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  • Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo in Salute

    Da tutti i Chinesiologi e i Docenti di Educazione Fisica Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo in Salute Che anno straordinario è stato, un 2022 ricco di incontri, di traguardi già raggiunti, pieno di obiettivi ancora da raggiungere, con tanti nuovi compagni di viaggio, ed una sola grande consapevolezza.. che insieme le cose non sono più così impossibili, non più così difficili, e che il sano impegno alla fine, paga sempre. Auguri colleghi :) Il Presidente Daniele Iacò

  • I Piegamenti sulle Braccia - chiamali come vuoi, ma impara a farli bene

    I Piegamenti sulle braccia, per quanto banale possa sembrare, è uno dei tanti temi di cui tutti parlano, spesso in assenza di solide basi tecnico - scientifiche. Come servizio ai nostri lettori, il CISM fornisce l'accesso a contenuti utili ad una migliore conoscenza e comprensione del Movimento Umano Applicato. Nessun contenuto di questo sito, indipendentemente dalla data, deve mai essere utilizzato come sostituto della consulenza diretta del proprio Chinesiologo o di altro Chinesiologo qualificato. "La mattina del mio cinquantesimo compleanno a maggio ho fatto qualcosa che non provavo da molto tempo. Mi sono messo a terra e ho fatto 50 piegamenti, uno per ogni anno. Ho dovuto suddividerli in set e gli ultimi erano traballanti, ma li ho fatti". Ed è stato fantastico. Sapevi che i piegamenti sulle braccia, potrebbero prevenire il rischio di problemi cardiovascolari? In uno studio sui vigili del fuoco di sesso maschile pubblicato nel numero di febbraio 2019 di JAMA Network Open, gli uomini che riuscivano a completare almeno 40 piegamenti in 30 secondi avevano un rischio significativamente inferiore di infarto, insufficienza cardiaca o altri problemi cardiovascolari nei successivi 10 anni rispetto agli uomini che sono stati in grado di completarne meno di 10. L'esercizio perfetto I piegamenti sulle braccia impegnano il tuo corpo dalla testa ai piedi. Funzionano su più gruppi muscolari contemporaneamente: braccia, petto, addome (nucleo), fianchi e gambe. Anche i piegamenti possono essere modificati secondo necessità. "Regolando la velocità con cui esegui un piegamento, l'angolazione del tuo corpo e persino il posizionamento delle mani, puoi aggiungere più o meno intensità o concentrarti su muscoli specifici" Uno studio pubblicato nel numero di febbraio 2016 del Journal of Physical Therapy Science ha rilevato che l'attività dei muscoli del torace era maggiore quando i piegamenti venivano eseguiti con le mani posizionate a metà verso l'interno rispetto alla loro posizione normale. Le mani rivolte verso l'esterno impegnano maggiormente i tricipiti. La forma perfetta Per massimizzare ciò che i piegamenti possono offrire, dovresti eseguirli correttamente: Iniziare in una posizione di tavola completa con le braccia distese, i palmi piatti e appena sotto il livello delle spalle, i piedi uniti o distanti circa 12 pollici, ed appoggiarsi sulle punte dei piedi. Tenere la schiena dritta (bacino in leggera retroversione e contrazione dei glutei e del corsetto addominale) e il peso distribuito uniformemente. Sguardo in basso e corpo abbassato finché i gomiti non sono a 90 gradi (o vai a terra per riposare, se necessario), quindi spingi indietro per completare una ripetizione. Prova a impiegare due secondi per scendere e un secondo per salire. Se questo è troppo impegnativo, eseguire da una posizione con ginocchia piegate. E' possibile anche eseguire piegamenti inclinati, dove le mani possono essere poste su un bancone o un muro e ci si piega in avanti con un angolo di 45 gradi. " Con un normale piegamento, è possibile sollevare dal 50% al 75% circa del proprio peso corporeo. (La percentuale effettiva varia a seconda della forma e del peso del corpo della persona.) Modifiche come l'esecuzione a ginocchia piegate ed i piegamenti su un piano inclinato utilizzano dal 36% al 45% circa del peso corporeo. Stabilisci una solida base di partenza Per trovare il punto di partenza, eseguire il maggior numero di piegamenti possibili mantenendo una buona posizione e qualità del movimento. Potrebbero essere 10, cinque o anche due. Concentrarsi sul raggiungimento di questo numero all'inizio con un giorno di riposo tra le sessioni. Man mano che la forza migliora, aggiungere più ripetizioni o progredire con la posizione di piegamenti in atteggiamento lungo (se la posizione di partenza era sulle ginocchia o con inclinazione al muro) o accumulare fino ad eseguire due o tre serie. Poiché forniscono un feedback immediato, i piegamenti possono essere un grande motivatore. Le sfide di piegamenti sono alla moda. E' possibile svolgere un certo numero di piegamenti in una settimana o in 30 giorni ? E' possibile eseguire da 15 a 20 piegamenti senza sosta? "Le sfide sono un modo divertente per stabilire mini obiettivi a breve termine, di cui molti uomini hanno bisogno per rimanere concentrati". Crea la tua sfida di piegamenti e vedi se riesci a raggiungerla. Inizia in piccolo e una volta raggiunto, sposta l'asticella sempre più in alto. Articolo a cura di Harvard Health Publishing Scarica le Linee Guida

  • Regione Basilicata - Le Palestre della Salute come strumento terapeutico

    Luoghi pubblici e privati per lo svolgimento di esercizio fisico strutturato e adattato. Sulla legge che le istituisce, proposta dalla consigliera Sileo, giudizio positivo di operatori, professionisti e cittadini “Il 26 luglio scorso, la Basilicata inaugura una importante svolta per la sanità regionale approvando l'introduzione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia delle patologie croniche non trasmissibili, servizio erogato dal chinesiologo, inquadrato ai sensi del D.Lgs 5 ottobre 2022, n°163, quale professionista di riferimento per l’erogazione di programmi di esercizio fisico strutturato ed adattato, su indicazione medica. Nel corso dell’ultimo anno il Comitato, più volte, ha sollecitato la Regione Basilicata all’inserimento nell’ambito del Piano regionale della Prevenzione 2021-2025 delle Palestre della Salute, un progetto ormai strutturato in molte regioni Italiane, che prevede la creazione di una rete di professionisti e palestre certificate”. Così il Presidente del Comitato Italiano Scienze Motorie (CISM) Daniele Iacò da noi intervistato che esprime apprezzamento per la determinazione della consigliera regionale Dina Sileo e del professor Giuseppe Scelsi, delegato Regionale CISM Basilicata, oggi impegnati nella predisposizione del Tavolo tecnico incaricato della realizzazione, del coordinamento e della gestione della rete territoriale. “Un servizio motorio regionale efficiente a disposizione della comunità che ha il merito, tra l’altro, - ha sottolineato Iacò - di valorizzare la figura di professionisti laureati in Scienze Motorie e Diplomati ISEF nella rete lucana per la promozione dell’attività fisica nella descrizione degli interventi che verranno realizzati per promuovere uno stile di vita attivo”. “Il Comitato Italiano Scienze Motorie (CISM) - ha precisato il Presidente nazionale del Comitato Scienze Motorie - ha tra i suoi obiettivi prioritari l’inserimento delle Scienze Motorie nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, con particolare riferimento al Dottore Magistrale LM-67 e l’individuazione delle competenze dello Specialista LM-67 nell’ambito del sistema sanitario nazionale, secondo l’ambito di impiego previsto dal percorso di laurea, con finalità di ‘Prevenzione secondaria, terziaria, recupero della salute e della migliore efficienza fisica attraverso l’attività motoria, nelle fasce di età evolutiva, adulta e anziana’”. Sileo: “Le istituzioni vicine al benessere psicofisico dei cittadini” Quello del Regolamento che indichi i requisiti e le modalità di accreditamento al sistema regionale per dare finalmente vita a una vera e propria rete del benessere psico-fisico per la consigliera Dina Sileo (Gm) è una vera priorità. “Ho rappresentato personalmente all’assessore alla Salute della Regione Basilicata, Francesco Fanelli - ci ha detto -, la richiesta di costituire un tavolo tecnico, al quale partecipino tutte le professionalità coinvolte dall’intervento legislativo, per stilare il Regolamento ed approvarlo ad inizio anno”. “Le istituzioni - ha sottolineato Sileo - devono essere molto vicine al benessere psicofisico dei nostri cittadini e quindi l'istituzione delle Palestre della Salute sono fondamentali, affinché si possa modificare il piano di prevenzione sanitaria in presenza di determinate patologie e inserire il benessere fisico giornaliero tra le priorità della popolazione”. Soffermandosi a parlare con noi la Sileo ha richiamato l’attenzione sul modo di intendere l’attività fisica da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: ‘qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo’. Ovviamente in questa definizione rientrano non solo le attività sportive, ma anche semplici movimenti come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, ecc., che fanno parte dell'attività motoria spontanea. “È bene ricordare sempre – ha evidenziato Sileo - che la sedentarietà, associata ad abitudini alimentari non corrette, è un problema di sanità pubblica che, complice la pandemia, si è acuito negli ultimi anni, aumentando il rischio di patologie correlate. E, proprio per questo, l’OMS considera l’attività fisica fattore trainante per il benessere e la salute delle popolazioni poiché contribuisce a migliorare la qualità della vita, incidendo positivamente sui rapporti sociali e sul benessere psichico. Obiettivo ben delineato dalla strategia dell’OMS e dalle ‘Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione’, da raggiungere entro il 2025. E poi, ancora, l’Accordo Stato-Regioni, adottato il 3 novembre del 2021, recante le ‘Linee di indirizzo sull’attività fisica. Revisione delle raccomandazioni per le differenti fasce d’età e situazioni fisiologiche e nuove raccomandazioni per specifiche patologie’. Il documento approfondisce il tema dell’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nella gestione delle principali malattie croniche non trasmissibili quale strumento terapeutico necessario per migliorare lo stato di salute fisica e mentale, nonché per garantire una migliore qualità della vita. E, aspetto di non poco conto, la promozione dell’attività fisica rientra tra le prestazioni esigibili, ai sensi del DPCM del 12 gennaio 2017 che ha aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)”. Nel quadro appena delineato – sottolinea la consigliera regionale - assumono una rilevanza strategica le Palestre della Salute, strutture che, oltre a ospitare le normali attività di palestra, possiedono precisi requisiti che le rendono idonee ad accogliere cittadini con malattie croniche non trasmissibili, o cittadini a rischio malattia per lo svolgimento di attività fisica adattata (AFA) ed esercizio fisico adattato (EFA). E quando parliamo di esercizio fisico strutturato intendiamo l’attività fisica pianificata ed eseguita regolarmente, invece l’esercizio fisico adattato deve essere indicato da un medico e viene generalmente consigliato a persone affette da patologie croniche come le cardiopatie, il diabete, la sindrome metabolica, la BPCO, l’asma, ecc. Vi sono state Regioni virtuose che hanno visto lontano come il Veneto che, con l’art. 21 della L.R. 8/2015 e successive modifiche, ha inteso istituire le Palestre della Salute. A seguire sono intervenute per sviluppare tale modello di promozione dell’attività fisica, intesa come espressione della relazione tra l’essere umano e l’ambiente in cui vive nella sua quotidianità, l’Emilia Romagna e l’Umbria. In Veneto sono presenti 39 Palestre della Salute e attraverso il programma ‘Prescrizione dell’esercizio fisico’ la Regione sta sensibilizzando i medici del sistema sanitario regionale a prescrivere esercizio fisico al cittadino con cronicità, in modo tale che questi possa affiancare alla terapia medica l’esercizio fisico. Partendo dalle esperienze maturate dalle altre Regioni e dopo un lungo percorso di confronto con il Comitato Italiano Scienze Motorie e le Federazioni dei fisioterapisti per calibrare la norma sulle esigenze del nostro territorio, anche la Basilicata si è dotata di una legge che istituisce le Palestre della Salute. La Regione, dunque, riconosce il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva e promuove l’esercizio fisico, strutturato e adattato, quale strumento di prevenzione e terapia per persone affette da patologie croniche non trasmissibili e stabilizzate. Alle Palestre della Salute tocca accreditarsi nel sistema regionale e, ovviamente, possedere determinati requisiti stabiliti dalla Regione. Le attività svolte nell’ambito delle suddette palestre sono di natura non sanitaria e la loro somministrazione avviene su indicazione medica ed esclusivamente da parte di operatori in possesso dei titoli di studio idonei: laurea magistrale in Scienze e tecniche delle attività sportive o in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate o in Management dello sport ovvero, in via subordinata, del diploma ISEF o di laurea triennale in Scienze motorie e sportive ovvero del corso di studio in Scienze motorie e sportive”. “Che l’attività fisica faccia bene alla salute e anche alle casse della sanità pubblica è un dato ormai acclarato. In soggetti affetti da determinate patologie - precisa Sileo - l’esercizio può diventare parte integrante di una terapia per la guarigione o perlomeno per il recupero delle migliori condizioni di benessere psico-fisico. È questo il principio ispiratore della legge sulle Palestre della Salute. Una legge che intende esaltare il concetto di salute, con un approccio che valorizzi l’azione sinergica della comunità tutta e, quindi, di legislatori, operatori e professionisti”. Nelle Palestre della salute istruttori qualificati La legge sulle Palestre della Salute di cui si è dotata la Regione Basilicata prevede che i programmi di esercizio fisico strutturato e adattato siano somministrati esclusivamente da operatori sportivi in possesso dei titoli di studio di cui alle “Linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere”, redatte ai sensi del Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021, n. 87 e dal chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate, figura introdotta dall’articolo 41 del Decreto Legge 28 febbraio 2021, n. 36. Di questa scelta ne abbiamo parlato con Giuseppe Scelsi, coordinatore regionale del Comitato Italiano Scienze Motorie della Basilicata, il quale ci ha spiegato che “Fissare degli standard di elevato livello professionale e formativo rappresenta un primo tassello di garanzia verso l’utente. Il settore del Fitness in Italia è caratterizzato, spesso, da una giungla normativa piena di falle in cui spesso si inseriscono situazioni borderline. Nel rispondere all’alto livello di prestazione richiesto, il legislatore ha previsto per gli operatori delle Palestre della Salute l’obbligo di Laurea Specifica in Scienze Motorie preventive e adattate oltre a standard formativi elevatissimi che sono fonte di garanzia per l’utente. L’obiettivo di tali centri sarà il miglioramento dello stato di salute psico-fisico trasformandosi in veri e propri centri di benessere e di sviluppo del wellness territoriale”. Con Scelsi abbiamo parlato dei potenziali benefici dell’esercizio fisico. Attività che, sicuramente, apporta benefici in termini terapeutici ampiamente documentati, ma rappresenta anche un’occasione di socializzazione e motivazione che contribuisco in maniera decisiva al recupero del benessere psico-fisico allontanando il disagio psicologico e le sindromi depressive. “Le relazioni e le interazioni sociali - conferma il Coordinatore regionale del comitato italiano scienze motorie della Basilicata - sono alla base del mantenimento delle funzioni esecutive e delle abilità di vita dell'individuo. Attraverso l’esercizio fisico si vanno a stimolare queste funzioni legandole agli aspetti emotivi dell’individuo, la letteratura scientifica è ormai piena di studi e ricerche che attestano la validità dell’attività fisica e dell’esercizio fisico nel mantenimento e nel rinforzo delle funzioni cognitive, relazionali e comportamentali”. L’esercizio fisico fa bene anche alla mente Abbiamo inteso approfondire questo aspetto della potenza emotiva e cognitiva dell’attività fisica con Nicola Castelluccio, psicologo, psicosomatologo e osteopata. “Il movimento - ci ha riferito - è la medicina che cambia lo stato fisico, emotivo e mentale di ogni persona”. Nell’esprimere apprezzamento per la legge di cui si è dotata la Regione Basilicata che - ha detto - “riconosce il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva e istituisce le Palestre della Salute, un punto importante per il mantenimento e il miglioramento delle condizioni di vita e di salute della nostra anziana popolazione regionale”, Castelluccio si è soffermato sui numerosi benefici psicologici dell’attività fisica. “Siamo stati abituati a pensare che la mente e il corpo agiscano separatamente ma non è così. Il corpo e la mente si modellano a vicenda, lavorano insieme, apportando effetti benefici alla nostra salute. Il loro corretto funzionamento è straordinariamente importante per la nostra salute. Studi scientifici sottolineano che, indipendentemente dall’età o dalle condizioni fisiche, l’attività fisica offre effetti benefici per quanto riguarda le capacità di apprendimento e il benessere emotivo. Molti problemi di natura emotiva possono essere gestiti e, a volte, risolti con lo sport e l’attività fisica. In particolare, l’attività fisica aumenta l’autostima, semplicemente perché le attività per prendersi cura del corpo e per ampliare i limiti della resistenza fisica aumentano la percezione positiva che una persona ha di sé; attiva la chimica della felicità, infatti la produzione di endorfine, ovvero le sostanze chimiche che agiscono da neurotrasmettitori hanno la funzione di ridurre il dolore fisico, quasi come i farmaci, e di generare una sensazione di felicità; riduce lo stress e l’ansia. L’attività fisica è ottima per diminuire la tensione muscolare, il che incide significativamente sui livelli di stress. Da una parte, aiuta a distrarre, quindi riduce gli stati d’allerta e l’ansia, dall’altra, il carattere ricreativo dell’attività fisica permette di scaricare le tensioni emotive; protegge contro il deterioramento cognitivo, lo sport e l’attività fisica non influenzano positivamente solo lo stato d’animo, ma anche le nostre abilità cognitive. Se facciamo esercizio regolarmente, aumentano varie sostanze chimiche nel cervello che evitano la degenerazione di alcuni neuroni dell’ippocampo. Praticamente, l’attività fisica contribuisce a garantire il corretto funzionamento del cervello nonostante il passare degli anni. Le persone con uno stile di vita sedentario sono più vulnerabili a malattie quali l’Alzheimer in età avanzata. E non solo, l’attività fisica, tra le altre cose, facilita il controllo delle dipendenze. L’esercizio fisico rilascia endorfine che producono uno stato di benessere, un miglioramento della funzionalità delle cellule del nostro cervello. Nel tempo, questo produce un abbassamento delle possibilità di sviluppare malattie neurodegenerative, legate all’avanzamento dell’età. Ci sono vari fattori che contribuiscono al nostro benessere mentale, ma l’esercizio fisico è fra gli elementi che più influenzano la salute psicologica. Facciamo sempre quello che funziona meglio per noi, che siano 30 minuti di attività fisica al giorno o 5 minuti ogni ora, ma fatti e seguiti bene, da professionisti certificati”. La testimonianza di un paziente Ovviamente l’attività fisica non ha la sola importante funzione di prevenzione primaria, numerosi i benefici attestati anche sulle persone che già presentano comorbidità. Esercizi motori individualizzati, suggeriti dal medico che ha il compito di individuare in maniera oculata il tipo e la dose di attività più indicata proprio come se si trattasse di un farmaco e svolti con il supporto di professionisti del settore, potrebbero rappresentare per questi pazienti un valido supporto in grado di migliorare la prognosi ed avere un impatto benefico sulla qualità della vita, come ci conferma il signor Giovanni Santoro di Potenza, portatore di sclerosi multipla. “L’attività di ginnastica posturale praticata con un operatore laureato in Scienze Motorie e fatta in modo altamente professionale comporta, sicuramente, notevoli benefici. Ho invitato a seguire le lezioni anche ad una mia conoscente con artrite reumatoide che soffriva di problemi alla colonna vertebrale (faceva molta fisioterapia senza benefici). Dopo alcune sedute di esercizio fisico di ginnastica adattata già alla quarta lezione la persona ha avvertito grandi benefici. Oggi alla ottava/nona lezione si sente molto rinfrancata al punto che non fa più fisioterapia ma solo ginnastica”. Attività fisica, la pillola che contiene altre pillole benefiche Every move counts, Ogni movimento conta. È lo slogan che ha accompagnato le WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour, pubblicate dall’OMS nel 2020. Linee guida che si basano su un concetto fondamentale, quello di limitare la quantità di tempo trascorso in comportamenti sedentari a favore di uno stile di vita fisicamente più attivo. Una verità assoluta che già nel 460 a.C. Ippocrate, il padre della medicina, andava professando: “Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio fisico né in eccesso, né in difetto, avremmo trovato la strada per la salute”. Attività fisica seguita da professionisti che, per i pazienti affetti da patologie croniche non trasmissibili, rappresenta una possibilità reale di recupero della funzionalità e di contenimento della degenerazione dell’organismo come sottolineano il coordinatore regionale del Comitato Italiano Scienze Motorie della Basilicata, Giuseppe Scelsi, e il presidente dell’Ordine dei medici, Rocco Paternò, nel video che qui vi proponiamo Realizzato da: Nicoletta Altomonte Loredana Costanza Rosaria Nella

