacciano i Medici dello Sport che prescrivono l’esercizio fisico come “terapia” (vedi bando master di II livello in Medicina dello Sport, valutazione funzionale semplice e complessa e prescrizione dell’esercizio fisico A.A. 2009-2010), servendosi come “operatori «di personale qualificato” (istruttori CONI, ARCI UISP, laureati in Scienze Motorie, indifferentemente). I fisioterapisti propongono “l’esercizio terapeutico”, tracimando nel campo della prevenzione primaria e secondaria propria del laureato in SM. Problematiche professionali - Le prestazioni erogate da professionisti con laurea sanitaria non sono soggette ad IVA, sono riconosciute dalle compagnie assicuratrici e possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi. Quindi nell’esercizio della libera professione, nel campo preventivo e compensativo, il laureato in Scienze Motorie è penalizzato a vantaggio del fisioterapista e di altre professioni sanitarie nel movimento applicato al recupero post riabilitativo, alla malattie croniche e degenerative, ecc. che invece dovrebbe essere un settore di nostra competenza nell’ottica di un progetto multidisciplinare. - Oggi le cattedre scolastiche sono sature, il mondo dello sport è sempre del CONI, il movimento inteso come “salute” è appannaggio delle lauree sanitarie (medici, fisioterapisti, osteopati, podologi, ecc.). - I corsi AFA (Attività Fisica Adattata per gli anziani), che tanto vengono decantati come non appartenenti alla sfera sanitaria, di fatto sono appannaggio dei dipartimenti di Riabilitazione o di Igiene delle ASL, organizzati dai fisiatri e fisioterapisti ed infine destinati ai laureati in SM pagati 8,00 euro lordi l’ora (!) ma anche ad “istruttori” non ben identificati appartenenti alla UISP, società sportive, ecc. Ma allora i nostri Laureati con laurea triennale e con laurea Magistrale, a cosa servono? Da alcuni anni ai corsi AFA generali si sono aggiunti in corsi AFA SPECIALI rivolti ai pazienti con morbo di Parkinson, estiti di ictus, ed altre patologie di competenza esclusiva dei TdR (terapisti della riabilitazione); ebbene, per comodità e perché vengono pagati meno dei TdR, i laureati in Scienze Motorie vengono istruiti ad hoc con un corso interno alle ASL e viene data loro l’opportunità di trattare anche i pazienti con tali patologie, quindi, vengono impiegati ma senza titolo e senza rischio di abuso della professione sanitaria(!). Riguardo al compenso orario il laureato in SM è sottopagato e sottooccupato e riguardo ai partecipanti ai corsi AFA pagano soltanto 2,00€ a seduta e 3€ nei corsi speciali, senza fattura. In questo si ravvisa lo sfruttamento, l’istigazione al lavoro nero e all’evasione fiscale. Problematiche proprie del nostro Corso di laurea Nel panorama nazionale abbiamo sia Corsi di laurea che Facoltà di Scienze Motorie in numero considerevole rispetto agli ISEF e molti iscritti. Poi si sono aggiunte le lauree magistrali e vari Master e i nostri studenti hanno a disposizione un considerevole panorama di offerte formative. Per arrivare a cosa? Ad una migliore preparazione e cultura? Ad una sicurezza e chiarezza di sbocchi occupazionali? Nel nostro Ateneo siamo fortunati perché abbiamo alcuni docenti di materie “professionalizzanti” strutturati, ma sono pochi in tutta Italia rispetto alla stragrande maggioranza di docenti provenienti (a costo zero) dalle varie specializzazioni della Facoltà di Medicina che, non avendo le idee chiare su cosa andranno a fare gli studenti (e come criticarli, visto che le idee chiare non ce l’ha nessuno....), non adattano alle Scienze Motorie i propri insegnamenti creando ancora più confusione nelle aspettative degli studenti. In un periodo storico in cui l’esercizio fisico è inserito nei programmi di salute pubblica in tutto il mondo è indispensabile in Italia definire finalmente con chiarezza chi è e in quale ambito può muoversi con diritto l’unico professionista preparato allo scopo, il laureato in Scienze Motorie, identificarlo e proteggerlo con un proprio albo professionale assicurandogli un decoroso ambito lavorativo anche con riconoscimento al pari di altre professioni sanitarie con le quali può e deve collaborare in équipe. Solo in questo modo è possibile proteggere tutti i cittadini che desiderano per sé e per i propri figli praticare esercizio fisico o ai quali il medico prescrive il movimento per mantenere uno stato di salute e apprendere corretti stili di vita ma anche come coadiuvante per tutte le innumerevoli sindromi e patologie soprattutto croniche e degenerative che trovano vantaggio con il movimento adattato, ben studiato e ben condotto. Link intervento https://webtv.camera.it/evento/10168
- 18/10/2016: Incontro alla Camera dei deputati con il collega e parlamentare Simone Valente
Il CISM, con una delegazione composta dai colleghi Daniele Iacò e Claudia Leonardi, ha incontrato alla Camera dei deputati il collega e parlamentare Simone Valente , e successivamente al Senato della Repubblica Italiana l'On. Maurizio Romani in merito allo stato di avanzamento dei lavori e per raccolta di suggerimenti di eventuali modifiche e migliorie da apportare ai provvedimenti legislativi per il riconoscimento giuridico professionale del Laureato in Scienze Motorie.
- 2016 Napoli, Agenzia delle Entrate 1 Agosto 16 - Il CISM è ufficialmente costituito
Il 1 Agosto 2016, presso l’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale I di Napoli - ufficio territoriale Napoli 2 viene registrato il Comitato Italiano Scienze Motorie. Un progetto concreto, ambizioso, strumento di rivalsa per tutti coloro che da anni desiderano riconoscimento Giuridico Professionale ed aggiornamento dell’attuale impalcatura su cui è imperniato il mondo del Movimento Umano. Opportunità poderosa di congiungere i nostri “Slanci Vitali” come direbbe Bergson, ed identificarci in un unico grande organismo. Grazie infinite a tutti quanti credono e si adoperano ogni giorno per valorizzare le Scienze Motorie in Italia.
- 23/07/2016: Il CISM incontra a Ravenna la senatrice Josefa Idem
Ex Ministra per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, in materia di riconoscimento giuridico professionale del Laureato in Scienze Motorie ed introduzione dell’insegnante di Educazione Fisica di Ruolo alla Scuola Primaria.
- 2016 23 Luglio 2016 - Ravenna, Incontro con la Senatrice Josefa Idem
In data 23 Luglio 2016, una delegazione del CISM incontra la Senatrice Josefa Idem, ex Ministra per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, in materia di riconoscimento giuridico professionale del Laureato in Scienze Motorie ed introduzione dell’insegnante di Educazione Fisica di Ruolo alla Scuola Primaria.
- 2016 15 Luglio - Firenze, Lavori con il Senatore Maurizio Romani
2016 15 Luglio - Firenze, Lavori con il Senatore Maurizio Romani per l'inquadramento delle Scienze Motorie In Data 15 Luglio 2016 presso la palazzina reale di Santa Maria Novella, Firenze, Toscana, il CISM presenta una prima bozza di Disegno di Legge in materia di Riconoscimento legislativo del Laureato in Scienze Motorie con il Sen. Maurizio Romani.
- 2016 9 Luglio - Roma, Università degli Studi "Foro Italico"
2016 9 Luglio - Roma, Università degli Studi "Foro Italico" Approvazione Comitato Italiano Scienze Motorie In data 31.7.2016 presso l’Università degli Studi di Roma del “Foro Italico” è stato discusso, approvato e sottoscritto l’Atto Costitutivo, lo Statuto ed il Manifesto del Comitato Italiano Scienze Motorie - CISM, ed eletti i membri del consiglio direttivo. Ci siamo dati finalmente l’opportunità di riunirci in un Organo Ufficiale, con numeri e dati che possano una volta per tutte guidare le istituzioni di governo per concreta realizzazione degli obiettivi di Categoria . Vedi Atto Costitutivo, Statuto e Manifesto CISM
- 2016 9 Aprile Roma, Università degli Studi del "Foro Italico"
Approvazione Istituzione progetto CISM In data 9 Aprile 2016, si riunisce all’Università degli Studi di Roma del “Foro Italico” una delegazione del Comitato Costituente del progetto Comitato Scienze Motorie, deliberando a maggioranza la nascita del progetto nazionale CISM - Comitato Italiano Scienze Motorie.