  • PER FARCI PASSARE IL MAL DI SCHIENA NON DOBBIAMO CURARLO ➡️ LO DICE LA SCIENZA

    Avere un forte mal di schiena, spesso per giorni, è sicuramente una condizione che può dare frustrazione e, talvolta, spaventare o preoccupare. Ciò che succede in questi casi è una visita dal medico generico ed il successivo ricorso a RM, RX, ecc. Per quanto le tecniche di imaging diagnostico [TID] siano fondamentali nel caso di problematiche rilevanti, la quasi totalità delle volte sono assolutamente da evitare ‼️ Sempre più letteratura scientifica mostra come il ricorso alle TID sia controproducente nella maggior parte dei casi, portando ad un peggioramento della condizione sia fisica che mentale Si nota infatti come La maggior parte dei mal di schiena non hanno cause serie o preoccupanti. I dolori alla schiena tendono a recedere spontaneamente in poche settimane [facendo percepire inutili terapie come un qualcosa di funzionale, quando il dolore sarebbe sparito da solo nello stesso lasso di tempo]. ❌️ La maggior parte delle volte non è possibile associare i risultati di una RM con il dolore che si prova ➡️ la stessa condizione può risultare dolorosa come totalmente asintomatica. Il problema non va quindi ricercato nelle TID. ❌️ Sapere di avere determinate problematiche abbassa incredibilmente le attività quotidiane per paura che fare movimento possa aggravare la situazione [vedi chinesiofobia] portando ad avere un peggioramento della condizione fisica ed un conseguente aumento del dolore ➡️ questo ciclo infinito è uno dei motivi per i quali i dolori tendono a cronicizzare. ⚠️ Molto spesso portano a cure ed interventi non necessari. In casi di mal di schiena è importante rivolgersi ad un professionista del settore, in grado di strutturare un piano di intervento sicuro ed efficace. Sarà sua premura consigliare un'eventuale visita medica/fisioterapica/osteopatica/ecc. a seconda di chi avete consultato. ‼️ La cosa importante da sottolineare è che il modo più importante per non avere dolori alla schiena è quello di prevenirlo, e questo può essere fatto in un solo modo: con del movimento costante ed uno stile di vita attivo Fonte: Imaging versus no imaging for low back pain: a systematic review, measuring costs, healthcare utilization and absence from work - Eur Spine J. 2019 May. Articolo a cura del Dott. Fabrizio Monticone

  • In Piemonte nascono le 'Palestre della Salute' per curare le patologie croniche

    In Piemonte nascono le 'Palestre della Salute' per curare le patologie croniche Sotto la supervisione di professionisti con apposite competenze Dopo anni di intenso lavoro e di grande impegno, con l’approvazione della legge proposta dal Vicepresidente del Consiglio regionale Daniele VALLE il Piemonte istituisce le 'palestre della salute'. «Con questa legge anche il Piemonte si dota di strutture capaci di garantire qualità del servizio e sostenere politiche di prevenzione e benessere, nonché di riconoscere il valore della laurea in scienze motorie, offrendo così un nuovo importante sbocco lavorativo a chi ha intrapreso questo percorso» commenta il Vicepresidente Daniele VALLE, ringraziando la maggioranza per la condivisione e il sostegno. “Le Palestre della salute saranno un punto di riferimento importante per i cittadini piemontesi e dimostrano l'attenzione della Regione verso l'invecchiamento attivo": è quanto ha dichiarato l'assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone dopo l’approvazione della legge di istituzione durante la seduta congiunta in sede legislativa della Quarta e della Sesta commissione del Consiglio regionale. Di che cosa si tratta? Le “palestre della salute” sono luoghi o strutture di natura non sanitaria, definite dal Decreto Legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 (“Attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo”) deputate all’attività fisica adattata (AFA ovvero programmi di esercizi fisici definiti mediante l’integrazione professionale e organizzata tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti e destinati a persone con patologie croniche) e all’esercizio fisico strutturato (EFS ovvero programmi di attività fisica pianificata e ripetitiva definiti attraverso l’integrazione professionale e organizzata da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici specialisti e destinati a persone con patologie o fattori di rischio per la salute), da eseguire sotto la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze. La legge, in parallelo con la norma nazionale, apre anche al riconoscimento di percorsi all’aria aperta dove svolgere queste attività, puntando sulla naturale vocazione piemontese per l’outdoor. L’AFA è destinata a gruppi di persone adulte o anziane, ed è finalizzata a migliorare il livello di attività fisica, favorire la socializzazione e promuovere stili di vita più corretti. Per EFS si intendono invece esercizi fisici impostati in programmi che ne definiscono modalità, intensità, frequenza e durata e che vengono effettuati in maniera individuale, sulla base della specifica condizione patologica, al fine di migliorare la forma fisica e lo stato di salute. Per l’esercizio dell’attività professionale di chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate è necessario il possesso della laurea magistrale in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (classe LM-67). Nelle prossime settimane la Giunta Regionale, che ha condiviso il testo e il percorso, emanerà i criteri per il riconoscimento di palestre e percorsi. I piemontesi potranno quindi svolgere esercizio fisico strutturato (EFS) e attività fisica adattata (AFA) in strutture non sanitarie dedicate e riconosciute dalla Regione, sotto la supervisione di professionisti con apposite competenze: lo prevede la legge che istituisce i Percorsi e le Palestre della salute, mettendo a disposizione questo importante servizio. Le attività si potranno svolgere anche all’aria aperta, attraverso specifici percorsi e sempre sotto il controllo di personale qualificato. L’attività fisica adattata è rivolta a persone adulte o anziane ed è finalizzata a migliorare il livello di attività fisica, favorire la socializzazione e promuovere stili di vita più corretti, mentre per EFS si intendono esercizi fisici eseguiti su diretta prescrizione medica, impostati in programmi definiti che vengono effettuati in maniera individuale, tenendo conto della specifica condizione patologica. Grazie alle colleghe Barbara Petrilli, Roberta Benedetta Casti ed al Team CISM Piemonte per non aver mai mollato, ed aver portato a casa questo importante risultato Aderisci al team CISM Piemonte, segui i lavori in corso

  • Formazione continua LM-67 Esercizio Fisico applicato al Carcinoma Mammario

    Opportunità di formazione continua riservata ai Chinesiologi LM -67 L'Università degli Studi G. d'Annunzio organizza il Corso di Perfezionamento "PRINCIPI DI ATTIVITÀ FISICA E DI PROGRAMMAZIONE DELL’ESERCIZIO FISICO PER LE DONNE TRATTATE PER TUMORE MAMMARIO" CLICCA SUL LINK PER ACCESSO AL BANDO ED AL PROGRAMMA DEL CORSO Il Corso di Perfezionamento, riservato ai laureati LM67 e 76/S, ha lo scopo di fornire i requisiti teorico/pratici per l’approccio al counseling sullo stile di vita motorio ed alla programmazione motoria di donne trattate per tumore mammario, nonché per poter lavorare in continuità e coordinazione con le figure sanitarie deputate alla cura della donna, nella sua fase di follow-up. In aggiunta, durante le ore di lezione, verranno approfondite, dal punto di vista teorico/pratico, le conoscenze inerenti all'importanza della pratica del Nordic Walking e della ginnastica dei meridiani miofasciali, per le donne trattate per tumore mammario, nonché alla programmazione dell'esercizio fisico aerobico e di forza. I docenti del corso hanno esperienza in ambito di terapie integrate in oncologia, e di attività fisica e di esercizio fisico per la donna trattata per tumore mammario e provengono, oltre che dall'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara, dall'EUSOMA BREAST CENTER e dall'Ambulatorio di Medicina Integrata della ASL02 di Lanciano-Vasto-Chieti e dal Center for Integrative Oncology della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma. CHIUSURA ISCRIZIONI 09/01/2023 SEGRETERIA ORGANIZZATIVA DEL CORSO Segreteria del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento Recapiti: telefono 0871-3553213; PER INFO: andrea.diblasio@unich.it Il corso verrà svolto presso la sede del Corso di laurea LM67, in viale Abruzzo, 322 e presso il campus universitario, via dei Vestini, 31, a Chieti Scalo. Scarica la Brochure

  • IL FUTURO DEL CHINESIOLOGO - SAVE THE DATE

    A che punto sono le riforme sull’educazione fisica? Il laureato in Scienze Motorie diventerà una figura sanitaria? Ci sarà mai una vera e propria riforma accademica? Anche se la strada davanti a noi sembra lunga, la stiamo percorrendo assieme, passo dopo passo. Grazie al vostro contributo abbiamo posto le basi per un cambiamento radicale del nostro settore. Mercoledì 21 dicembre 2022 Ore 21.30 CLICCA SUL LINK PER ACCEDERE ALLA RIUNIONE Avremo modo di illustrarvi nel dettaglio cosa stiamo facendo, e per accogliere ogni vostra richiesta. Sarà l’occasione giusta per poter ringraziare tutti, per il prezioso contributo, e per aprire le porte a chiunque voglia aiutarci ad accelerare il passo lungo il percorso di un cambiamento sempre più necessario. DILLO A TUTTI

  • News Educazione Fisica #workinprogress

    RIUNIONE IN REMOTO MIUR-CISM: il resoconto Riunione interessante ieri pomeriggio al MIUR Ufficio V Politiche sportive scolastiche della Direzione Generale per lo studente, l'inclusione e l'orientamento scolastico (referenti del Dipartimento il dott. Giacomo Molitierno e la dott.ssa Giulia Salvatori). Abbiamo presentato le nostre idee, considerazioni e riflessioni, e si è presentata la necessità di svolgere un intervento interdipartimentale, coinvolgendo gli interventi numerose competenze interne alle strutture Ministeriali, dal Concorso "Educazione Motoria nella Scuola Primaria", la formazione dei docenti, l'edilizia Scolastica, l'aggiornamento delle linee d'indirizzo sulla programmazione alla scuola primaria. Comunque, come CISM, abbiamo sottolineato che: In tutto il mondo si chiama Educazione Fisica e non Educazione Motoria; In Italia si è partiti dalla quinta classe (e non dalla prima come in Quest'anno molti supplenti non sono all'altezza (poca conoscenza Bisogna "preparare" (fare Formazione) chi andrà a insegnare nelle Le palestre (molte inadatte) e le attrezzature non sono all'altezza; Sport e Salute non si deve interessare dell'Educazione Fisica I Centri Sportivi Studenteschi debbano essere affidati a L'Educazione Fisica non è ancora percepita come materia fondamentale dalle Maestre; Chi insegna da anni nella Scuola Primaria Educazione Fisica Non sarebbe ora di introdurre nella scuola "il Passaporto E ancora: Perchè a chi ha "fatto" per anni i progetti CONI-MIUR non è stato Perchè i diplomati ISEF non possono partecipare al Concorso. E per concludere, alla domanda "Quando uscirà il Concorso?" "Chi elaborerà le domande?" la risposta è stata "Non è di nostra competenza". Constatando la struttura organizzativa che vede ogni Dipartimento lavorare a comportamenti stagni, ci siamo attivati per creare opportune sinergie tra le strutture competenti. Giovedì il Presidente Daniele Iacò si recherà a Roma per un colloquio, vi faremo sapere. Prof. Daniele Iacò, Maurizio Mondoni, Caterina Ferraù, Maria Cristina Salvetti

  • NEWS EDUCAZIONE MOTORIA

    Domani avremo un importante incontro presso il Ministero dell'Istruzione Avremo l'occasione di approfondire con le istituzioni una serie di tematiche di interesse dei Docenti di Educazione Fisica/Motoria ed aspiranti tali Cosa c'è che non va? COMPILA IL MODULO Non rimandare, prendi parte alla rete di Educazione Fisica/Motoria ADERISCI AL GRUPPO DI SUPPORTO ED AGGIORNAMENTO

  • Il Perfezionismo nello Sport

    Cosa ci vuole per raggiungere un livello così alto di performance? Certo, ci sono molti fattori che possono portare a prestazioni sportive di successo, ma uno in particolare che ha un interessante impatto multiforme è quello del perfezionismo. Il perfezionismo è il rifiuto di qualsiasi standard che non sia perfetto; è diverso dal cercare semplicemente di dare il meglio di sé.[2] Può essere presente in qualsiasi aspetto della tua vita, che si tratti di raggiungere voti scolastici perfetti, lavoro, prestazioni sportive o persino relazioni. Sebbene sia generalmente visto come un attributo desiderabile, ha aspetti sia positivi che negativi. Da un lato, può essere visto come una caratteristica positiva che motiva un individuo a lottare per il successo. Tuttavia, può anche portare a una preoccupazione per gli errori e allo sviluppo di comportamenti controproducenti, che di fatto rendono più difficile il raggiungimento degli obiettivi.[2] Guardando specificamente al mondo dello sport, il perfezionismo può svolgere un ruolo dicotomico nelle prestazioni sportive degli atleti. Sebbene la ricerca della perfezione sia considerata vantaggiosa per le prestazioni sportive, aspetti di questo tratto possono ostacolarla allo stesso tempo. In un'indagine sulle caratteristiche psicologiche dei campioni olimpici, il perfezionismo è stato identificato come un fattore importante per competere ai massimi livelli dello sport.[3] Ciò suggerisce che il perfezionismo ha un ruolo significativo nelle prestazioni sportive, tuttavia la presenza di tratti negativi può contemporaneamente minare queste prestazioni. Considerando questo ruolo paradossale, può essere difficile capire il ruolo che il perfezionismo gioca veramente. La comprensione del ruolo del perfezionismo aiuterà allenatori e giovani atleti a ottimizzare le prestazioni sportive e mantenere una mentalità sana. Il perfezionismo può essere suddiviso in dimensioni sia salutari che malsane.[4][5] Il perfezionismo, ovviamente, non sarà sano o malsano in tutte le circostanze in tutti i tempi. Per individui diversi, si manifesterà in modi diversi con implicazioni diverse in contesti diversi.[6] Inoltre, il perfezionismo può essere attribuito sia internamente che esternamente, con queste dimensioni chiamate perfezionismo orientato al sé (SOP) e perfezionismo socialmente prescritto (SPP).[7] Perfezionismo sano Il sano perfezionismo è caratterizzato da una ricerca egocentrica dell'eccellenza, elevati standard personali, rinforzo positivo, perseguimento di obiettivi realistici e consapevolezza dei limiti personali e situazionali.[8] È considerato vantaggioso per gli atleti per esibirsi a un livello d'élite.[3] I perfezionisti sani sono in grado di concentrarsi sull'auto-miglioramento e sull'autovalutazione positiva; e di fronte alle sfide, generalmente mantengono un atteggiamento positivo, tentano di stabilire la ragione di un fallimento e riflettono su se stessi per essere in grado di adattare le loro prestazioni in futuro per evitare di commettere errori simili.[9] Inoltre, un sano perfezionismo è allineato con gli aspetti positivi del perfezionismo orientato verso se stessi, che è l'istituzione autoimposta di standard eccezionalmente elevati e la tendenza a tendere all'eccellenza.[10] Sia il sano perfezionismo che il SOP hanno dimostrato di essere altamente motivanti, associati a prestazioni ottimali, fiducia in se stessi, speranza di successo e una ridotta probabilità di burnout dell'atleta.[11] Perfezionismo malsano D'altra parte, il malsano perfezionismo è caratterizzato da reazioni negative e paura del fallimento, preoccupazione per gli errori, dubbi sulle azioni, risposte esagerate alle battute d'arresto e una cronica insoddisfazione o incertezza riguardo alle prestazioni.[12] Ostacola piuttosto che assistere le prestazioni sportive. Perfezionisti malsani stabiliscono standard di prestazione eccessivamente elevati e tendono a percepire gli errori come rappresentativi di un fallimento totale.[13] Inoltre, sono spesso eccessivamente esigenti con se stessi e con gli altri, definendo la propria autostima attraverso le prestazioni.[14] Spesso trovano difficile riprendersi dalle battute d'arresto e sono spesso scoraggiati dai loro fallimenti perché sentono una mancanza di controllo sul risultato.[9] A causa di queste caratteristiche negative, il perfezionismo malsano è stato associato a conseguenze negative tra cui ansia, bassa autostima e paura di una valutazione negativa.[15] Il perfezionismo socialmente prescritto (SPP) è correlato alle malsane caratteristiche del perfezionismo. Si riferisce alla pressione esterna e alle aspettative che gli atleti possono sperimentare da membri della famiglia, allenatori, compagni di squadra e amici, ecc. Diversamente da SOP, (perfezionismo autoimposto), SPP si preoccupa di lottare per standard estremamente elevati al fine di soddisfare le aspettative di altri. Gli atleti con alti livelli di SPP sono risultati correlati con i più bassi livelli di benessere rispetto agli atleti con altri livelli di perfezionismo.[6] La presenza di SPP sembra quindi avere un'influenza negativa sulle prestazioni sportive. Impatti complessivi sulle prestazioni sportive Con una comprensione delle sfaccettature sane e malsane del perfezionismo, i suoi impatti sui fattori delle prestazioni sportive come la motivazione al successo, il burnout dell'atleta e l'ansia competitiva possono essere esaminati meglio. La motivazione al successo è la spinta al successo di un atleta. Si può dividere in due segmenti: speranza di successo e paura di fallire.[16] Il perfezionismo sano è correlato più strettamente con la speranza di successo, mentre il perfezionismo malsano è strettamente associato alla paura del fallimento.[17] Il burnout dell'atleta è definito come il “ritiro psicologico, emotivo e fisico da uno sport precedentemente praticato e piacevole a seguito di uno stress eccessivo che agisce sull'atleta nel tempo”.[18] È stato correlato al perfezionismo e i sintomi includono un ridotto senso di realizzazione, esaurimento fisico ed emotivo e svalutazione dello sport.[19] Gli atleti perfezionisti tendono a lottare per standard eccessivamente elevati e lo sforzo richiesto per mantenere elevati standard di prestazione significa che sono spesso più suscettibili al burnout.[20] Il perfezionismo malsano è stato correlato positivamente con i sintomi del burnout degli atleti, mentre è stato dimostrato che gli atleti con perfezionismo sano hanno livelli più bassi di sintomi di burnout.[21] L'ansia competitiva è correlata ai sentimenti di un atleta di potenziale fallimento e alla consapevolezza dei propri sintomi corporei (ad esempio lotta o fuga) e può essere contrastata con la fiducia in se stessi. Le competizioni sportive sono una conversione dell'allenamento e dell'esperienza di un atleta nelle sue migliori prestazioni e spesso si traducono in una maggiore ansia competitiva. È stato dimostrato che il perfezionismo sano è correlato con una maggiore fiducia in se stessi e una diminuzione dell'ansia competitiva rispetto al perfezionismo malsano, suggerendo che alti livelli di perfezionismo sano in un atleta possono avere impatti potenzialmente positivi sulle prestazioni sportive.[22] Il perfezionismo non è quindi necessariamente negativo per le prestazioni sportive; solo alcuni aspetti sono malsani. Il perfezionismo sano è correlato alla speranza di successo, a livelli inferiori di sintomi di burnout degli atleti e a una maggiore fiducia in se stessi, tutti elementi che hanno esiti positivi sulle prestazioni sportive. Tuttavia, il malsano perfezionismo è associato alla paura del fallimento, a tassi più elevati di esaurimento degli atleti e a una maggiore ansia competitiva, che a loro volta hanno un impatto negativo sulle prestazioni sportive. Trovare i giusti livelli di perfezionismo Sembra che gli atleti con tendenze perfezionistiche sane e elevate sembrino avere prestazioni migliori rispetto agli atleti con tendenze perfezionistiche malsane. Se gli aspetti negativi del perfezionismo come la paura del fallimento, gli obiettivi irrealistici e l'ansia competitiva possono essere separati dagli aspetti positivi, tra cui la speranza di successo, gli obiettivi raggiungibili e la fiducia in se stessi, gli atleti saranno in grado di ottenere prestazioni migliori. Come coltivare negli atleti queste sane tendenze perfezionistiche? Genitori, allenatori e compagni di squadra svolgono tutti un ruolo importante nello sviluppo del perfezionismo nei giovani atleti. Lo sviluppo delle tendenze perfezionistiche dei giovani atleti è influenzato dalla loro percezione del perfezionismo dei loro genitori.[23] Mentre i perfezionisti sani vedono allenatori e compagni di squadra come una fonte positiva di incoraggiamento per il duro lavoro e il successo, i perfezionisti malsani riconoscono la loro importanza; eppure spesso li considerano una fonte di pressione per ottenere buoni risultati.[9] Questo ha il potenziale per influenzare lo sviluppo del perfezionismo socialmente prescritto dei giovani atleti. L'ambiente sociale dei giovani atleti ha quindi un impatto significativo sulle loro tendenze perfezionistiche. Se i genitori, gli allenatori e i compagni di squadra degli atleti mostrano sane tendenze perfezionistiche, ciò incoraggerà lo sviluppo di un sano perfezionismo negli atleti, che porterà a prestazioni migliori. Inoltre, se gli atleti possono imparare a lavorare con il loro perfezionismo nel loro contesto sportivo abbracciando le loro sane tendenze al perfezionismo e riconoscendo e gestendo le loro malsane tendenze al perfezionismo, possono ridurre le conseguenze negative come il burnout dell'atleta e l'ansia competitiva. Conclusione Il perfezionismo ha un impatto significativo sulle prestazioni sportive degli atleti, sia in modo positivo che negativo. Ovviamente, per raggiungere quello che molti considererebbero l'apice del successo sportivo, le Olimpiadi, molti giovani atleti crederanno di dover costantemente lottare per la perfezione assoluta. Tuttavia, è più salutare e più vantaggioso considerare i tipi di perfezionismo che si esibisce e lavorare per coltivare gli aspetti sani, gestendo al contempo gli aspetti malsani; questo dovrebbe effettivamente migliorare le prestazioni sportive. Avere consapevolezza delle proprie tendenze perfezionistiche può essere vantaggioso: non solo per le prestazioni sportive ma può essere tradotto nella vita di tutti i giorni. Considera come ti avvicini alle attività quotidiane, al lavoro o agli studi: sei un perfezionista? Come puoi sfruttare il tuo perfezionismo per essere il meglio che puoi essere? Autrice ZoeLatham PhD Researcher & Lecturer in Architecture at University of Plymouth Bibliografia [2] https://www.goodtherapy.org/learn-about-therapy/issues/perfectionism [3] Gould, D., Dieffenbach, K., & Moffett, A. (2002). Psychological characteristics and their development in Olympic champions. Journal of Applied Sport Psychology, 14, 172-204. [4] Frost, R.O., Marten, P., Lahart, C., & Rosenblate, R. (1990). The dimensions of perfectionism. Cognitive Therapy and Research, 14, 15-34. [5] Stoeber, J., & Otto, K. (2006). Positive conceptions of perfectionism: Approaches, evidence, challenges. Personality and Social Psychology Review, 10, 295-319. [6] Gaudreau, P., & Verner-Filion, J. (2012). Dispositional perfectionism and well-being: A test of the 2X2 model of perfectionism in the sport domain. Sport, Exercise, and Performance Psychology, 1, 29-43. [7] Hewitt, P.L., & Flett, G.L. (1991). Perfectionism in the self and social contexts: Conceptualisation, assessment, and association with psychopathology. Journal of personality and social psychology, 60, 456-470. [8] Slade, P.D., & Owens, R.G. (1998). A dual process model of perfectionism based on reinforcement theory. Behaviour Modification, 22, 372-390. [9] Gotwals, J.K., & Spencer-Cavaliere, N. (2014). Intercollegiate perfectionistic athletes’ perspectives on achievement: Contributions to the understanding and assessment of perfectionism in sport. International Journal of Sport Psychology, 45(4), 271-297. [10] Curran, T. (2014). The relationship between multidimensional perfectionism and passion in junior athletes. International Journal of Sport Psychology, 45(4), 369-384. [11] Hill, A.P., Hall, H.K., & Appleton, P.R. (2010a). Perfectionism and athlete burnout in junior elite athletes: The mediating role of coping tendencies. Anxiety, Stress & Coping, 23, 415-430. [12] Stoeber, J., Stoll, O., Pescheck, E., & Otto, K., (2008). Perfectionism and achievement goals in athletes: relations with approach and avoidance orientations in mastery and performance goals. Psychology of Sport and Exercise, 9, 102-121. [13] Burns, D.D. (1980) The perfectionist’s script for self-defeat. Psychology Today, 14(6), 34-52. [14] Slaney, R.B., Ashby, J.S., & Trippi, J. (1995). Perfectionism: Its measurement and career relevance. Journal of Career Assessment, 3, 279-297. [15] Stoeber, J., & Becker, C. (2008). Perfectionism, achievement motives, and attribution of success and failure in female soccer players. International Journal of Psychology, 43(6), 980-987. [16] DeCharms, R., & Davé, P.N. (1965). Hope of success, fear of failure, subjective probability, and risk-taking behaviour. Journal of Personality and Social Psychology, 1, 558-568. [17] Frost, R.O., & Henderson, K.J. (1991). Perfectionism and reactions to athletic competition. Journal of Sport and Exercise Psychology, 13, 323-335. [18] Smith, R.E. (1986). Toward a cognitive-affective model of athletic burnout. Journal of Sport Psychology, 8, 36-50. [19] Madigan, D.J., Stoeber, J., & Passfield, L. (2016). Perfectionism and changes in athlete burnout over three months: Interactive effects of personal standards and evaluative concerns perfectionism. Psychology of Sport and Exercise, 26, 32-39. [20] Chen, L.H., Chen, M., Kee, Y.H, & Tsai, Y. (2008). Relation of perfectionism with athletes’ burnout: further examination. Perceptual and Motor Skills, 106, 811-820. [21] Gotwals, J.K. (2011). Perfectionism and Burnout within Intercollegiate Sport: A Person-Oriented Approach. The Sport Psychologist, 25, 489-510. [22] Koivula, N., Hassmén, P. & Fallby, J. (2002). Self-esteem and perfectionism in elite athletes: effects on competitive anxiety and self-confidence. Personality and Individual Differences, 32, 865-875. [23] Appleton, P.R., Hall, H.K., & Hill, A.P. (2010). Family patterns of perfectionism: An examination of elite junior athletes and their parents. Psychology of Sport and Exercise, 11, 363-371.

  • La Sanità che cambia - le Marche si portano avanti

    Sabato 10 Dicembre abbiamo avuto il piacere di essere ospiti a Fermo al magnifico Teatro dell'Aquila, in occasione della 18esima edizione della Giornata delle Marche, dedicata al tema "Sanità che cambia, più vicina ai cittadini e ai territori" un vero momento di riflessione sulla nuova sanità marchigiana, che non può fare a meno dell'Esercizio Fisico. Moltissimi gli interventi e le importanti riflessioni su un sistema sanitario in profonda sofferenza, carente di medici, e di personale sanitario, che lotta ogni giorno con grande fatica per far fronte alle esigenze della comunità regionale. Filippo Saltamartini, vicepresidente e assessore alla sanità della Regione Marche, ricorda che la regione rappresenta un vero esempio nel mondo della sanità, che corrisponde a quello che il Presidente del Consiglio ha battezzato “modello Marche”. E' ora di fare squadra per dare priorità alla Salute della comunità. Il Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, apre con parole chiare: “L’impegno della Regione è quello di non rispondere a logiche campaniliste, ma di tentare di raggiungere il modello migliore possibile. Con questa riforma vogliamo assicurare vicinanza ai più deboli e agli anziani, che tanto hanno dato a noi. È giusto che ricevano l’assistenza che meritano” conclude. Presente anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci che dichiara: “La sanità per lungo tempo è stata considerata la ‘Cenerentola’ del bilancio statale. I nuovi finanziamenti previsti per gli anni a seguire evidenziano una chiara inversione di tendenza”. Pronti per la regione Marche 70 milioni di euro con l’obiettivo di mettere a disposizione dei cittadini strutture sicure dotate di personale in numero e competenza adeguata. L'Esercizio Fisico è riconosciuto dalla comunità mondiale, come strumento ad alta valenza preventiva e terapeutica per le patologie croniche non trasmissibili. Le nuove riforme in corso hanno finalmente aperto nuove prospettive per un reale risparmio della spesa sanitaria del Paese, grazie al Riconoscimento del Chinesiologo, e l'individuazione delle Palestre della Salute, nuovi presidi della Sanità 2.0, finalmente disciplinate a livello centrale. C'è tanto da fare, ma insieme possiamo fare la differenza. Un ringraziamento particolare va al Dott. Carlo Ciccioli, Medico e consigliere in Regione Marche, per l'invito e per aver favorito avvio ai lavori con le alte cariche Regionali e di Governo.

  • Educazione Motoria - Prepararsi al concorso

    Oggi domenica 11 dicembre 2022 "mi sono svegliato e ... pensando ai colleghi che parteciperanno al Concorso "Educazione Motoria nella Scuola Primaria", ho partorito questa idea, sperando che il Presidente del C.I.S.M. Daniele Iacò sia d'accordo. 𝙎𝙩𝙪𝙙𝙞𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚𝙘𝙞𝙥𝙖𝙧𝙚 𝙖𝙡 𝘾𝙤𝙣𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤 “𝙀𝙙𝙪𝙘𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙈𝙤𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙎𝙘𝙪𝙤𝙡𝙖 𝙋𝙧𝙞𝙢𝙖𝙧𝙞𝙖” Studiare per partecipare al Concorso è una decisione da cui derivano molti cambiamenti e la riuscita dell'impresa dipende da 3 fattori: 📌 l'intelligenza; 📌 la disposizione allo studio; 📌 la volontà d'animo. 𝙂𝙡𝙞 𝙄𝙣𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖𝙣𝙩𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙚𝙘𝙞𝙙𝙤𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙨𝙤𝙨𝙩𝙚𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙡’𝙚𝙨𝙖𝙢𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙫𝙞𝙣𝙘𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤 𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙡𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙚 𝙥𝙧𝙞𝙤𝙧𝙞𝙩𝙖' 𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙗𝙪𝙤𝙣𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙡𝙤𝙧𝙤 𝙧𝙞𝙨𝙤𝙧𝙨𝙚 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙤 𝙨𝙩𝙪𝙙𝙞𝙤, 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙥𝙚𝙧𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙞 𝙪𝙣𝙖 𝙛𝙪𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙨𝙩𝙖𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖' 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖. Partecipare al Concorso: gli aspetti da considerare 1) La motivazione è determinante in chi studia per preparare un concorso: 2) Lo stato d’animo; 3) La costanza e la perseveranza. 𝙋𝙧𝙤𝙜𝙧𝙖𝙢𝙢𝙖 𝙙𝙞𝙨𝙘𝙞𝙥𝙡𝙞𝙣𝙖𝙧𝙚 I nuclei tematici sui cui verterà la prova sono: 📌Fondamenti epistemologici dell’Educazione Motoria e presupposti culturali e storico pedagogici relativi alla corporeità, alla motricità e allo sport. 📌Principali teorie e metodologie delle scienze del movimento umano e dello sport e delle loro applicazioni in educazione motoria. 📌Anatomia funzionale dello sviluppo umano, con particolare riferimento all’apparato locomotore; anatomia e fisiologia dei sistemi e degli apparati nervoso, muscolare, cardiovascolare, endocrino e respiratorio applicate all’educazione motoria e allo sport. 📌Fonti di produzione e risintesi dell’energia muscolare; tappe dello sviluppo (fisico, psichico, motorio, cognitivo e sociale) nell’età scolare, in particolare nella fascia d’età 6-11 anni. 📌 Principi di apprendimento, del controllo e dello sviluppo motorio tra i 6 e gli 11 anni.📌Principi base di biomeccanica nelle attività motorie educative. 📌Metodi e tecniche di valutazione dell’insegnamento e dell’apprendimento, organizzazione e gestione dei contesti didattici dell’educazione motoria, riferite all’ambiente, ai materiali e alle risorse. 📌Processi pedagogici complessi finalizzati al miglioramento della prestazione motoria. 📌 Teorie generali sul gioco con particolare riferimento alle applicazioni nel campo dei giochi di movimento. 📌 Metodologie e tecniche per favorire l’armonico sviluppo delle capacità motorie degli alunni in funzione dell’età, delle diverse fasi sensibili e delle differenze di genere. 📌Linguaggio, espressione e comunicazione corporea in educazione motoria. 📌 L’attività motoria finalizzata alla salute e al benessere. Gli effetti della sedentarietà sull’organismo, fenomeni correlati e strategie educative. Elementi fondamentali di educazione igienico-sanitaria e alimentare orientata a sani stili di vita. Il fenomeno del doping nello sport e i suoi effetti sulla salute. 📌Nozioni di primo soccorso; comportamenti e tecniche di base per assistenza e intervento nei più frequenti casi di infortunio. 📌 Problematiche legate alle diverse forme di disabilità e metodologie per una didattica inclusiva nell’ambito dell’Educazione Motoria. 📌Aspetti psicopedagogici della multiculturalità e dell’interculturalità; valorizzazione del fair play e delle competenze sociali e relazionali veicolate attraverso l’attività motoria e il gioco-sport. 📌Giochi delle tradizioni popolari, il folclore, la danza, quali risorse per l’educazione motoria. 📌 Il rispetto delle regole e fair play nel gioco-sport, nelle attività ludico-sportive individuali, collettive, pre-sportive e sportive. Il valore educativo del fair play: la regola sportiva come modello della regola sociale; 📌Attività motorie all’aria aperta nel rispetto del patrimonio ambientale. 𝘾𝙤𝙢𝙚 𝘾.𝙄.𝙎.𝙈 𝙘𝙤𝙨𝙖 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙛𝙖𝙧𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙖𝙞𝙪𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙘𝙝𝙞 𝙨𝙞 𝙨𝙩𝙖 𝙥𝙧𝙚𝙥𝙖𝙧𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙖𝙡 𝘾𝙤𝙣𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤? a) La presentazione di una bibliografia e di una sitografia idonee per approfondire le tematiche su cui verterà la prova.b) Un corso completo di preparazione (serie di webinar a tema) che possa fornire un adeguato supporto teorico ai colleghi che parteciperanno al Concorso. Le diverse tematiche saranno assegnate a più docenti con competenze e formazione diverse (Medico, Psicologo, Metodologo, Insegnante di Scuola Primaria, Insegnante di E.F., ecc.). 𝘾𝙤𝙣𝙘𝙡𝙪𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞 È chiaro che i concorsi sono come delle gare, obiettivi che richiedono grandi sacrifici e sforzi. Si tratta di una scommessa in cui il successo dipende dai voi che siete i protagonisti. Prof. Maurizio Mondoni

  • “Sport, attività fisica, sedentarietà” studio ISTAT

    “Sport, attività fisica, sedentarietà” è il nuovo rapporto pubblicato dall’Istat dedicato all’analisi della pratica sportiva e dei livelli di sedentarietà della popolazione italiana. Secondo il rapporto Istat aumenta la percentuale di persone di età superiore ai tre anni che praticano attività fisica e sportiva nel tempo libero, passando dal 59,1% del 2000 al 66,2% nel 2021; al contempo, si riduce dal 37,5% al 33,7% la percentuale di chi non pratica alcuna attività. A causa delle misure di contenimento dovute alla pandemia, nel 2021 lo sport continuativo ha subito un calo dal 27,1% al 23,6%, lo sport saltuario è aumentato di poco (10,9%), mentre si è registrato un deciso aumento dell’attività fisica all’aperto (dal 28,1% al 31,7%). Dal rapporto emerge che i livelli di pratica sportiva sono più elevati per il genere maschile rispetto al genere femminile: il 27,9% contro il 19,6% per chi pratica sport con continuità e l’11,9% contro il 10,0% per chi lo fa saltuariamente. In ogni caso, l’aumento della pratica sportiva nel tempo ha riguardato sia gli uomini che le donne e il gender gap tra il 2000 e il 2021 si è ridotto di quasi il 30%. Il rapporto sottolinea come, generalmente, lo sport rappresenti un’attività del tempo libero fortemente legata all’età. Di fatto durante l’intero ciclo di vita tende a praticare sport specialmente la popolazione più giovane di età compresa tra i 6 e i 24 anni; con l’aumentare dell’età la pratica sportiva diventa meno diffusa, ma al contempo cresce la pratica di attività fisica di altro tipo. Anche la sedentarietà aumenta proporzionalmente al crescere dell’età e riguarda generalmente due persone su 10 tra gli adolescenti e i giovani fino a 24 anni e quasi sette su 10 tra la popolazione di 75 anni e più. Nel 2021 la pratica sportiva ha mantenuto livelli simili o anche superiori al periodo pre-pandemico per la popolazione adulta. La frequenza con cui si pratica sport è meno elevata tra i bambini sportivi di 3-5 anni e cresce nelle età successive fino a raggiungere alti livelli di assiduità tra gli sportivi di 15-24 anni che, nel 40,6% dei casi, vi si dedicano in media per tre o più giorni a settimana. Nel 2021 diminuisce la pratica sportiva continuativa per bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, bilanciata però dall’incremento della pratica di qualche attività fisica svolta in modo destrutturato, al di fuori delle palestre e dei centri sportivi. Per quanto riguarda la frequenza, nel 2021, il 16,8% delle persone di tre anni e più che pratica sport ha dichiarato di farlo meno di una volta a settimana, il 49,2% una o due volte a settimana e il 34% tre o più volte a settimana. Rimane alto il dato della sedentarietà che riguarda il 30,3% della popolazione maschile e il 36,9% di quella femminile. Emerge ancora un forte divario territoriale: la più elevata partecipazione alla pratica sportiva si registra al Nord (41,6%), seguito dal Centro (36,7%) e infine dal Mezzogiorno (24%). Le regioni con i livelli più bassi sono Campania (20,8%), Calabria (22,5%), Sicilia (23,2%), Molise (23,6) e Basilicata (24,7%). Il contesto familiare di appartenenza è sostanziale per la pratica di uno stile di vita sano: sono soprattutto i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni con uno o entrambi i genitori sportivi a dichiarare di praticare uno sport. Per ulteriori approfondimenti è possibile visionare il rapporto Istat consultando il seguente link Articolo a cura del Dipartimento per lo sport

  • La Corsa di Miguel _ Non solo una gara

    Inizia il 9 gennaio del 2000 da un’idea del giornalista della Gazzetta dello Sport Valerio Piccioni in memoria di Miguel Sanchez, podista e poeta argentino, rapito il 9 gennaio 1978 da un commando paramilitare e diventato vittime della dittatura argentina. Organizzata dal Club Atletico Centrale, su un percorso di 10 Km che dal Parco del Foro Italico percorre Lungotevere Maresciallo Diaz, il Ponte della Musica fino allo Stadio Olimpico. Ma la Corsa di Miguel è più di una gara, è un momento sociale, un palcoscenico per iniziative culturali di altissimo profilo, attraversando la linea del tempo ricordiamo il convegno internazionale "SE LA SCUOLA SI METTE A CORRERE", preziosissima occasione di confronto ed incontro con le istituzioni per fare con le più accreditate testimonianze europee il punto della situazione sul mondo dell'Educazione Fisica, appena diventata priorità nazionale all'interno del contratto di governo giallo-verde. Fu in quella occasione che avemmo modo di incontrare il neo ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, con cui inaugurammo una fitta, laboriosa collaborazione per la riforma dello Sport, che si concluse con l'approvazione nell'ambito del Decreto Legislativo n°36, 28 Febbraio 2021 (oggi DL n°163, 5 Ottobre 2022) dell'articolato che introdusse finalmente il Riconoscimento professionale dei Laureati in Scienze Motorie/Diplomati ISEF, denominati: Chinesiologo di base, il chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate, del chinesiologo sportivo e del manager dello sport. Tanti i volti dello sport italiano e personaggi illustri che non vedono l'ora di prendere parte alla 24° edizione della prossima corsa, in dedicata all'antirazzismo, in programma per Domenica 22 Gennaio 2023, dove ogni kilometro racconta una storia. Il CISM non poteva mancare, e saremo onorati di poterci immergere in questo evento, e supportare la fitta serie di iniziative culturali in programma. Oggi ne parleremo LIVE su Facebook, con l'instancabile Valerio Piccioni, penna del CISM e delle Scienze Motorie da diversi anni riporta su La Gazzetta dello Sport, il percorso intrapreso per la riqualifica del sistema movimento e sport del paese, e con Giuseppe Meffe, Psicologo Clinico ed appassionato aiutatore podistico dell'evento. START ore 15.00

  • IL GRANDE "FLOP" DELL'EDUCAZIONE MOTORIA NELLE CLASSI QUINTE DELLA SCUOLA PRIMARIA

    Il Concorso Il Concorso non è ancora stato bandito, doveva partire nella primavera del 2022, siamo a dicembre 2022 e non si sa quando partirà e se partirà: il pasticcio delle 2 ore di Educazione Motoria nella Scuola Primaria! L'inizio E' iniziato decisamente con il piede sbagliato l’avvio dell’ora di Educazione Motoria nelle classi quinte della Scuola Primaria. I 2.200 docenti necessari per garantire la coperture delle ore di lezione di Educazione Motoria non ci sono perché il concorso che doveva individuarli non è mai stato svolto. Al loro posto sono arrivati i supplenti delle Scuole Secondarie di I e II grado (nominati dalle graduatorie provinciali per le supplenze per le classi di concorso A-48 Scienze Motorie e Sportive nelle Scuole Secondarie di II grado e A-49 Scienze Motorie e Sportive nella Scuola Secondaria di I grado), che però, secondo me, molti non hanno né la formazione nè i vantaggi dal punto di vista economico), infatti l'Insegnante di Educazione Motoria impegnato nella Scuola Primaria è equiparato, anche dal punto di vista economico, agli Insegnanti del medesimo grado di istruzione, anche se appartenente a classi di concorso di I o II grado. Per completare l'orario-cattedra E poi a qualche Insegnante, per completare "l'orario-cattedra", gli sono state assegnate 5 o 6 Scuole Primarie (magari distanti tra loro e di Comuni diversi), dato che poche sono le classi quinte. E poi ..... se molti Insegnanti non hanno un orario-cattedra completo, non potranno completare il proprio orario di servizio per le loro classi di concorso, quelle dove sono titolari (perché è vietato dalla Ordinanza Ministeriale n.112 del 6 maggio 2022) perchè una volta preso lo spezzone di ore, questo dovrà bastare per tutto l’anno scolastico, senza possibilità di raggiungere un incarico pieno. Doveva essere la novità Doveva essere la novità del nuovo anno scolastico 2022-2023, la possibilità peri bambini di alzarsi dai banchi di scuola e dedicarsi all’attività motoria e invece, oltre alla carenza delle palestre e delle attrezzature, mancano gli Insegnanti competenti. Sport e Salute "Sport e Salute", per compensare gli errori (tantissimi) e le carenze del MIUR in ambito di Educazione Fisica (pardon Educazione Motoria), ha inventato "Scuola Attiva Kids" (non era meglio in italiano?) e da anni inventa progetti e il "progettificio" iniziato dal CONI continua con Sport e Salute. Con il CONI la lotta continua, si spendono soldi pubblici in progetti e così nella Scuola Italiana abbiamo Insegnanti MIUR di Educazione Motoria (io insisto .... di Educazione Fisica) per le classi quinte e Insegnanti "Sport e Salute" di Educazione Motoria per le classi prima, seconda, terza e quarta e poi abbiamo i Tutor e i libri con gli eserciziari (senza spiegare perchè si propongono, a cosa servono e che effetti propongono). IL MIUR A tutt'oggi le direttive ministeriali del MIUR su come organizzare all’interno del tempo scuola le due ore di Educazione Motoria non sono chiare: in molte scuole le ore sono unite, molte classi in palestra spesso sono accorpate, molti Insegnanti sono impreparati e poco competenti e spesso "ignorati" spesso dalle Insegnanti titolari (non sono presenti in palestra, oppure se ci sono fanno altro, come ad esempio correggere i compiti, ecc.). Molte Insegnanti considerano le ore di Motoria (sic!) la ricreazione, "non si deve sudare", "non bisogna esagerare con i giochi altrimenti i bambini si eccitano" e ve lo dice uno che ha lavorato e lavora nella Scuola Primaria. Per non parlare poi della programmazione e della valutazione, dove i supplenti di Educazione Motoria stanno in silenzio perchè non conoscono la Scuola Primaria. In attesa del Concorso Tutte le Associazioni (CAPDI, ORIZZONTE SCUOLA, ecc..) si sono date da fare subito, predisponendo MANUALI, LIBRI, LEZIONI "AD HOC" IN REMOTO, SIMULAZIONI DI PROVE SCRITTE E ORALI (a pagamento!), le Università hanno organizzato Master, per preparare al meglio i futuri Insegnanti di Educazione Motoria. Polpettoni giganteschi, con mille proposte, le Normative Scolastiche, la Storia dell'E.F., i piani di lavoro, le Teorie dell'apprendimento, i giochisport, ecc., per me ........ solo didatticismo e poca didattica. E i futuri partecipanti al Concorso "a capofitto" su libri, dispense, Webinar, nell'attesa del CONCORSO! Ma chi preparerà il Concorso? Che domande ci saranno? Gli argomenti sono stati definiti, ma a mio avviso molti sono INCOMPLETI. La prova orale? La prova pratica? Come si valuterà il candidato? Conclusioni È ora di decidere oggi cosa fare della Scuola Primaria di domani, dell'Educazione Fisica (e non Motoria) di domani, degli Insegnanti che insegneranno, mettendo a punto un piano complessivo, un progetto serio per l’intero sistema di istruzione nazionale, per far funzionare tutto al meglio! P.S. E' ora di finirla, sono stanco di essere preso in giro come Insegnante, mi sono stufato di sentir parlare alla Scuola Primaria di Ginnastica, di Ricreazione, di Educazione Motoria, di Motoria, di Psicomotricità e chiamiamola come si chiama in tutto il mondo: EDUCAZIONE FISICA! Mi sono stufato Mi sono "stufato" di sentire: "Oggi non si va in palestra, perchè non siete stati bravi in classe", mi sono stancato di vedere palestre vecchie, poco attrezzate, pericolose (vetrate, termosifoni sporgenti, sporche, stanzoni), mi sono "stufato" di vedere progetti ogni anno, mi sono stufato di essere considerato un Insegnante di "serie B". Mi sono stancato MI SONO STANCATO DI SENTIR DIRE DA PARTE DI MOLTE INSEGNANTI CHE L'EDUCAZIONE FISICA NELLA SCUOLA PRIMARIA NON SERVE A NIENTE E NON OCCORRE L'INSEGNANTE SPECIALIZZATO", PERCHE' TANTO QUALCHE GIOCO ("Nascondino", "Terra-Sole", "Giochiamo a prenderci", ecc.) LO SANNO FARE ANCHE LORO! prof. Maurizio Mondoni

  • "Hop Test" verticale e orizzontale: Contributi dell'anca, del ginocchio e della caviglia

    I test del salto verticale e orizzontale a gamba singola sono comunemente usati per valutare le prestazioni di atleti sani e come misura del progresso durante la riabilitazione da un infortunio al ginocchio. Non è chiaro se misurano aspetti simili della funzione delle gambe, poiché i relativi contributi articolari delle articolazioni dell'anca, del ginocchio e della caviglia durante la propulsione e l'atterraggio sono sconosciuti. Il salto verticale è stato eseguito con contributi più o meno simili di anca, ginocchio e caviglia per entrambe le propulsioni (rispettivamente 31%, 34%, 35%) e atterraggio (rispettivamente 29%, 34%, 37%). La distanza del salto orizzontale era per lo più (87%) determinato dall'anca e dalla caviglia (44% e 43%), ma l'atterraggio è stato eseguito principalmente (65%) dal ginocchio con minore contributo dell'anca e della caviglia (24% e 11%). La fase propulsiva ha mostrato una sequenza temporale da prossimale a distale per entrambi i tipi di luppolo, ma l'atterraggio è stato più complesso. Conclusioni C'è poca somiglianza nelle richieste fisiche tra verticali e salto orizzontale. Lo studio attuale mostra le prestazioni su un salto verticale da distribuire in modo relativamente equo all'anca, articolazioni del ginocchio e della caviglia. Al contrario, prestazioni di luppolo orizzontale è principalmente una funzione dell'anca e della caviglia con un ginocchio contributo limitato al 13%. Suggeriamo che il salto orizzontale la distanza di prova dovrebbe essere considerata un cattivo discriminatore del ginocchio funzione e prestazioni per questi motivi. Visto il diverso esigenze biomeccaniche di ogni compito funzionale, entrambi possono essere utilizzati nella valutazione degli arti inferiori, ma le loro differenze devono essere comprese. Studio effettuato dall'istituto Aspetar eccellenza mondiale specializzata in Ortopedia e Medicina dello Sport nella regione del Golfo. Accedi alla letteratura scientifica

  • NEWS _ Concorso Ed. Motoria alla Scuola Primaria (EEEM)

    I lavori in Ministero per il concorso per l'insegnamento dell'educazione motoria alla scuola primaria per l'a.s. 2023/24 procedono a passo spedito Accedi al gruppo di preparazione per il concorso (clicca quì) al suo interno troverai Una bibliografia di testi (in preparazione al concorso) segnalati da colleghi di riconosciuta autorità; Notizie per la partenza di un corso specifico di preparazione con sessioni Teoriche e Pratiche, organizzato ad hoc per il concorso imminente; Aggiornamenti sulla data di pubblicazione del bando; Opportunità di formazione ed aggiornamento. C'è una importante Novità ! Per la procedura concorsuale per l’accesso ai ruoli del personale docente relativi all’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, sarà valutato il titolo di servizio di insegnamento prestato sulla specifica classe di concorso. P. 1,25 per ciascun anno di servizio Si precisa che: è valutato anche il servizio prestato nei percorsi di istruzione dei Paesi UE, a condizione che lo stesso (servizio) sia riconducibile alla specificità del posto o della classe di concorso; il servizio prestato a tempo determinato è valutato ai sensi dell’articolo 11/14 della legge n. 124/1999 (in base al quale per annualità di servizio si intende il servizio prestato per almeno 180 giorni anche non continuativi oppure un servizio prestato ininterrottamente dal 1° febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio finale o sino al termine della attività educative per la scuola dell’infanzia). Considerato che si tratta di un nuovo insegnamento introdotto dall’a.s. 2022/23 il punteggio di servizio potrà essere attribuito solo a coloro che sono rientrati in questa prima tornata di supplenze. La nuova e specifica classe di concorso è introdotta (come anche il relativo insegnamento) dalla legge n. 234/2021: […] è introdotto, gradualmente e subordinatamente all’adozione del decreto di cui al comma 335, l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, nelle classi quarte e quinte, da parte di docenti forniti di idoneo titolo di studio e dell’iscrizione nella correlata classe di concorso « Scienze motorie e sportive nella scuola primaria » NB: trattandosi di una bozza, potrebbero esserci delle variazioni che segnaleremo prontamente. Clicca quì per accedere a tutto quello che c'è da sapere sul concorso Siamo al lavoro, a breve notizie fresche dal Ministero

  • La FORMAZIONE è una cosa SERIA

    Abbiamo iniziato Volevamo qualcosa che si staccasse anni luce dai brevettifici degli ultimi 30 anni, qualcosa di innovativo, che potesse effettivamente consentire ai Chinesiologi di formarsi, prendere una propria forma acquisendo strumenti reali per la definizione della propria figura professionale. Possiamo dire di essere su un'ottima strada In pratica: approfondire ed appassionare su ciò che si desidera “fare da grandi” La formazione è studio, costanza, pazienza, tempo e anche fatica. Per acquisire delle competenze è necessario impegnarsi a fondo. Non è stato semplice per tanti motivi: cambiamenti importanti, scelte di estrema qualità non certo commerciali, la concorrenza al ribasso non interessa, conta solo la qualità ed il concreto riscontro sul mercato del lavoro. Corsi riservati ai laureati in scienze motorie Inserimento di lezioni pratiche obbligatorie Pianificazione di oltre 100 ore totali in un ecosistema di apprendimento ibrido Progettualità di formazione biennale con docenti di eccellenza del settore Partnership strategica con Technogym, oggi azienda leader mondiale nei prodotti e servizi per il Wellness e la riabilitazione. Tanta passione ed energia per costruire il Futuro Su queste basi è nato il percorso Dynamic Training il cui unico Marketing è la soddisfazione di poter offrire alla categoria un percorso avanzato, di qualità in cui si ragiona in termini di Chinesiologia applicata, con un occhio ai trend tecnologici che cambieranno il futuro del settore. Dai un'occhiata

  • 𝙇𝙖 𝙇𝘼𝙐𝙍𝙀𝘼 𝙞𝙣 𝙎𝙘𝙞𝙚𝙣𝙯𝙚 𝙈𝙤𝙩𝙤𝙧𝙞𝙚 🎓

    Più volte mi è stato detto che il Presidente di un grande movimento Nazionale deve pesare bene le sue parole, prestare attenzione a non sbilanciarsi, cercare anche un pò di essere politically correct. Vi racconto il mio percorso da studente SCIENZE MOTORIE Dopo aver iniziato a lavorare in palestra come istruttore di Hip-Hop, poi di discipline musicali, a 20 anni mi iscrissi in facoltà, ed il primo mese del primo anno iniziai già a rendermi conto di vivere un esperienza estremamente deludente. Mi informai in fretta per apprendere la situazione generale, e presi parte ad una grande manifestazione nazionale, membro del CNSM (già, si chiamava Comitato Nazionale Scienze Motorie), che purtroppo per soliti, inopportuni personalismi, si dimostrò una totale delusione anch'esso.. Feci prima possibile per andare via dall'Italia, così vinsi un posto per un anno di Erasmus a Berlino.. più studiavo all'estero più non potevo sopportare l'idea di sapere che in Italia il mondo che tanto amavo era un totale disastro, scadente, confuso.. immobile "𝙑𝙤𝙜𝙡𝙞𝙤 𝙧𝙞𝙢𝙖𝙣𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙣 𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖".. non volevo trovarmi costretto ad andarmene per realizzarmi in ciò che amavo Così dopo qualche anno, parallelamente ai tanti lavori, i personal, le squadre sportive e i progetti a scuola 𝙝𝙤 𝙥𝙚𝙣𝙨𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙢𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙢𝙞 𝙞𝙣 𝙜𝙞𝙤𝙘𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙥𝙧𝙤𝙫𝙖𝙧𝙚 𝙖 𝙘𝙖𝙢𝙗𝙞𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝙘𝙤𝙨𝙚, 𝙙𝙖𝙧𝙚 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙘𝙤𝙨𝙨𝙖 𝙖𝙡 𝙨𝙞𝙨𝙩𝙚𝙢𝙖. Non c'era tempo, ma io lo facevo saltare fuori in ogni modo, perché ci volevo provare, volevo fare tutto il possibile per cambiare, e così dopo un paio di anni di tam tam, nel 2016 nasce all'Università del Foro Italico il CISM - Comitato Italiano Scienze Motorie 𝙋𝙚𝙧 𝙧𝙞𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙧𝙚 𝙪𝙣 𝙨𝙞𝙨𝙩𝙚𝙢𝙖 𝙛𝙞𝙣𝙩𝙤, 𝙞𝙥𝙤𝙘𝙧𝙞𝙩𝙖, 𝙢𝙚𝙙𝙞𝙤𝙘𝙧𝙚.. 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙞 𝙖𝙧𝙧𝙤𝙘𝙘𝙖 𝙙𝙞𝙚𝙩𝙧𝙤 𝙪𝙣 𝙥𝙚𝙯𝙯𝙤 𝙙𝙞 𝘾𝙖𝙧𝙩𝙖.. 𝙨𝙞𝙖 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙇𝙖𝙪𝙧𝙚𝙖 𝙤 𝙪𝙣 𝘾𝙤𝙧𝙨𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙊𝙉𝙄 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙚𝙧𝙞𝙖 𝙧𝙞𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖 𝙜𝙚𝙣𝙚𝙧𝙖𝙡𝙚, 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙢𝙖𝙞 𝙥𝙪𝙣𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙖𝙡𝙡'𝙚𝙘𝙘𝙚𝙡𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖.. 𝙢𝙖 𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚𝙣𝙩𝙖𝙣𝙙𝙤𝙨𝙞 𝙙𝙞 𝙗𝙧𝙞𝙘𝙞𝙤𝙡𝙚, 𝙪𝙣𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖 𝙜𝙪𝙚𝙧𝙧𝙖 𝙩𝙧𝙖 𝙥𝙤𝙫𝙚𝙧𝙞. 𝙀𝙙 𝙚𝙘𝙘𝙤𝙢𝙞 𝙦𝙪𝙞̀ 𝙖 𝙡𝙤𝙩𝙩𝙖𝙧𝙚.. 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚 𝙫𝙤𝙜𝙡𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙩𝙖𝙧𝙘𝙞 𝙖𝙡 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞𝙨𝙩𝙞 𝙙𝙚𝙡 𝙨𝙚𝙩𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙞 𝙥𝙚𝙯𝙯𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙖𝙧𝙩𝙖.. 𝙘𝙞 𝙫𝙪𝙤𝙡𝙚 𝙪𝙣 𝙨𝙞𝙨𝙩𝙚𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙚𝙘𝙘𝙚𝙡𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙞 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞𝙨𝙩𝙞 𝙡𝙞 𝙛𝙤𝙧𝙢𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙙𝙖𝙫𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙎𝙚 𝙚̀ 𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙡'𝙚𝙨𝙚𝙧𝙘𝙞𝙯𝙞𝙤 𝙁𝙞𝙨𝙞𝙘𝙤 𝙛𝙖 𝙗𝙚𝙣𝙚 𝙖𝙡 𝙥𝙖𝙧𝙞 𝙤 𝙖𝙙𝙙𝙞𝙧𝙞𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙁𝙖𝙧𝙢𝙖𝙘𝙤 𝙙𝙚𝙫𝙚 𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚 𝙜𝙖𝙧𝙖𝙣𝙩𝙞𝙩𝙤 𝙙𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙞𝙨𝙩𝙞 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙩𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙖𝙣𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙛𝙖𝙧 𝙨𝙘𝙖𝙧𝙞𝙘𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙡𝙤𝙧𝙤 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙖𝙡 𝙘𝙡𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙚 𝙣𝙤𝙣 𝙥𝙖𝙜𝙖𝙧𝙚 𝙡'𝙄𝙑𝘼. Docenti di Educazione Fisica a partire dalla scuola dell'infanzia Chinesiologi esperti nella gestione di soggetti sani e patologici, parte integrante e necessaria del Sistema Sanitario Nazionale Ottimi Manager dello Sport Eccellenti Chinesiologi esperti nella gestione dell'allenamento sportivo e dell'Educazione Fisica ️𝙏𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙊𝙧𝙙𝙞𝙣𝙚 𝙋𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 che possa certificare con rigidi criteri la preparazione dei professionisti che intendono operare nel campo del Movimento Applicato. Ho concluso il mio percorso accademico il 1 Aprile 2022 all'Università degli Studi di Roma del "Foro Italico", con la Specialistica LM67 Internazionale - Health and Physical Activity, con una nuova specialistica in corso, e tante ambizioni E sono ancora quì.. perché l'energia, le esperienze ma soprattutto le soddisfazioni che un sogno sincero può donare sono sempre migliori di un ipocrita scalata personale.. e perché in fondo, politically correct.. non lo sarò mai Un abbraccio a tutti Il Presidente CISM Daniele Iacò

  • L'Educazione Fisica prepara alla vita _ i Piccoli e i Grandi Attrezzi

    Il compito del Docente di Educazione Fisica è guidare i bambini all'apprendimento dei vari aspetti della motricità Osservando i bambini chiunque può capire come essi abbiano la tendenza a conoscere il mondo che li circonda ed a cimentarsi nelle più diverse esperienze motorie, spesso pericolose, avendo nei primi anni di vita una inesistente percezione del rischio, inesistente senso di autoconservazione. In altre parole, il pericolo, per ogni persona, ma specialmente per un bambino, fa parte della vita. L'Educazione Fisica serve anche e soprattutto per conoscere le situazioni di pericolo, esercitarsi ad affrontarle, ossia cimentarsi e sfidarle, per diventare capaci di superarle senza subire danni. In altre parole praticarle, attraverso esercitazioni dedicate ad esse, con tutte le precauzioni possibili, ma anche secondo un criterio razionale di difficoltà crescente, per diventare capaci di superarle senza più correre il rischio di farsi male, proprio perché sappiamo come fare, perché siamo diventati bravi e capaci di superarle attraverso l’apprendimento. Per esercitarsi in tale aspetto della motricità sono nati i grandi attrezzi. “Criterio razionale” significa innanzi tutto “gradualità” e soprattutto “progressività” nell’apprendimento. Si dà per scontata la disponibilità di mezzi ed impianti, ma anche che l’insegnante conosca e conosca bene il come, il perché, il quando, ecc. dell’insegnamento che sta impartendo a soggetti che ancora non sono capaci di certe azioni motorie, o non possiedono una padronanza del corpo (aspetto neurologico) o una forza muscolare, ed anche una scioltezza articolare, una maturità scheletrica, ecc. (aspetti meccanici) adeguati alla prestazione con la quale si dovranno cimentare. I grandi attrezzi consentono ed affermano tutto ciò. Il pericolo fa parte della vita. Questa affermazione merita almeno una precisazione, perché oggi noi viviamo in una società civilizzata e certe capacità motorie o certe necessità motorie non appartengono più alle esigenze dell’uomo moderno. A titolo di esempio possiamo affermare, senza tema di smentita, che la frutta oggi la si compra dall’ortolano o al supermercato e non c’è più bisogno di andare a coglierla personalmente sugli alberi con rischio e pericolo. È necessario allora precisare e concentrare la nostra attenzione su un aspetto oggi nascosto, ma non per questo trascurabile, perché questo ragionamento della non più attuale esigenza di possedere certe abilità motorie per l’uomo moderno, non lo esime dall’esercitarsi ugualmente nei gesti che per l’uomo primitivo erano una necessità. Il motivo della precisazione risiede nel fatto che il nostro corpo è sempre lo stesso di sempre ed è concepito dalla natura per essere abile a tal punto da potersi garantire la sopravvivenza nell’ambiente naturale, ma esso ha anche bisogno, per mantenere la sua salute e la sua efficienza, di praticare quelle esperienze motorie di cui lo ha dotato la natura. Quelle esperienze motorie in natura vengono acquisite soltanto per necessità e senza garanzie di sicurezza, mentre oggi, con la ginnastica ai grandi attrezzi, si rende possibile apprendere tali capacità motorie senza correre rischi di farsi male, pur rimanendo ugualmente presente il rischio. Non solo, ma i grandi attrezzi forniscono continuamente occasioni di pericolo, di rischio, anche imprevisto ed imprevedibile e così, l’esercizio a tali attrezzi abitua a dominare e superare con disinvolture le situazioni rischiose. Senza tale esercizio, ogni volta che tali situazioni si presentino nella vita di tutti i giorni, esse possono essere motivo di incidenti seri, con danni del nostro organismo. Ciò viene azzerato invece attraverso l’acquisizione delle capacità motorie, prontezza di riflessi, sviluppo dell’intuizione sui pericoli possibili, abilità e capacità decisionali mirate ed immediate acquisite mediante l’esercizio, proprio ai grandi attrezzi. Che dire poi della semplice e prioritaria “conoscenza del pericolo”. Essa significa capacità di capire che una situazione presenta dei rischi di farsi male. Oggi, non pochi giovani non possiedono più questa intuizione e sono capaci di lanciarsi a tutta velocità col motorino in curve pericolose senza avere la minima percezione della possibilità di andare fuori strada, oppure, come ci è stato riferito anche per televisione, di lanciarsi dalla finestra di un albergo nella piscina sottostante, senza riuscire a intravedere il pericolo in tale gesto e morire o rovinarsi per tutta la vita. Riprodurre artificialmente quanto esiste già in natura. Questo è il problema la cui soluzione è affidata ai grandi attrezzi. Permettere di esercitarsi in modo sicuro ad affrontare le situazioni di pericolo per diventare capaci di superarlo e evitare i rischi qualora nella pratica quotidiana si verifichino situazioni analoghe, ma anche per capire che cosa può essere pericoloso e che cosa no, questo è il compito dei grandi attrezzi dislocati in palestra o all’aperto. Questa è prevenzione, quella vera. Perché quella vera ? Perché sappiamo, come già accennato sopra, che certe incertezze, certe situazioni della vita non si possono prevenire e allora è meglio esercitarsi e diventare abili per superarle in situazione di completa sicurezza, senza correre nessun rischio, perché sappiamo come si fa per imparare, perché attraverso lo studio e la ripetizione si diventa capaci di farle senza correre più nessun pericolo, perché quelle situazioni esercitandosi, ci diventano familiari, perché il nostro corpo diventa forte, coordinato, agile, ecc. da poter affrontare e superare senza più correre alcun rischio certi eventi. Questo è veramente importante, questa è vera prevenzione. Mi permetto di fare l’esempio con la guida dell’automobile per la strada: noi possiamo disporre di veicoli efficientissimi, airbag, cinture di sicurezza, doppie e triple corsie per ogni senso di marcia, guard-rail, limiti di velocità, ecc. ecc., per evitare gli incidenti, ma se l’autista non sa guidare, tutto quello che faremo per la prevenzione non sarà mai sufficiente, dove il “sapere guidare” significa non tanto tenere lo sterzo in mano, conoscere i cartelli ed il codice stradale e scalare le marce, ma significa capire le situazioni e fare le scelte opportune per ogni momento della guida ed avere dei riflessi pronti e già orientati alla difesa o all’evitare gli ostacoli. Significa anche possedere un cervello lucido e capace di decidere prontamente e nel modo migliore, che cosa fare o che cosa non fare, mentre si è alla guida di un veicolo. Così, ad esempio, non è la velocità di per sé un pericolo, ma il guidare veloci in quella circostanza, in quella curva, o con quel manto stradale, quello sì che può essere pericoloso e allora il problema si trasferisce dalla velocità di per sé all’intelligenza di muoversi in maniera adeguata per quella situazione; si trasferisce cioè al “sapere” guidare. Questo non si identifica con la conoscenza del codice della strada, o con la conoscenza dei comandi del veicolo, ma va molto oltre, sulle capacità della persona, sulla sua percezione delle situazioni di pericolo, sulla sua esperienza appresa attraverso altre esperienze simili vissute e sperimentate senza farsi male, in modo innocuo ma efficace, proprio affrontando e così imparando a comprendere come si presenta il pericolo e come si deve agire in quelle circostanze. I grandi attrezzi della Ginnastica educano a ciò ed il loro beneficio si rivolge soprattutto al cervello in funzione delle scelte che essi indicano, alla intuizione dei rischi insiti in quel momento in quel gesto, all’orientamento acquisito mediante il gesto motorio, in modo quasi istintivo, a forza di ripeterlo. L’Educazione Fisica è una educazione integrale ed autonoma. Integrale perché affronta tutti gli aspetti educativi necessari alla persona ed autonoma L’Educazione Fisica comprende la Ginnastica. Nella Ginnastica sono previste le esercitazioni ai grandi attrezzi. I grandi attrezzi sono quegli attrezzi dove si praticano i grandi esercizi; i grandi esercizi sono gli esercizi nei quali il corpo viene impegnato in modo globale e completo. I grandi attrezzi sono: la spalliera, gli anelli, la sbarra, il cavallo, il plinto, il quadro svedese, gli appoggi Baumann, il palco di salita con le sue pertiche, funi e scale di vario tipo, le parallele, l’asse d’equilibrio Baumann, la trave di equilibrio, il trapezio, la panca I.D., ed altri come il trampolino, la pedana, ecc… Potrebbero essere considerati grandi attrezzi anche la bicicletta, il surf, i pattini, gli sci, la barca a vela, il cavallo (in carne ed ossa), il giavellotto, il muro, la parete di arrampicata, ecc., ma per consuetudine ed anche per semplicità, ci si limita a definire grandi attrezzi quelli che la tradizione ci ha ereditato col tempo. Colgo l’occasione per ricordare che nella terminologia si usa per i grandi attrezzi l’espressione con la preposizione articolata, mentre per i piccoli attrezzi si usa l’espressione “con” e si dirà sempre esercizi agli appoggi Baumann, al quadro svedese, alla spalliera, agli anelli, alle parallele, ecc., mentre si dirà esercizi con la bacchetta, con le clavette, con il cerchio, ecc. I grandi attrezzi sono stati ideati (per i grandi attrezzi artificiali) o proposti (per i grandi attrezzi già presenti in natura) dai grandi ginnasiarchi del passato per riprodurre in ambiente artificiale (leggi palestra) ciò che era già presente in natura, e potersi così esercitare senza correre rischi ed in modo ripetitivo. In tal modo realizzare l’apprendimento dei movimenti specifici di ogni grande attrezzo. È da bambini che l’apprendimento è più facile. La facilità non dipende soltanto dalla maggiore predisposizione del SNC ad apprendere, o dalla maggiore scioltezza articolare, ma dipende anche dalla minore mole corporea, che consente in particolare all’insegnante, di proteggere bene il corpo del bambino in caso di cadute, o di sollevarlo di peso e fargli provare il gesto motorio in assenza di rischio. La cosa non sarebbe ripetibile con un adulto ed il percorso di apprendimento si complicherebbe di sicuro. Ciò non significa che da adulti non sia più possibile imparare, ma significa che meglio sarebbe farlo nel periodo in cui si è più predisposti. Significa anche che è un vero peccato che molti bambini non lo possano fare, perché la ginnastica non viene loro insegnata. Questa è una colpa ed è proprio questo il sentimento che ognuno deve avvertire, quello di una colpa grave, specialmente per coloro che sono considerati e si considerano gli esperti della Ginnastica e dell’Educazione Fisica e che insegnano già nella scuola. Ai grandi attrezzi, almeno nella Ginnastica, non si svolgono gare di bravura in competizione contro altri avversari, il che sarebbe semplicemente una sciocchezza, oltre a riproporre il pericolo a causa dell’eccesso di abilità richiesto per eseguire esercitazioni ai limiti dell’impossibile per superare gli avversari. Non c’è posto per il “circo” nella ginnastica ed in particolare le acrobazie da circo sono un lavoro per gli acrobati che le eseguono e che devono strabiliare la gente comune che paga per andarli a vedere, mentre la Ginnastica è una igiene e deve essere praticata da tutte le persone. C’è una differenza abissale, come ognuno può capire. A questo proposito, mi è giunta all’orecchio una notizia, purtroppo vera, che se non fosse tragica, sarebbe da ridere, ma soprattutto dimostra che i limiti della dabbenaggine umana non esistono. Si tratta del fatto che in alcune scuole vengono fatti togliere i grandi attrezzi dalle palestre o dagli ambienti dedicati alle esercitazioni di Educazione Fisica, con la scusa che essi sono pericolosi. I grandi attrezzi sono pericolosi per definizione, perché servono per dare l’opportunità di affrontare il pericolo per superarlo e ciò facendo, di aumentare i propri orizzonti di sicurezza, di autosufficienza e di libertà. Sono stati inventati proprio per questo. Ma tutta la Ginnastica affronta la fatica ed il pericolo proprio per superarlo ed aumentare così le proprie capacità di salute ed incrementare la qualità della vita. Va da sé che la disciplina in palestra sia una cosa ovvia, che la preparazione dell’insegnante sia di livello, che gli strumenti di sicurezza siano disponibili, che gli allievi siano allievi…ma ciò si deve dare per scontato e là dove così non sia, NON si deve consentire l’uso dei grandi attrezzi, perché un uso indifferente o improprio dei grandi attrezzi non appartiene alla Ginnastica ed all’Educazione Fisica. Mi sembra di dire una cosa semplicemente ovvia per persone dotate della ragione, come si presume che siano coloro che sono incaricati dell’autorità amministrativa, politica, sociale, ecc. In ogni caso non si può prevedere in una scuola ed in un piano di studi l’insegnamento della Educazione Fisica e quindi anche della Ginnastica, senza mettere a disposizione palestre al chiuso o all’aperto adeguatamente attrezzate, con insegnanti preparati, capaci ed autorevoli ed allievi rispettosi e disciplinati. Se si prescinde da questi presupposti basilari, può succedere di tutto. I grandi attrezzi vengono usati anche per l’effettuazione di esercizi di riporto. Sono detti così gli esercizi non specifici di un attrezzo, ma che possono essere eseguiti su di esso con certi vantaggi; per esempio, l’asse d’equilibrio vede come esercizi propri tutte le andature di equilibrio che si possono fare sopra di essa. Se io la uso per saltarla ed allenarmi in un contesto di ginnastica presciistica, eseguo all’asse d’equilibrio un esercizio “di riporto”. A scopo classificativo e di inquadramento generale gli esercizi ai grandi attrezzi si distinguono in: Esercizi PREPARATORI: quelli che devono essere fatti per poter affrontare l’attrezzo. Per esempio io non potrò far fare la traslocazione alla scala orizzontale, se prima non avrò insegnato all’allievo (e verificato che lui sappia fare) il salto in basso. Esercizi PROPEDEUTICI: quelli che preparano alle varie evoluzioni specifiche dell’attrezzo. Per esempio: balzo da fermo e presa in sospensione ad un piolo della scala orizzontale. Esercizi APPLICATIVI: quelli per i quali è stato proposto quell’attrezzo. Per esempio le arrampicate alla pertica. Esercizi DI RIPORTO: quelli che possono essere eseguiti con l’attrezzo, ma che potrebbero essere fatti anche senza di esso. VIRTUOSISMI. Per esempio: la traslocazione saltata ai pioli della scala orizzontale Articolo a cura del Prof. Marco Pecchioli

  • EDUCAZIONE MOTORIA_ CONCORSO EEEM a.s. 2023/24 _ BIBLIOGRAFIA DISPONIBILE

    Il concorso per l'insegnamento dell'educazione motoria alla scuola primaria per l'a.s. 2023/24 è alle porte, e adesso che tutto è chiaro inizieremo a prepararci insieme! Con il parere positivo del CSPI è stata identificata l'articolazione del concorso ma soprattutto gli argomenti, i nuclei tematici su cui verterà la prova. A seguito dell'istituzione di un Comitato Tecnico di esperti di riconosciuta autorità a supporto della Riforma del Servizio di Educazione Fisica/Motoria del Paese, tra le tante operazioni siamo impegnati per fornire alla categoria utile e concreto supporto per la preparazione al prossimo concorso, teorico, ma anche pratico, che possa fornire a tutti i futuri docenti i migliori strumenti didattici per un'adeguata programmazione delle attività di educazione motoria che possa promuovere un'efficace sviluppo del potenziale psicomotorio dei nostri bambini durante l'intero quinquennio del ciclo primario. Restando in attesa della pubblicazione ufficiale da parte del Ministero, del concorso ordinario per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente della scuola primaria rendiamo disponibile la Bibliografia con i migliori testi attualmente pubblicati per la preparazione al concorso EEEM a cura del Prof. Maurizio Mondoni e della Prof.ssa Cristina Salvetti, che ringraziamo per il prezioso contributo. Questo è soltanto l'inizio, a Gennaio 2023 abbiamo in serbo per voi grandi novità CLICCA QUI' PER ACCEDERE ALLA BIBLIOGRAFIA Aderisci al Gruppo Educazione Fisica - Supporto ed Aggiornamento Per ricevere news in tempo reale

  • AVIS e CISM unite nella promozione della salute e dell’attività fisica

    L’Associazione Volontari Italiani del Sangue e il Comitato italiano scienze motorie hanno sottoscritto a Roma un importante protocollo di intesa Un impegno comune per mantenere alta l’attenzione sul ruolo che donazione e attività fisica ricoprono nella salvaguardia e nel miglioramento della salute dei cittadini. È ciò che è stato sancito a Roma, nella giornata di sabato 26 novembre, tra AVIS Nazionale e CISM (il Comitato italiano di scienze motorie) con la firma di un importante protocollo d’intesa. L’accordo, siglato dai rispettivi presidenti, Gianpietro Briola e Daniele Iacò, avrà la durata di tre anni e impegna le due realtà ad agire in collaborazione per promuovere i corretti stili di vita e, in particolare, l’esercizio fisico personalizzato e supervisionato, come principale strumento di prevenzione e terapia per la tutela della salute del cittadino. Come ha spiegato il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, a margine della firma, «abbiamo deciso di sottoscrivere questo accordo perché siamo convinti che le nostre attività siano molto simili. Attraverso la cultura della donazione, da oltre novant’anni la nostra Associazione incentiva l’adozione dei corretti stili di vita a tutela della salute sia dei donatori sia dei pazienti che ricevono le trasfusioni e i farmaci plasmaderivati. Allo stesso modo il CISM ha l’obiettivo di guidare le istituzioni alla valorizzazione e al riconoscimento professionale di quelle figure che educano la società alle scienze motorie e all’esercizio fisico. Per noi è motivo di grande soddisfazione poter collaborare e sviluppare insieme progetti comuni». «Siamo davvero entusiasti ed onorati – ha aggiunto il presidente di CISM, Daniele Iacò – di poter contribuire ad una partnership che vuole rendere la pratica dell'esercizio fisico e la donazione del sangue normalità per la salute del cittadino».

  • Quando l’attività Motoria aiuta il Rendimento Scolastico!

    Preparazione al Concorso EEEM, anno scolastico 2023/24 CLICCA QUI' PER ISCRIVERTI AL GRUPPO “Non puoi andare a giocare, devi studiare”, oppure “Ci sono materie più importanti della ginnastica, meglio non perderci troppo tempo per dedicarlo ad altro”. Quante volte avete sentito queste o frasi simili? Pare proprio che l’educazione al movimento sia considerata un elemento marginale nel nostro sistema educativo. Anzi, spesso si crede che praticare uno o più attività sportive possa essere potenzialmente dannoso per la buona riuscita nella carriera scolastica. Tuttavia, ci si è mai chiesti da dove derivi questa “fobia dell’attività fisica e sportiva”? Forse dalle aspettative di rendimento scolastico da parte di genitori e famigliari, forse al timore di non essere all’altezza delle richieste dei docenti o, forse, ancora dall’estrema importanza che la nostra cultura attribuisce a certi campi di studio. Non lo so, non sono ancora riuscito a giungere ad una conclusione. Apprendere con il Movimento: Lo dice la Scienza Tuttavia, una certezza proviene forte e chiara dalle pubblicazioni scientifiche, le quali affermano che questa paura è completamente insensata. L’attività motoria, non solo non apporta alcun pericolo sulla rendita scolastica, anzi è in grado di assisterla e migliorarla in ogni tappa del percorso formativo. Il rapporto che lega lo stato di efficienza fisica e la pratica sportiva con il rendimento educativo e scolastico è uno dei principali campi d’indagine su cui, recentemente, la scienza del settore ha concentrato le proprie attenzioni. Le indagini effettuate da Donnelly et al. (2016) in un gruppo di bambini, hanno mostrato relazioni tra attività fisica, funzioni cognitive e rendimento scolastico suggerendo correlazioni tra sistema nervoso e apparato locomotore. Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato che i soggetti in età prepuberale e adolescenziale fisicamente attivi mostrano livelli cognitivi superiori rispetto ai coetanei sedentari (Ballester et al. 2018; Pontifex et al. 2012). Chi Fa Sport ha i voti migliori! In una recente review Stucko (2018) ha evidenziato come la partecipazione ad attività sportive scolastiche (in particolar modo di squadra) apporti numerosi benefeci in termini di rendimento accademico, in particolar modo sugli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. La pratica sportiva contribuisce a sviluppare il carattere attraverso l’insegnamento di valori come la disciplina e la dedizione e la gestione ottimale del tempo a disposizione. Tutti “strumenti” che possono tornare utili anche e soprattutto nella routine quotidiana e nella carriera scolastica. Proseguendo su questo aspetto, la ricerca svolta da Dyer et al. (2017) conferma quanto detto in precedenza sottolineando come la partecipazione sportiva sia positivamente correlata al rendimento scolastico, ma aggiungendo che questa può essere influenzata dal sesso e dalle condizioni socioeconomiche dei soggetti presi in esame. Differenze di genere e condizione sociale: quante barriere da abbattere Tendenzialmente l’attività sportiva impatta maggiormente sul sesso maschile che su quello femminile (ma non tutti gli studi concordano su questo tema) e soggetti provenienti da aree povere potrebbero avere maggiore difficoltà ad eccedere all’attività sportiva. Perciò, è importante che sia il sistema scolastico stesso ad incentivare tutti i giovani in formazione a partecipare ad attività fisico-motorie, cercando di limitare le barriere socio-economiche che potrebbero allontanare i ragazzi dallo svolgimento di regolare attività fisica. I risultati ottenuti da Kari et al. (2017), forniscono una prova di come l’attività fisica svolta in età giovanile e adolescenziale sia positivamente associata al rendimento scolastico, non solo durante il periodo di istruzione obbligatoria, ma anche durante il successivo percorso educativo in età adulta. Infatti, la partecipazione sportiva, migliora anche la performance accademica degli studenti universitari in termini di media voti finale. Chi Fa Sport vive meglio…anche a Scuola! Il rendimento accademico medio degli studenti che praticano sport è dell’8.32% più alto rispetto a quello degli studenti che non praticano un’attività sportiva. Inoltre contribuisce a una migliore integrazione degli studenti all’interno della vita universitaria e previene i fallimenti personali e accademici (Muñoz-Bullón et al. 2017). Gli studenti che partecipano ad attività sportive scolastiche percepiscono la propria scuola come un ambiente sicuro, hanno un maggiore successo accademico e sentono un maggiore supporto da parte degli adulti della comunità scolastica oltre che da parte della famiglia rispetto ai pari che invece non praticano sport (Van Boekel et al. 2016a). Tutti questi fattori derivanti dalla pratica sportiva all’interno della scuola contribuiscono a un aumento del rendimento scolastico e a un miglioramento dei rapporti sociali (Van Boekel et al. 2016). Mens Sana in Corpore Sano: la chiave del Successo! Secondo Hwang et al. (2016) l’impegno sportivo dei giovani è associato alla formazione di un’identità atletica e di una accademica. Tuttavia, solo l’identità accademica possiede una correlazione significativa con le aspettative educative ed eventualmente con il raggiungimento di un titolo di studio. Comunque, la partecipazione sportiva e la formazione di un’identità atletica non influiscono negativamente sui voti scolastici, piuttosto contribuiscono alla formazione dell’identità accademica che a sua volta ha un impatto positivo sul rendimento scolastico. Analizzando le componenti dell’efficienza fisica che influiscono maggiormente sul rendimento scolastico degli studenti Syväoja et al. (2019) hanno mostrato come un cambiamento nella capacità aerobica e nella forza muscolare sia positivamente associato a un cambiamento nel rendimento scolastico. Inoltre, è stato riscontrato che la capacità aerobica e la forza muscolare non sono direttamente correlate al rendimento scolastico, ma possono avere un effetto positivo su quest’ultimo tramite le abilità motorie di base (motor skills and performance abilities). Le Motor Skills and Performance bilities: Potenti Alleati! Infatti, il livello di sviluppo di queste motor skills and performance abilities funge da vero e proprio “ago della bilancia”. Più vengono sviluppate, più forte risulterà essere l’associazione con il rendimento scolastico. Generalmente, gli studenti con migliori abilità motorie tendono a possedere anche un rendimento scolastico più elevato, anche se, questa relazione, varia a seconda della materia di studio che viene presa in esame. Inoltre, anche la componente cardiovascolare presenta una forte relazione positiva con il rendimento scolastico (D.P., Van Dusen et al. 2011). Anche in questo caso la relazione tra le componenti del fitness e il rendimento scolastico varia in base alla materia considerata. A tal proposito, Mikkel P. Andersen et al. (2016) hanno riscontrato che un miglioramento pari a 1mL·kg−1·min−1 nel VO2max, implica un miglioramento nel rendimento scolastico (media dei voti) pari al valore voto/VO2max e questo vale per entrambi i sessi (Bass et al. 2013). Quale Sport praticare? Infine, Fox et al. (2010) hanno invece approfondito quale tipologia di attività sportiva sia maggiormente correlata al rendimento scolastico. Per le ragazze che frequentano le scuole secondarie di secondo grado sia l’attività fisica individuale sia la partecipazione sportiva di squadra risultano associate a una media voti maggiore. Nel caso dei ragazzi, invece, solo la partecipazione sportiva di squadra risulta positivamente associata a un miglior rendimento scolastico. Questo si spiega perché la partecipazione sportiva in un gruppo, oltre ai ben noti benefici per la salute, favorisce l’identificazione dello studente nella scuola e nei valori scolastici, contribuendo a migliorare il rendimento. Quindi, fare sport e/o attività fisica non solo non danneggia il rendimento scolastico, anzi, lo migliora, lo dice la scienza! Perciò, attenzione ai falsi miti e incentivate i vostri bambini e ragazzi a svolgere attività fisica! Farà bene alla loro salute e alla loro carriera scolastica! Articolo a cura del Dr. Federico Abate Daga Responsabile dell’area di sviluppo fisico-motorio della scuola calcio del Torino FC. Nel 2017 ha conseguito la qualifica di Preparatore Atletico FICG presso il centro tecnico federale di Coverciano e dal 2018 è docente presso la scuola di Alta Formazione della FIGC. Bibliografia 1. Donnelly et al. Physical activity, fitness, cognitive function, and academic achievement in children: a systematic review. Medicine & Science in Sports & Exercise. 2016 2. Ballester et al. Sport participation and vigilance in children: influence of different sport expertise. Journal of Sport and Health Science. 2018 3. Pontifex et al. Fit and vigilant: the relationship between poorer aerobic fitness and failures in sustained attention during preadolescence. Neuropsychology. 2012 4. Stucko, Meg. 2018. Sport Participation and Academic Achievement in High School Athletes. Kinesiology, Sport Studies, and Physical Education Synthesis Projects 58. 5. Dyer, Angela M. et al. 2017. Sport Participation and Academic Achievement: A Longitudinal Study. American Journal of Health Behavior 41(2): 179–85 6. Kari, Jaana T. et al. 2017. Longitudinal Associations between Physical Activity and Educational Outcomes. Medicine and Science in Sports and Exercise 49(11): 2158–66. 7. Muñoz-Bullón, Fernando, Maria J. Sanchez-Bueno, and Antonio Vos-Saz. The Influence of Sports Participation on Academic Performance among Students in Higher Education. Sport Management Review 20(4): 365–78.. 8. Van Boekel, Martin et al. 2016a. Effects of Participation in School Sports on Academic and Social Functioning. Journal of Applied Developmental Psychology 46: 31–40. http://dx.doi.org/10.1016/j.appdev.2016.05.002. Van Boekel, Martin et al.2016b. “Effects of Participation in School Sports on Academic and Social Outcome Variables.” Journal of Applied Developmental Psychology 46: 31–40. 9. Hwang, Seunghyun, Deborah L. Feltz, Laura A. Kietzmann, and Matthew A. Diemer. 2016. Sport Involvement and Educational Outcomes of High School Students: A Longitudinal Study. Youth and Society 48(6): 763–85. https://doi.org/10.1177/0044118X13513479. 10. Syväoja, Heidi J. et al. 2019. The Longitudinal Associations of Fitness and Motor Skills with Academic Achievement. Medicine and Science in Sports and Exercise 51(10): 2050–57 11. P., Van Dusen et al. 2011. Associations of Physical Fitness and Academic Performance Among Schoolchildren. Journal of School Health 81(12): 733–40. 12. MIKKEL P. ANDERSEN, MScPHa RIKKE N. MORTENSEN, MScb HENRIK VARDINGHUS-NIELSEN, MA, PhDc JESPER FRANCH, PhDd CHRISTIAN TORP-PEDERSEN, MDe HENRIK BØGGILD, MD, PhDf. 2016. Association Between Physical Fitness And Academic Achievement in a Cohort of Danish School Pupils. Journal of School Health 86(9): 686–95 13. Bass, Ronald W., Dale D. Brown, Kelly R. Laurson, and Margaret M. Coleman. 2013. Physical Fitness and Academic Performance in Middle School Students. Acta Paediatrica, International Journal of Paediatrics 102(8): 832–37. 14. Fox, Claudia K., Daheia Barr-Anderson, Dianne Neumark-Sztainer, and Melanie Wall. 2010a. Physical Activity and Sports Team Participation: Associations with Academic Outcomes in Middle School and High School Students. Journal of School Health 80(1): 31–37. Fox, Claudia K., Daheia Barr-Anderson, Dianne Neumark-Sztainer, and Melanie Wall 2010b. “Physical Activity and Sports Team Participation: Associations with Academic Outcomes in Middle School and High School Students.” Journal of School Health 80(1): 31–3

  • Ordine Nazionale dei Chinesiologi - Inizia a registrarti

    Procedono senza sosta i lavori per l'istituzione dell'Ordine Nazionale dei Chinesiologi Al fine di facilitare la procedura costitutiva dell'Ordine, tutti i laureati in Scienze Motorie sono chiamati alla compilazione del SEGUENTE MODULO fornendo così una descrizione aggiornata del proprio profilo formativo e professionale. Hai un'attività Professionale? REGISTRALA QUI' Per consultare la documentazione relativa al Progetto ONC, il Regolamento Disciplinare e la Suddivisione in Albi CLICCA QUI' E' importante sapere che In Italia l’istituzione degli ordini professionali risale ai primi anni del novecento. Con il termine ordine professionale si intende una istituzione di autogoverno di una professione riconosciuta dalla legge, avente il fine di garantire la qualità delle attività svolte dai professionisti. Lo Stato affida ad essa il compito di tenere aggiornati gli albi e il codice deontologico, tutelando la professionalità della categoria. I soggetti che ne fanno parte devono essere iscritti in un apposito albo, detto albo professionale. In Italia sono enti pubblici autonomi, che per legge soggiacciono alla vigilanza del Ministero della Giustizia. Il loro compito principale è la tutela dei cittadini in relazione a prestazioni professionali che, essendo di tipo intellettuale, non sono sempre valutabili secondo standard normativi rigorosi. Hanno il compito di garantire la qualità delle prestazioni erogate e la congruità degli onorari applicati. Gli iscritti devono sottoscrivere un codice deontologico e trovano nell’ordine un riferimento sulle possibilità di formazione e aggiornamento. Al fine di ottenere l’abilitazione professionale e potersi iscrivere agli ordini, i laureati devono superare l’Esame di Stato che, per alcune categorie, può essere affrontato esclusivamente dopo avere svolto un tirocinio professionale. Gli ordini professionali hanno una struttura ben definita con legge, con un consiglio direttivo, un presidente, un segretario, un tesoriere (eletti tra gli iscritti) e appositi uffici, e hanno una propria cassa di previdenza. Un ordine (o collegio) è costituito dai professionisti che ad esso appartengono perché iscritti in un albo previsto dalla legge. L’esercizio di attività professionale il quale esercizio è sottoposto all’iscrizione configura il reato previsto dall’articolo 348 del codice penale, l’esercizio abusivo di una professione.

  • Abodi: “Estenderemo per tutti e 5 gli anni della primaria il docente di educazione motoria

    “Lavoro sportivo e vincolo sportivo sono due elementi sui quali mi riservo ancora qualche ora di riflessione. Non arretreremo sui diritti. Nella scuola primaria nascono le consapevolezze. La cultura del movimento sportivo può trovare lì un primo approdo”. Così il ministro dello Sport, Andrea Abodi, durante il discorso sulle linee programmatiche del suo dicastero (clicca al seguente link per accesso al video integrale). Una presentazione che analizza con estrema puntualità tutte le criticità del sistema Motorio e Sportivo, ricercando la giusta collaborazione con tutti i dicasteri competenti per dare concreta risposta alle necessità della comunità Nazionale, dalla messa a regime dell'educazione motoria alla scuola primaria, la riqualifica delle infrastrutture scolastiche, del ruolo del docente di Educazione Motoria come presidio di prevenzione per le patologie croniche, e riferimento per un sicuro accesso all'attività sportiva, fino alla riqualifica dei giochi della gioventù. E ancora: “Le nostre percentuali di impianti sportivi nelle scuole sono ancora lontane da quelle europee. Partiremo dalle zone più disagiate e periferiche. Tra gli impegni che assumo uno è quello di ripristinare con immediatezza i Giochi della Gioventù, dal 2023/24 si possa riprendere questo glorioso, affascinante e stimolante appuntamento di socialità. Un impegno che mi prendo insieme al ministro Valditara, di fare un lungo viaggio lungo l’anno scolastico per coinvolgere elementi culturali, turistici, di cultura dell’alimentazione che può mettersi in relazione con lo sport”. Poi annuncia: “La sottosegretaria Vezzali mi ha lasciato un testimone importante nell’accordo raggiunto con l’ex ministro Bianchi sugli insegnanti di motoria nella scuola primaria. Parliamo del quinto anno per ora, ma noi cercheremo di estenderlo a tutti e 5 gli anni della primaria con la stessa figura”. Ma non solo, la Scuola è un importante strumento di prevenzione, e sarà cura del Ministero dello Sport agire in sinergia con il Ministro della Salute, Orazio Schillaci per l'attivazione di uno screening che possa valutare la presenza di fattori di rischio per la prevenzione di eventuali patologie, nonché favorire accesso sicuro al mondo dello sport. La legge n. 234/2021 prevede che l’insegnamento di educazione motoria sia introdotto per la classe quinta a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023 e per la classe quarta a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024. Le ore di educazione motoria sono affidate a docenti specialisti forniti di idoneo titolo di studio, sono aggiuntive rispetto all’orario ordinamentale di 24, 27 e fino a 30 ore previsto dal decreto del Presidente della Repubblica n. 89/2009. Rientrano invece nelle 40 ore settimanali per gli alunni delle classi quinte con orario a tempo pieno. In queste ultime, per le classi quinte a tempo pieno, le ore di educazione motoria possono essere assicurate in compresenza.

  • Aggiornamenti Educazione Motoria domani Meeting Nazionale EEEM

    Cari colleghi, con la presente è un piacere invitare tutti voi al 𝙄° 𝙈𝙚𝙚𝙩𝙞𝙣𝙜 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙤𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙤𝙘𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙀𝙙𝙪𝙘𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙈𝙤𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙀𝙀𝙀𝙈 per importanti aggiornamenti sui lavori in corso: Criticità dell'attuale percorso d'insegnamento alla Scuola Primaria; Preparazione al Concorso EEEM per l'a.s. 2023/2024 - 1600 posti; Progettazione e valutazione; Aggiornamenti, varie ed eventuali. Ci troviamo domani, Giovedì 24 Novembre p.v. ore 21.00 𝙇𝙖 𝙘𝙤𝙣𝙛𝙚𝙧𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙨𝙖𝙧𝙖̀ 𝙩𝙧𝙖𝙨𝙢𝙚𝙨𝙨𝙖 𝙞𝙣 𝙙𝙞𝙧𝙚𝙩𝙩𝙖 𝙁𝙖𝙘𝙚𝙗𝙤𝙤𝙠 𝘿𝙞𝙩𝙚𝙡𝙤 𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙡'𝙖𝙘𝙘𝙚𝙨𝙨𝙤 𝙚̀ 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙤 Per prendere parte attiva ai lavori, richiedete le credenziali di accesso al meeting inoltrando una mail a scienzemotorieitalia@gmail.com 𝘼 𝙙𝙤𝙢𝙖𝙣𝙞

  • Concorso EEEM Scuola Primaria _ Dal prossimo anno si insegnerà anche nelle classi Quarte

    Prova orale concorso educazione motoria nella scuola primaria: in cosa consiste, predisposizione e sorteggio tracce, valutazione. Accedi al gruppo di preparazione per il concorso (clicca quì) al suo interno troverai Una bibliografia di testi (in preparazione al concorso) segnalati da colleghi di riconosciuta autorità; Notizie per la partenza di un corso specifico di preparazione con sessioni Teoriche e Pratiche, organizzato ad hoc per il concorso imminente; Aggiornamenti sulla data di pubblicazione del bando; Opportunità di formazione ed aggiornamento. Insegnamento Ed. motoria alla primaria L’introduzione dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria è previsto dalla legge n. 234/2021, in base alla quale: l’insegnamento dell’Ed. motoria nella scuola primaria è introdotto dall’a.s. 2022/23: nel 2022/23 sarà introdotto per le classi quinte; nel 2023/24 sarà introdotto anche per le classi quarte; si accede ai ruoli del succitato insegnamento tramite concorso abilitante; l’introduzione dell’insegnamento è subordinata alla pubblicazione di un decreto ministeriale tramite il quale: è rimodulato il fabbisogno di personale derivante dall’applicazione della normativa vigente, con indicazione di quello (personale) da destinare all’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria; sono definiti il numero delle classi quarte e quinte della scuola primaria presso le quali è attivato l’insegnamento di educazione motoria e il relativo numero dei posti di insegnamento; i posti per l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, individuati dal decreto suddetto, in fase di prima applicazione, sono coperti con concorso per titoli ed esami abilitante, da bandire negli anni 2022 e 2023; nel caso in cui le graduatorie del concorso non siano approvate in tempo utile per l’assunzione in ruolo dei docenti, i posti possono essere coperti con contratti a tempo determinato, da stipulare con i docenti inclusi nelle GPS classi di concorso A-48 “Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado” e A-49 “Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I grado”. L’attivazione dei posti è sempre subordinata all’adozione del decreto di cui sopra; il contenuto del bando, i termini e le modalità di presentazione delle domande, i titoli valutabili, le modalità di svolgimento delle prove, i criteri di valutazione dei titoli e delle prove, nonché la composizione delle commissioni di valutazione e l’idonea misura del contributo a carico dei partecipanti sono disciplinati con decreto del Ministro dell’istruzione. Il decreto, di cui all’ultimo punto sopra riportato, ha già ottenuto il parere del CSPI, se ne attende adesso la pubblicazione ufficiale. Articolazione del concorso Il concorso si articola in: prova scritta; prova orale; valutazione titoli; formazione graduatoria di merito sulla base dei punteggi ottenuti nella prova scritta, nella prova orale e nella valutazione dei titoli. Nella graduatoria sono inseriti i soli vincitori, ossia i docenti che rientrano nel novero dei posti banditi in ciascuna regione. Per accedere ai posti di ruolo di educazione motoria alla scuola primaria, gli aspiranti dovranno partecipare al previsto concorso abilitante. In prima applicazione, la legge n. 234/2021 prevede che la copertura dei posti avvenga con concorso per titoli ed esami abilitante, da bandire negli anni 2022 e 2023. Chi può partecipare al concorso educazione motoria alla primaria È necessario essere in possesso di uno dei seguenti titoli laurea magistrale LM-67 Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative» laurea magistrale classe LM-68 «Scienze e tecniche dello sport laurea magistrale nella classe di concorso LM-47 Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie titoli di studio equiparati alle predette lauree magistrali ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 9 luglio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 ottobre 2009, n. 233: laurea 53/S Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie; 75/S Scienze e tecnica dello sport; 76/S Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative Necessari i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche di cui al DM 616/2017. Concorso educazione motoria primaria: le prove Ci sarà una prova scritta computer base composta da cinquanta quesiti quaranta quesiti a risposta multipla distinti per ciascuna classe di concorso, volti all’accertamento delle competenze e delle conoscenze del candidato cinque quesiti a risposta multipla sulla conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue e cinque quesiti a risposta multipla sulle competenze digitali inerenti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento. La durata della prova è pari a 100 minuti. Non si dà luogo alla previa pubblicazione dei quesiti. La commissione assegna alla prova scritta un punteggio massimo di 100 punti. La prova è superata dai candidati che conseguono il punteggio complessivo di almeno 70 punti Prova orale Chi vi accede I candidati, che ottengono nella prova scritta un punteggio pari ad almeno 70/100, accedono alla prova orale. Durata La prova ha una durata massima di 30 minuti, fatti salvi i tempi aggiuntivi e gli ausili per i candidati che usufruiscono dei benefici di cui all’articolo 20 della legge n. 104/92. Cosa valuta e su cosa verte La prova verte sul programma disciplinare, di cui all’allegato A al DM, ed è finalizzata a valutare: la preparazione del candidato secondo quanto previsto dal predetto allegato; la padronanza della disciplina; la capacità di progettazione didattica efficace, anche con riferimento all’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi previsti dagli ordinamenti didattici vigenti. In cosa consiste La prova consiste nella progettazione di una attività didattica, comprensiva dell’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche e metodologiche effettuate e di esempi di uso pratico delle tecnologie digitali. Nel corso della prova, inoltre, la commissione interloquisce con il candidato al fine di valutarne la capacità di comprensione e conversazione in lingua inglese almeno al livello B2 del QCER. Valutazione e superamento prova La prova è valutata con un punteggio massimo di 100 punti. Superano la prova i candidati che conseguono un punteggio minimo di almeno 70/100. La valutazione è effettuata dalla commissione sulla base dei quadri di riferimento per la valutazione della prova orale predisposti dalla Commissione nazionale nominata dal Ministero dell’Istruzione. Predisposizione tracce e sorteggio Le tracce sono predisposte da ciascuna commissione, secondo i programmi di cui al succitato allegato A, in numero pari a tre volte quello dei candidati ammessi alla prova. Ciascun candidato estrae la traccia, su cui svolgere la prova, 24 ore prima dell’orario programmato per la propria prova. Le tracce estratte sono escluse dai successivi sorteggi. Quadri di riferimento prova orale I quadri di riferimento per la valutazione della prova orale sono predisposti, come detto sopra, dalla Commissione nazionale e sono pubblicati sul sito del Ministero almeno dieci giorni prima dello svolgimento della prova medesima. Programma Il programma disciplinare su cui vertono le tracce della prova, indicato nell’allegato A al DM, è articolato in: a. parte generale (comprendente anche la normativa scolastica); b. programma disciplinare. La valutazione dei titoli La valutazione complessiva dei titoli, identificati dall’Allegato B, non può eccedere i cinquanta punti. NB: trattandosi di una bozza, potrebbero esserci delle variazioni che segnaleremo prontamente. Quando sarà bandito il concorso Recentemente, il capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Stefano Versari, ha parlato del concorso di educazione motoria: “Tra le critiche ricorrenti c’è quella riferita al fatto che non è ancora stato bandito. Siccome nella primaria non esistono spezzoni di cattedre esterne all’istituzione scolastica, il numero di posti interi per l’educazione motoria alla primaria per il 2022-23 è di 13. Chiaro che non si fa un concorso per questo numero esiguo. Il resto dei posti è il risultato della somma a 22 ore di tutti gli spezzoni orari che si vengono a determinare nelle classi (le quinte). Lo scenario cambierà perché entreranno le quarte classi. Abbiamo una stima di oltre 1600 posti interi. Allora si potrà fare il concorso”. Articolo a cura di Orizzonte Scuola

  • Job Opportunity _ Regione Emilia-Romagna

    Segnaliamo un'ottima esperienza professionale La Regione Emilia-Romagna, in attuazione della determinazione del Direttore U.O. Gestione Giuridica Risorse Umane n. 3275 del 07/11/2022 su delega del Direttore Generale dell’Azienda Usl della Romagna di cui a deliberazione n. 342 del 20/09/2018 e s.m.i., questa Azienda Sanitaria Locale procederà alla predisposizione di una graduatoria da utilizzarsi per assunzioni a tempo determinato in qualità di COLLABORATORE TECNICO PROFESSIONALE SETTORE TECNICO TECNICO ATTIVITA’ MOTORIE Area dei professionisti della salute e dei funzionari - Ruolo: Tecnico La graduatoria verrà predisposta per titoli e colloquio in considerazione della necessità di verificare nei candidati il possesso di specifiche esperienze, conoscenze e competenze; il profilo soggettivo richiesto deve coniugare le conoscenze scientifiche acquisite durante il percorso accademico nell’area della prevenzione della sedentarietà. In particolare deve: − collaborare con l’intero contesto aziendale e sociale sviluppando programmi e relativi interventi di prevenzione primaria sulla popolazione di riferimento promuovendo uno stile di vita attivo in soggetti abitualmente sedentari, favorendo nel medio – lungo periodo la modificazione stabile dello stile di vita, con raggiungimento del livello minimo di attività fisica raccomandata; − collaborare con l’intero contesto aziendale e sociale sviluppando programmi e relativi interventi di prevenzione secondaria su specifici target di popolazione, al fine di migliorare la gestione clinica e la prevenzione delle complicanze in pazienti con patologie croniche “esercizio sensibili”, favorendo nel breve – medio periodo il miglioramento della capacità funzionale. Le macro funzioni richieste si sviluppano esclusivamente nell’ambito della pianificazione e programmazione degli interventi di prevenzione primaria e secondaria e, pertanto, sono da ricercare, in prima istanza conoscenze e competenze in materia di analisi dei dati epidemiologici e degli principali determinati della salute che insistono sulla popolazione, rapportandoli al contesto locale sanitario, sociale ed economico. Oltre alle basi metodologiche sopra descritte, il profilo soggettivo deve possedere basi metodologiche di testing e conselling di secondo livello, oltre che alla conoscenza e competenze in materia di approccio metodologico multidisciplinare e multisettoriale. REQUISITI SPECIFICI DI AMMISSIONE Laurea magistrale in: − Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie classe LM-47 (DM 270/04) − Scienze e tecniche dello sport classe LM-68 (DM 270/04) − Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative classe LM-67 (DM 270/04) oppure Laurea Specialistica in: − Organizzazione e gestione dei servizi per lo sport e le attività motorie classe 53/S (DM 509/99) − Scienze e tecnica dello sport classe 75/S (DM 509/99) − Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative classe 76/S (DM 509/99) oppure − Laurea del vecchio ordinamento in Scienze motorie (D. Lgs. 178/98) ed equipollenti oppure − Laurea triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive classe L-22 (DM 270/04) e classe 33 (DM 509/99) Se conseguito all’estero, il titolo di studio deve essere riconosciuto equiparato all’analogo titolo di studio acquisito in Italia, secondo la normativa vigente. Tutti i suddetti requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda di ammissione. Clicca quì per accesso al bando

  • Chiarimenti in materia di Chinesiologo e Personal Training

    Con il DL 5 Ottobre 2022, n°163 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, in attuazione dell'articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo. (22G00174) (GU Serie Generale n.256 del 02-11-2022) Il Chinesiologo è professionista riconosciuto da una legge dello stato ! In questi giorni, naturalmente questa notizia ha fatto parecchio rumore, e non hanno tardato ad arrivare le prime diffide legali da parte di alcuni enti più o meno noti, che ringraziamo per l'opportunità di chiarire ancora meglio il significato della norma. All'art. 41, comma 2, lettere a e b, si identificano competenze del Chinesiologo ..la conduzione, gestione e valutazione di attività motorie individuali e di gruppo a carattere compensativo, educativo, ludico-ricreativo e sportive finalizzate al mantenimento ed al recupero delle migliori condizioni di benessere fisico nelle varie fasce di età attraverso la promozione di stili di vita attivi; la conduzione, gestione e valutazione di attività per il miglioramento della qualità della vita mediante l'esercizio fisico, nonché di personal training e di preparazione atletica non agonistica. Come noto, essendo Personal Trainer, un semplice binomio privo di definizione normativa, il Personal Training (allenamento personalizzato) è stato naturalmente inserito all'interno del mansionario del Chinesiologo. Come stabilito dalla Relazione Illustrativa, a pagina 13 vengono chiarite le rispettive aree di competenza: i chinesiologi devono occuparsi del movimento del corpo di chi svolge attività motoria; gli istruttori di specifica disciplina dello svolgimento delle attività sportive per come definite dall’art. 2 del decreto legislativo n. 36. Ciò premesso, le certificazioni rilasciate dagli Enti di Promozione sportiva, consentono ai Tecnici di Specifica Disciplina di espletare le attività definite all'art. 2 del Regolamento EPS, comma 1, lettera a e b, di carattere promozionale, amatoriale e dilettantistico, seppure con modalità competitive. Pertanto, sebbene ognuno sarà libero di adoperare la terminologia "Personal Trainer" nell'ambito di un corso di formazione, sarà cura dell'agenzia delle entrate verificare che il Tecnico di Specifica disciplina abbia esclusiva cura di atleti amatori, che possano dimostrare documentata, costante partecipazione a competizioni sportive, come previsto dal vigente regolamento. In alcun modo il Tecnico di Specifica Disciplina "Personal Trainer" certificato dagli Enti di Promozione Sportiva potrà occuparsi di movimento del corpo di chi svolge attività motoria, ruolo di esclusiva competenza del Chinesiologo. Prossimi Step Ordine Nazionale dei Chinesiologi; Riconoscimento del Chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate (LM-67) come nuova professione sanitaria; Riforma dei percorsi formativi Universitari; Riconoscimento al Chinesiologo dell’IVA agevolata al 10% (come i farmaci tradizionali) e di agevolazioni fiscali, tributarie e previdenziali coerenti con i benefici creati per la comunità e per il Sistema Sanitario Nazionale; Stabilizzazione del docente di Educazione Motoria all'interno dell'intero ciclo della scuola primaria Seguiteci per i prossimi step

  • Finanziamenti pubblici: chi lucra sullo sport sociale e gli sponsor in Parlamento

    Nel 2022 lo sport italiano ha ricevuto 288 milioni di euro di finanziamento pubblico: lo Stato mette i soldi, il Coni decide a chi darli, Sport e Salute (società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze) come suddividerli. Alle 45 federazioni sportive vanno 264 milioni, alle 18 federazioni associate 4 milioni, e ai 15 Enti di promozione sportiva (Eps) riconosciuti dal Coni spettano 16 milioni. Solo il Coni può assegnare la qualifica di Eps che permette alle centinaia di migliaia di società affiliate vantaggi fiscali enormi. I soci sono complessivamente 9 milioni. Gli Enti di promozione sportiva e i partiti politici di riferimento Gli Eps nascono nel dopoguerra come strumento di propaganda e azione sociale di partiti politici e movimenti confessionali. La Libertas alla Dc, l’Arci-Uisp (ora solo Uisp) al Pci, l’Endas ai repubblicani, la Fiamma ai missini, il Csi alla Curia e così via. La loro natura è definita per regolamento, con una regola sacra: l’assenza di fini di lucro per loro e tutte le società associate. I ricavi, se ci sono, non possono essere distribuiti ai soci né in modo diretto e né in modo indiretto e neanche in futuro. Le indagini della Guardia di Finanza Nella realtà le cose vanno in un altro modo: Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate e Ispettorato del Lavoro già nel 2010 (Operazione Ercole) avevano trovato irregolarità in 95 circoli sportivi su 100. Nel 2022 hanno aperto centinaia di verbali. Il 20 gennaio la Gdf della Toscana ha accertato evasioni per oltre un milione di euro in una struttura di Grosseto i cui soci-atleti erano in realtà clienti iscritti a corsi fitness, inconsapevoli di far parte di una società sportiva. Trecentomila euro evasi e 5 lavoratori in nero a Sassuolo, dove «le finalità non lucrative espresse nello statuto erano finalizzate esclusivamente al profitto». In una grande palestra di Pomezia, vicino Roma, sono stati trovati completamente in nero istruttori, addetti alle pulizie, impiegati di segreteria ed esperti di marketing. Verbali analoghi a Trento, Cuneo (con canoni di affitto sovrastimati per lucrare sui crediti d’imposta), Cesena, Parma e altre località. Tutti gli «imbrogli» delle palestre Quasi metà delle società affiliate ad alcuni Eps sono palestre. Due centri sportivi di fama nel quartiere Eur di Roma hanno sale pesi, piscine e campi da tennis a disposizione dei clienti, adulti e benestanti. Un abbonamento annuale costa dagli 800 ai 1.300 euro, a seconda dei servizi offerti. In più si paga una cifra annuale (50/70 euro) di iscrizione. Nessun scontrino o ricevuta, ma una semplice notula priva di valore fiscale perché le due palestre si sono associate al Centro Sportivo Italiano (Csi) con la qualifica di «società sportive dilettantistiche» senza fini di lucro. La più grande – a scorrere il registro del Coni – conta 3.800 «atleti». Nel momento in cui ti iscrivi alla palestra, anche se nessuno te lo dice, diventi un atleta del Csi che infatti dichiara 1,3 milioni di soci. I vantaggi: la palestra non paga tasse e Iva sulla quota incassata, può assumere allenatori senza versare contributi pensionistici o assicurativi entro i 10 mila euro, ha sconti sulle forniture di metano e sulle tasse sui rifiuti e può defiscalizzare anche i ricavi del bar sociale. Il lucro c’è ma non si vede. Il presidente della società sportiva non può incamerare gli incassi della palestra ma può, ad esempio, girarseli sotto forma di affitto in quanto proprietario dell’impianto. E gli affitti sono molto alti. Secondo Silvio Martinello, oro olimpico ad Atlanta nel ciclismo e gestore di una delle palestre più grandi del Veneto, «l’operatore può sfruttare i benefici del lavoro sportivo con i dipendenti, ma deve sempre battere lo scontrino per le prestazioni di fitness che sono un lucro e vanno tassate. I vantaggi sono riservati a chi davvero fa attività sportiva dilettantistica, individuale e di squadra». Come vengono schivati controlli e sanzioni Enti come Asi, Opes, Csen hanno efficientissime strutture parallele con fiscalisti e consulenti del lavoro che spiegano come schivare controlli e sanzioni: bisogna evitare in ogni modo che «l’attività sia volta solo al mantenimento della forma fisica individuale e al miglioramento estetico», recita il vademecum Asi, e non alla «partecipazione a manifestazioni o gare o preparazione sportiva». Rischiano grosso le strutture con «ampia gamma di attività assimilabili alle aziende commerciali e non di promozione dei valori sportivi». Cioè buona parte delle palestre italiane. Per evitare contestazioni e multe, Asi propone di «creare eventi sportivi dilettantistici documentabili» tra i clienti «pubblicando classifiche per categorie di età e diffondendole sul web». Insomma, simulare un’attività amatoriale fornendo anche «attestati con documentazione degli esiti sportivi». Vittorio Bosio, presidente Csi (1 milione di soci), dice: «Al Csi puntiamo allo sport sociale per i giovani, sappiamo che ci sono palestre che si affiliano a noi per risparmiare sulle tasse, ma sono poche e le scoraggiamo». Dimentica che il Csi ha firmato un accordo con Anif, l’associazione che raduna 800 grandi palestre e centri fitness italiani, cui vende pacchetti di 2.000 tessere a 3.400 euro. Giampaolo Duregon, presidente Anif, ammette: «È vero che non paghiamo tasse e Iva ma ce lo meritiamo perché svolgiamo attività sociale che migliora la salute dei cittadini». A dire il vero l’attività è sociale quando non è a fini di lucro. Calcio canino e lancio del formaggio Gli Eps sono anche una formidabile macchina per sdoganare attività non codificate. L’insegnamento della ginnastica posturale, ad esempio, andrebbe affidato a fisioterapisti o laureati in scienze motorie. La scorciatoia è un corso online di 13 ore proposto dallo Csen che per 300 euro offre diploma, patentino e riconoscimento Coni per esercitare l’attività. I requisiti per frequentarlo? «Aver praticato la disciplina specifica/analoga per almeno una stagione sportiva oppure avere buone competenze nell’anatomo-fisiologia di ossa, muscoli ed articolazioni». E i tecnici abilitati, spiegano allo Csen, «quando operano in una società dilettantistica, possono usufruire del regime fiscale agevolato di cui alla legge 342\2000». Enti come Csen o Asi riconoscono come attività sportiva il calcio canino, il braccio di ferro, le danze primitive e il tiro con la fionda. Il Coni ha redatto un elenco di quasi 300 discipline legittimate a definirsi sportive e l’immaginazione non ha limiti: ci sono il lancio del formaggio, il volo in dirigibile e le gare con le barchette telecomandate. C’è un altro aspetto monitorato dalla Guardia di Finanza, quello del lavoro. Il 90% di personal trainer o allenatori di palestra usufruisce di uno sgravio fiscale totale fino a 10 mila euro di reddito grazie a una norma nata per incoraggiare gli insegnanti di educazione fisica a dedicare alcune ore pomeridiane all’allenamento dei ragazzi. Succede, invece, che molte palestre fanno sottoscrivere contratti defiscalizzati e senza versamento di contributi pensionistici anche agli amministrativi, che invece vanno inquadrati nei contratti di settore pagando le tasse per intero. Il governo Draghi, consapevole degli abusi, ha riscritto la legge, introducendo i contributi nella fascia di reddito tra i 5 e i 15 mila euro per fornire più garanzie ai lavoratori. Ma il progetto potrebbe essere rimesso in discussione dal nuovo esecutivo, pressato dagli Eps che in Parlamento hanno ottimi sponsor. Gli sponsor in Parlamento Opes, legato a Fratelli d’Italia, ha spedito in Parlamento l’ex presidente Marco Perissa. Asi è presieduta dall’ex deputato di Lega e An Claudio Barbaro, appena nominato sottosegretario all’Ambiente e Sicurezza energetica. Sul sito Asi, Barbaro scrive che «nati in continuità con la storia della Destra sportiva italiana, noi di Asi da sempre siamo un riferimento per tutto il nostro mondo». Lo sport sociale non dovrebbe guardare a destra, sinistra o centro e fare lucro truccando le carte. Va detto che ci anche sono enti che lavorano con dedizione e onestà: tra i giovani, gli anziani, i disabili, nelle carceri e nelle periferie. Ma proprio perché lo sport fa bene alla salute si potrebbe cominciare dando la possibilità di scaricare una quota dell’abbonamento alle palestre ai cittadini che vorrebbero frequentarle, ma non possono per via di costi altissimi. Così i titolari avrebbero l’obbligo di emettere una ricevuta fiscale. Articolo a cura del Corriere della Sera

  • Chinesiologi a sostegno di AVIS

    𝙀' 𝙪𝙛𝙛𝙞𝙘𝙞𝙖𝙡𝙚❗️ Il CISM siglerà un importante protocollo d'intesa con AVIS - Associazione Volontari Italiani Sangue OdV, la più grande associazione del dono del sangue in Italia, a sostegno di eventi e progetti a favore delle donazioni di sangue 🩸 𝙄𝙡 𝘾𝙝𝙞𝙣𝙚𝙨𝙞𝙤𝙡𝙤𝙜𝙤 𝙝𝙖 𝙡'𝙖𝙧𝙙𝙪𝙤 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙞𝙩𝙤 𝙙𝙞 𝙥𝙧𝙤𝙢𝙤𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙖𝙡𝙪𝙩𝙚 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙞𝙩𝙖̀ 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖, 𝙖 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙞𝙧𝙚 𝙙𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙨𝙘𝙪𝙤𝙡𝙚, 𝙞𝙣 𝙖𝙢𝙗𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙩𝙖 𝙚 𝙙𝙞 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤, solo così il cittadino potrà donare Sangue di qualità 😊 𝙌𝙪𝙖𝙣𝙩𝙞 𝘾𝙝𝙞𝙣𝙚𝙨𝙞𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙜𝙞𝙖̀ 𝙙𝙤𝙣𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞❓ Compilate il seguente modulo Sarete subito ricontattati/e per lo sviluppo di importanti iniziative in qualità di Chinesiologi educatori di riferimento per la cittadinanza a supporto della campagna per la donazione del sangue.

  • Il Futuro delle Attività Motorie è Chinesiologo

    Parlare del Chinesiologo del Futuro in Technogym, sviluppare un evento con una delle aziende leader mondiali nel settore delle soluzioni per il fitness ed il wellness, fa semplicemente venire i brividi. Dal 2016 ad oggi abbiamo cercato di lavorare sodo, tutti i giorni, h24 cercando di cambiare le cose in questo Paese. E finalmente ci siamo riusciti, con un provvedimento innovativo, che anche a livello Europeo e Mondiale ha destato interesse ed ammirazioni di moltissime nazioni. La Norma è chiara: i Chinesiologi devono occuparsi del Movimento del corpo di chi svolge Attività Motoria Da quì si parte per la realizzazione di un Futuro all'insegna dell'eccellenza, standard perseguibili solo grazie all'intervento di professionisti qualificati, Laureati in Scienze Motorie con un sistema di formazione continua a garanzia di competenza ed aggiornamento per fornire adeguata risposta alle esigenze della persona Sana e con Patologie Croniche. Così in questa occasione abbiamo avuto il piacere di presentare Dynamic Training, percorso formativo innovativo dedicato ai Chinesiologi, primo nel suo genere, che inaugureremo il prossimo 2 Dicembre sempre quì, al Technogym Village. Ce lo chiede l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel GLOBAL ACTION PLAN ON PHYSICAL ACTIVITY 2018-2030 che al punto 1.4, al fine di promuovere un reale cambiamento e futuri investimenti con maggiore consapevolezza raccomanda il rafforzamento della formazione dei professionisti all'interno ed all'esterno del settore sanitario. Siamo soltanto all'inizio, il bello deve ancora venire Grazie a tutti coloro che ogni giorno scelgono di aderire al Progetto CISM Perché grazie al vostro sostegno siamo stati in grado di fare ciò che in passato non era neppure pensabile www.scienzemotoriecism.org

  • Concorso Ed. Motoria alla primaria, prova scritta: dai quesiti alla valutazione

    Con grande emozione, è un piacere annunciarvi che Il concorso per l'insegnamento dell'educazione motoria alla scuola primaria per l'a.s. 2023/24 è alle porte, e adesso che tutto è chiaro inizieremo a prepararci insieme! Ecco tutto quello che c'è da sapere Insegnamento Ed. motoria alla primaria L’introduzione dell’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria è previsto dalla legge n. 234/2021, in base alla quale: l’insegnamento dell’Ed. motoria nella scuola primaria è introdotto dall’a.s. 2022/23: nel 2022/23 sarà introdotto per le classi quinte; nel 2023/24 sarà introdotto anche per le classi quarte; si accede ai ruoli del succitato insegnamento tramite concorso abilitante; l’introduzione dell’insegnamento è subordinata alla pubblicazione di un decreto ministeriale tramite il quale: – è rilevato il personale cessato o che abbia chiesto di cessare a qualsiasi titolo, nonché quello in servizio a tempo indeterminato, per ciascun ordine e grado di istruzione, distintamente per regione e classe di concorso, tipologia di insegnamento, classe di laurea, posti comuni, posti di sostegno e posti di potenziamento, sulla base del quale, a invarianza di dotazione organica complessiva a legislazione vigente, è rimodulato il fabbisogno di personale derivante dall’applicazione della normativa vigente, con indicazione di quello (personale) da destinare all’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, tenendo conto delle esigenze di personale connesse all’attuazione a regime del PNRR e di quanto disposto dall’articolo 64 del DL 25 giugno n. 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/2008; – sono definiti il numero delle classi quarte e quinte della scuola primaria presso le quali è attivato l’insegnamento di educazione motoria e il relativo numero dei posti di insegnamento. i posti per l’insegnamento dell’educazione motoria nella scuola primaria, individuati dal decreto suddetto, in fase di prima applicazione, sono coperti con concorso per titoli ed esami abilitante, da bandire negli anni 2022 e 2023; nel caso in cui le graduatorie del concorso non siano approvate in tempo utile per l’assunzione in ruolo dei docenti, i posti possono essere coperti con contratti a tempo determinato, da stipulare con i docenti inclusi nelle GPS classi di concorso A-48 “Scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di II grado” e A-49 “Scienze motorie e sportive nella scuola secondaria di I grado”. L’attivazione dei posti è sempre subordinata all’adozione del decreto di cui sopra; il contenuto del bando, i termini e le modalità di presentazione delle domande, i titoli valutabili, le modalità di svolgimento delle prove, i criteri di valutazione dei titoli e delle prove, nonché la composizione delle commissioni di valutazione e l’idonea misura del contributo a carico dei partecipanti sono disciplinati con decreto del Ministro dell’istruzione. Il decreto, di cui all’ultimo punto sopra riportato, ha già ottenuto il parere del CSPI, se ne attende adesso la pubblicazione ufficiale. Articolazione del concorso Il concorso si articola in: prova scritta; prova orale; valutazione titoli; formazione graduatoria di merito sulla base dei punteggi ottenuti nella prova scritta, nella prova orale e nella valutazione dei titoli. Nella graduatoria sono inseriti i soli vincitori, ossia i docenti che rientrano nel novero dei posti banditi in ciascuna regione. Prova scritta La prova scritta: è computer based; verte sul programma di cui all’Allegato A al DM; consiste in cinquanta quesiti; ha una durata massima di 100 minuti, fermi restando gli eventuali tempi aggiuntivi e gli ausili per i candidati che usufruiscono dei benefici di cui all’articolo 20 della legge n. 104/92. I quesiti I 50 quesiti costituenti la prova sono così suddivisi: 40 quesiti a riposta multipla, volti all’accertamento delle competenze e delle conoscenze del candidato; 5 quesiti a risposta multipla sulla conoscenza della lingua inglese al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue; 5 quesiti a risposta multipla sulle competenze digitali riguardanti l’uso didattico delle tecnologie e dei dispositivi elettronici multimediali più efficaci per potenziare la qualità dell’apprendimento. I 50 quesiti della prova inoltre: non sono preventivamente pubblicati; sono somministrati in modo casuale per ciascun candidato; consistono ciascuno in una domanda seguita da quattro risposte, delle quali solo una è esatta. Preparazione al concorso ed. motoria Valutazione della prova A ciascuna risposta esatta sono attribuiti punti 2 (due), a ciascuna risposta errata o non data sono attribuiti punti 0 (zero). Il punteggio massimo attribuibile è 100 punti. Soglia minima di superamento La prova è superata dai candidati che conseguono un punteggio minimo pari a 70/100. Organizzazione svolgimento prova Le prove possono svolgersi anche non contestualmente, a seconda del numero di partecipanti, fermo restando che ne vengano assicurate trasparenza e omogeneità, in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti. Predisposizione quesiti I quesiti sono disposti, a livello nazionale, dal Ministero dell’Istruzione che, a tal fine, si avvale di una Commissione Nazionale. Argomenti La prova, come detto sopra, verterà sul programma di cui all’Allegato al DM e articolato in: a. parte generale (comprendente anche la normativa scolastica); b. programma disciplinare. Di seguito il programma disciplinare, ossia i nuclei tematici sui cui verterà la prova: Fondamenti epistemologici dell’educazione motoria e presupposti culturali e storico pedagogici relativi alla corporeità, alla motricità e allo sport. Principali teorie e metodologie delle scienze del movimento umano e dello sport e delle loro applicazioni in educazione motoria. Anatomia funzionale dello sviluppo umano, con particolare riferimento all’apparato locomotore; anatomia e fisiologia dei sistemi e degli apparati nervoso, muscolare, cardiovascolare, endocrino e respiratorio applicate all’educazione motoria e allo sport. Fonti di produzione e risintesi dell’energia muscolare; tappe dello sviluppo (fisico, psichico, motorio, cognitivo e sociale) nell’età scolare, in particolare nella fascia d’età 611 anni. Principi di apprendimento, del controllo e dello sviluppo motorio tra i 6 e gli 11 anni. Principi base di biomeccanica nelle attività motorie educative. Metodi e tecniche di valutazione dell’insegnamento e dell’apprendimento, organizzazione e gestione dei contesti didattici dell’educazione motoria, riferite all’ambiente, ai materiali e alle risorse. Processi pedagogici complessi finalizzati al miglioramento della prestazione motoria. Teorie generali sul gioco con particolare riferimento alle applicazioni nel campo dei giochi di movimento. Metodologie e tecniche per favorire l’armonico sviluppo delle capacità motorie degli alunni in funzione dell’età, delle diverse fasi sensibili e delle differenze di genere. Linguaggio, espressione e comunicazione corporea in educazione motoria. L’attività motoria finalizzata alla salute e al benessere. Gli effetti della sedentarietà sull’organismo, fenomeni correlati e strategie educative. Elementi fondamentali di educazione igienico-sanitaria e alimentare orientata a sani stili di vita. Il fenomeno del doping nello sport e i suoi effetti sulla salute. Nozioni di primo soccorso; comportamenti e tecniche di base per assistenza e intervento nei più frequenti casi di infortunio. Problematiche legate alle diverse forme di disabilità e metodologie per una didattica inclusiva nell’ambito dell’educazione motoria. Aspetti psicopedagogici della multiculturalità e dell’interculturalità; valorizzazione del fair play e delle competenze sociali e relazionali veicolate attraverso l’attività motoria e il gioco-sport. Giochi delle tradizioni popolari, il folclore, la danza, quali risorse per l’educazione motoria. Il rispetto delle regole e fair play nel gioco-sport, nelle attività ludico-sportive individuali, collettive, presportive e sportive. Il valore educativo del fair play: la regola sportiva come modello della regola sociale; Attività motorie all’aria aperta nel rispetto del patrimonio ambientale. NB: trattandosi di una bozza, potrebbero esserci delle variazioni che segnaleremo prontamente. Credit. Orizzonte Scuola

  • REGIONE LAZIO _ ISTITUITE LE PALESTRE DELLA SALUTE

    ACCOLTO NEL COLLEGATO AL BILANCIO IL CONTENUTO DELL'EMENDAMENTO DEL CONSIGLIERE SALVATORE LA PENNA La notte scorsa, è stato votato il collegato che ha inserito dentro un impianto normativo l’istituzione delle “Palestre della Salute”. È stato accolto il contenuto dell'emendamento del Consigliere Salvatore La Penna, presentato di concerto e in collaborazione con l’Assessore alla Sanità Alessio D'Amato. Strutture già sperimentate in alcune regioni con positivi risultati in termini di prevenzione e promozione della salute. Le palestre della salute, oltre ad ospitare le attività ordinarie, presentano appositi requisiti - identificati dalla Regione - che le rendono idonee ad accogliere persone con patologie croniche non trasmissibili stabilizzate (cardiopatici, broncopneumopatici, diabetici, nefropatici ecc.) nello svolgimento di programmi di esercizio fisico prescritti dal medico. La Regione è pronta a sensibilizzare i medici del SSR a prescrivere esercizio fisico al cittadino con cronicità affinché, dopo le opportune valutazioni, questi possa affiancare alla terapia medica in atto anche l’esercizio fisico con dosaggi correttamente individuati. Tali programmi sono svolti nell'ambito di strutture, pubbliche o private, che assumono la denominazione di "palestre della salute" a seguito di procedura di riconoscimento ed iscrizione nell'apposito elenco regionale, sulla base di precisi requisiti strutturali e professionali. Scrivici per ulteriori informazioni scienzemotorieitalia@gmail.com

  • Arriva Dynamic Training Partnership al servizio del Chinesiologo_ Ne parliamo al Technogym Village

    Il Chinesiologo del Futuro - Nuove sfide ed opportunità La Riforma dello Sport segna una svolta per il Movimento sportivo, introducendo finalmente il Chinesiologo, professionista in possesso di laurea in Scienze Motorie, incaricato ai sensi del DL 5 Ottobre 2022, n°163 di occuparsi del movimento del corpo di chi svolge attività motoria Ai partner che hanno scelto di istituire percorsi di formazione continua professionalizzante dedicati al Chinesiologo si aggiunge Dynamic Training , scuola di formazione nata con l’obiettivo di creare un percorso con approccio «scientific based» che consenta al professionista di poter fruire di una formazione «su misura» per diventare un trainer di successo. Della riforma e dei nuovi scenari futuri, parleremo al Technogym Village, il 12 Novembre 2022 al primo evento gratuito in presenza targato Technogym, che in poche ore è andato SOLD OUT. Scarica la locandina Consulta le partnership

  • 𝙍𝙄𝙁𝙊𝙍𝙈𝘼 𝘿𝙀𝙇 𝘾𝙃𝙄𝙉𝙀𝙎𝙄𝙊𝙇𝙊𝙂𝙊 ➡️ 𝙇𝙖𝙪𝙧𝙚𝙖𝙩𝙞 𝙑𝙎 𝙣𝙤𝙣 𝙡𝙖𝙪𝙧𝙚𝙖𝙩𝙞

    Visto le accese discussioni dei giorni precedenti è importante rispondere alle maggiori polemiche che sono sorte nelle varie discussioni 𝘾𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙢𝙤𝙡𝙩𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙡𝙖𝙪𝙧𝙚𝙖𝙩𝙞 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙚𝙩𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙝𝙞 𝙝𝙖 𝙡𝙖 𝙡𝙖𝙪𝙧𝙚𝙖. Questa affermazione porta a più ragionamenti Vista la loro preparazione perché non laurearsi? Nessuno ha mai detto che la competenza si acquisisce solo con la laurea. Il CISM si batte per far riconoscere un titolo universitario, come accade per molte altre lauree, e non per denigrare le competenze altrui Uno degli obiettivi del CISM è quello di lavorare sul piano di studi delle varie università per proporre programmi e tirocini sempre più all'altezza del mercato 𝙌𝙪𝙚𝙡𝙡𝙞 𝙘𝙝𝙚 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙙𝙖 𝙖𝙣𝙣𝙞 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙡𝙖𝙪𝙧𝙚𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙛𝙞𝙣𝙚 𝙛𝙖𝙧𝙖𝙣𝙣𝙤? L'intento del CISM non è quello di lasciare senza lavoro persone che vivono di questo ma di tutelare chi ha scelto di intraprendere un percorso universitario. Attualmente chi non è laureato può uniformarsi alla direzione verso cui ci si sta muovendo, prendendo una laurea. È ovvio che non ci sarà mai un cambio netto e che ognuno avrà tempo e modo di ri-organizzarsi al meglio. Siamo comunque aperti a discussioni con vari Enti ed organi per capire come tutelare ogni lavoratore per non lasciare nessuno "a piedi" in 24 ore. 𝙉𝙚𝙞 𝙘𝙤𝙧𝙨𝙞 𝙨𝙞 𝙞𝙢𝙥𝙖𝙧𝙖 𝙙𝙞 𝙥𝙞𝙪̀ I corsi prevedono spesso temi verticali andando ad approfondire molto un argomento specifico. Questo aiuta molto un professionista che ha già delle buone basi generali ma non è sufficiente per chi è a digiuno di molte materie. È importante che un laureato approfondisca le sue competenze tramite corsi specifici, così come è importante che chi segue i corsi passi attraverso un corso di laurea. Lo scopo del CISM non è quello di eliminare i vari corsi ma di fornire una formazione continua con professionisti di alto livello, preparando il laureato alle esigenze del mercato 𝙋𝙖𝙜𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙤𝙧𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙢𝙞𝙣𝙞𝙢𝙤 𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙖𝙩𝙩𝙞. Ad ogni diritto corrisponde un dovere. L'intento del CISM è quello di creare un ordine popolato da professionisti. Questo vuol dire Test per accedere al relativo albo Corsi di aggiornamento per rimanere nell'albo Codice Ateco dedicato e apertura della partita IVA Quanto farsi pagare dipende dalla propria professionalità e competenza. Garantire un pagamento minimo è attualmente improbabile. I professionisti di ogni disciplina si mettono sul mercato e vengono premiati in base alle loro capacità. Se la qualità dei laureati è così alta come spesso si legge, non ci saranno problemi . Sperando di aver chiuso una buona parte di polemiche vi auguriamo un buon lavoro

  • É il momento di introdurre l’esercizio fisico nella valutazione clinica di ogni paziente

    L’esercizio fisico può essere una vera e propria medicina, per questo deve essere diffuso e far parte della pratica clinica quotidiana. Il messaggio arriva dal congresso della European Initiative for Exercise in Medicine Si è aperto dal 27 al 29 ottobre, nella meravigliosa location dell’Orto botanico di Padova, il X Congresso della European Initiative for Exercise in Medicine (EIEIM), partner di Exercise is Medicine (EIM), l’iniziativa sanitaria globale gestita dall’American College of Sports Medicine (ACSM) che si prefigge di rendere la valutazione e la promozione dell’attività fisica uno standard nell’assistenza sanitaria. “Exercise is Medicine” si impegna a promuovere lo sport per il mantenimento di una salute ottimale, considerandolo parte integrante nella prevenzione e nel trattamento di molte condizioni mediche. L’evento si inserisce nelle celebrazioni per l’anniversario degli 800 anni dalla fondazione dell’Università di Padova ed è organizzato da Exercise is Medicine – EIM®️ Italy, sotto l’egida del Dipartimento di Medicina, in collaborazione con Motore Sanità. Il Professor Andrea Ermolao dell’Università di Padova, organizzatore del congresso e responsabile putativo di Exercise is Medicine Italy, nonché direttore dell’UOC di Medicina dello Sport e dell’Esercizio ha spiegato il senso del congresso: “Exercise is Medicine” nasce da un’iniziativa istituita nel 2007 negli Stati Uniti, poi si è diffuso in molti paesi, in tutta Europa e in Italia è attiva dal 2019. L’iniziativa vuole sensibilizzare la popolazione ma anche la politica, i medici e tutta la classe sanitaria sull’importanza dell’esercizio come vera e propria medicina. Oggi le evidenze scientifiche sono fortissime, sappiamo che l’esercizio può essere una vera e propria medicina, prevenzione ma anche cura di molte patologie croniche, per questo deve essere diffuso e far parte della pratica clinica quotidiana. Il problema, però, è che oggi l’utilizzo dell’esercizio non è implementato e non è realizzato nella vita reale. Questo congresso intende esaminare questi aspetti di implementazione e di introduzione dell’esercizio nella pratica clinica e i benefici che si possono trarre come vera terapia”. Il messaggio è dunque: “Non è mai troppo tardi, anche per chi ha una patologia o non è attivo, per iniziare a fare attività fisica – ribadisce il professor Andrea Ermolao -. A qualsiasi età e in qualsiasi condizione c’è un’attività fisica che può essere appropriata, coerente e adeguata al livello funzionale e alle problematiche cliniche che la persona ha. L’attività fisica, se una persona inizia a praticarla può dare dei grandissimi benefici non solo psicologici, ma anche clinici migliorando la funzione e lo stato di salute della persona. È provato da un’ampia letteratura, dobbiamo solo metterlo in pratica”. Siamo al lavoro! Articolo a cura di Mondo Sanità

  • CISM CON L'EUROPEAN FAIR PLAY MOVEMENT

    Il CISM entrando a far parte dell'European Fairplay Movement, aderisce alla carta olimpica, diventando promotore dei valori del Fair Play come la concorrenza leale, il rispetto, l'amicizia, lo spirito di squadra, l'uguaglianza, lo sport senza doping, l'integrità, la solidarietà, la tolleranza, la cura, l'eccellenza e la gioia, tutti elementi che devono far parte del bel gioco. La Carta Olimpica afferma: “La missione del CIO è promuovere l'Olimpismo nel mondo e guidare il Movimento Olimpico. Il ruolo del CIO è incoraggiare e sostenere [..] l'educazione dei giovani attraverso lo sport e dedicare i propri sforzi a garantire che, nello sport, prevalga lo spirito del fair play e la violenza sia bandita". Pierre De Coubertin ha affermato che "l'Olimpismo cerca di creare uno stile di vita basato sulla gioia che si trova nello sforzo, sul valore educativo del buon esempio e sul rispetto dei principi etici fondamentali universali". Ci impegneremo per incoraggiare la società a creare buoni esempi e rispetto non solo nello sport ma anche nella vita di tutti i giorni. Grazie al Presidente del CNIFP - Ruggero Alcanterini per aver reso possibile una due giorni all'insegna di un fitto confronto tra nazioni sui valori del FairPlay, e su valide proposte per la promozione dell'Uguaglianza di Genere, in una società ancora permeata da profonde disuguaglianze. Un ringraziamento particolare al Presidente dell'European Fairplay Movement, PHILIPPE HOUSIAUX, per averci accolti, all'intero board esecutivo e tutti i relatori che hanno contribuito a rendere questo questa sessione utile tempesta d'idee.

  • Il Chinesiologo è professionista riconosciuto da una legge dello stato !

    Da quel lontano 31 Luglio 2016, dopo numerosi passaggi, finalmente possiamo dirlo Il Chinesiologo è professionista riconosciuto da una legge dello stato ! E' pubblico in gazzetta ufficiale il DL 5 Ottobre 2022, n°163 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, in attuazione dell'articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonche' di lavoro sportivo. (22G00174) (GU Serie Generale n.256 del 02-11-2022) Una legge in cui l'abuso di professione è finalmente passibile di sanzione In caso di violazione delle disposizioni di legge, ai trasgressori viene applicata, da parte del comune territorialmente competente, una sanzione pecuniaria da un minimo di 1.000,00 euro a un massimo di 10.000,00 euro. ù Ora tocca restare concentrati, da qui' si parte! Prossimi Step Ordine Nazionale dei Chinesiologi; Riconoscimento del Chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate (LM-67) come nuova professione sanitaria; Riforma dei percorsi formativi Universitari; Riconoscimento al Chinesiologo dell’IVA agevolata al 10% (come i farmaci tradizionali) e di agevolazioni fiscali, tributarie e previdenziali coerenti con i benefici creati per la comunità e per il Sistema Sanitario Nazionale; Stabilizzazione del docente di Educazione Motoria all'interno dell'intero ciclo della scuola primaria Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto, coloro che ci credono, coloro che ci crederanno ADERITE TUTTI

  • Opportunità di formazione per i Chinesiologi - GESTIONE E INNOVAZIONE NELLA DISABILITÀ

    Il Chinesiologo è una risorsa preziosa per il mondo della disabilità E' con questo concetto che, in collaborazione con il Dipartimento Medicina e Chirurgia dell'Università di Parma il Comitato Italiano Paralimpico ha organizzato il Master di 1° livello “Sport e Inclusione - Gestione e Innovazione nella Disabilità” . Nato dalla volontà di rispondere ai fabbisogni del mercato del lavoro e/o della formazione continua, il Master si inserisce a pieno titolo nelle proposte di formazione post-laurea, in quanto estende e aggiunge alle competenze acquisite con i percorsi pregressi, un ulteriore sguardo – ormai indispensabile – nei confronti della disabilità. Ma quanto si conosce di questo mondo, e come si inserisce il Chinesiologo ? Ne parliamo domani, mercoledì 2 Novembre 2022,con ospiti d'eccezione, alcuni tra questi docenti del Master, con esperienza ventennale nel campo. START ore 20.15 Daniele Cassioli, non vedente, pluricampione mondiale di sci-nautico, membro della giunta nazionale del CIP, fisioterapista, ci parlerà di valore inclusivo dello sport paralimpico, dalla base all’alto livello. Andrea Farnese, Chinesiologo esperto in processi di apprendimento nella disabilità, parte attiva dell'iniziativa Giocampus Insieme, con il prof. Elio Volta, responsabile del progetto, ci parlerà della fiaba motoria come modello trasversale per un processo inclusivo dei bambini con disabilità. Fabio Verdone, Chinesiologo, docente a contratto Università degli Studi di Roma "Foro Italico", esperto in disabilità, referente CISM area Disabilità, ci parlerà di Educazione inclusiva delle persone con disabilità. Clicca quì per accedere all'aula virtuale

  • Sport Analysis _ l'eccellenza passa dalle Università

    Il Mondo dello Sport è in continua evoluzione In collaborazione con l'Università della Calabria nasce il Master in Sports Analytics Direttamente collegato con grandi aziende leader nel mondo dello Sport il Master si pone come obiettivo quello di dare una formazione a 360° su tutta quella che è la scienza applicata allo sport; la figura dello “Sports Scientist” è molto presente e riconosciuta nel mondo anglosassone, questa esigenza si sta facendo strada anche in Italia. La base naturale per iniziare questo percorso è la laurea in scienze motorie, in modo da conoscere già molte dinamiche inerenti all’esercizio fisico. Questo percorso vuole fornire le basi teoriche, quindi fisica, biologia, biochimica, endocrinologia, matematica ed informatica per poter utilizzare al meglio tutti gli strumenti di analisi della performance atletica, comprendendone anche il perché questi strumenti forniscono un tipo di risultato o un altro. Quindi non solo ottenere dei dati, ma valutarli in maniera critica ed utilizzarli in pratica. Grandissimo spazio sarà dato alla parte pratica, vogliamo che ogni strumento sia utilizzato nella realtà su atleti di vario livello, grazie anche alla collaborazione con varie realtà sportive professionistiche. Ci vediamo Giovedì 3 Novembre 2022 ore 20.45 per conoscere nel concreto le potenzialità di un percorso concepito per fornire pratici strumenti professionali per coloro che desiderano affermarsi nel settore sportivo élite. In videoconferenza faremo un importante annuncio per tutti i Chinesiologi in ascolto CLICCA SUL LINK PER ACCESSO IN AULA Scarica il programma

  • Arriva NEMO! Formazione riservata ai Chinesiologi LM-67 per la gestione di pazienti oncologici

    Ce lo chiedete da mesi, e per mesi vi abbiamo detto che qualcosa bolliva in pentola.. Finalmente ci siamo! L’atteso Workshop dedicato ai Chinesiologi è pronto a partire! Si tratta di un weekend di formazione targato Nemo-Allenamento e cancro per conoscere di più sul cancro al seno e sull’esercizio fisico in oncologia. Forti della nostra esperienza sul campo, vogliamo formare nuovi professionisti in grado di estendere la nostra missione! Cose importanti: Il Workshop si terrà a Bologna, in presenza, nelle giornate di Sabato 12 Novembre (14:00-18:00) e Domenica 13 Novembre (10:00-14:00); Il corso è riservato ai laureati in Scienze Motorie classe LM-67 o che abbiano avuto già esperienza con persone affette da patologia; SOLO 12 sono i posti disponibili, per questo motivo ci riserveremo di selezionare i CV più adatti al percorso; Per partecipare basta inviare una mail con lettera motivazionale e CV in allegato a segreteria@ne.mo.it; Per tutti i tesserati al CISM - Comitato Italiano Scienze Motorie è previsto uno sconto del 20% sul Workshop! Per ulteriori informazioni sulla quota di partecipazione e sul programma del corso scrivici in privato! Ci vediamo il 12 e 13 novembre a Bologna presso: Luogocomune - Spazio di coworking a Bologna Indirizzo: Via Giacomo Matteotti, 21, 40129 Bologna BO Sei interessato/a a partecipare ad iniziative di formazione per l''acquisizione o l'approfondimento di competenze per la gestione dei pazienti oncologici? scrivici su scienzemotorieitalia@gmail.com

  • La rivalutazione dell’Allenamento Vibratorio

    Prima il boom, poi il declino, è il momento di riscoprire le pedane vibranti per sport, riabilitazione, prevenzione e benessere. di Dino Potenza L’allenamento su pedana vibrante è un potente stimolante che genera diversi benefici nel corpo umano, in particolare sulla salute muscolo-scheletrica e neuro-muscolare. In sintesi, i principali effetti sono: miglioramento della circolazione, della pressione sanguigna e della rigidità arteriosa, dimagrimento, aumento della forza e della potenza muscolare (senza ipertrofia), aumento della flessibilità, migliore mobilità ed equilibrio negli anziani, riduzione degli ormoni dello stress (cortisolo), stimolo naturale degli ormoni anabolici (testosterone e ormone della crescita), aumento della densità ossea, diminuzione del dolore, benefici sul Sistema nervoso centrale e periferico, ecc. Ripercorriamo insieme lo sviluppo e il successivo regresso dell’allenamento vibratorio, nel tentativo di promuovere una rivalutazione da parte dei professionisti delle scienze motorie. I primi studi sull’allenamento vibratorio (Vibration Training o Whole Body Vibration) risalgono al 1965 ma l’applicazione di questo metodo si è diffusa soprattutto dal 1998 in poi, grazie alle ricerche del prof. Carmelo Bosco e alla sua pedana “NEMES Bosco System”, in dotazione alla NASA di Houston e al Centro militare di addestramento e ricerca spaziale Star City di Mosca, al fine di prevenire gli effetti devastanti dell’assenza di gravità sulle condizioni fisiche degli astronauti. Fu proprio la notizia dell’uso delle pedane vibranti nei centri spaziali ad aprire la strada alla produzione di apparecchi simili in tutto il mondo. Ebbe inizio così il boom commerciale; le vendite al pubblico ebbero un exploit fra il 2005 e il 2008. Si presume che siano più di mezzo milione gli italiani che in quegli anni acquistarono una pedana vibrante per allenarsi in casa. Sempre più aziende iniziarono a produrre pedane vibranti di ogni genere e di varia fattura, a discapito della qualità, suscitando l’interesse del grande pubblico. Vibrazioni differenti I meno giovani ricorderanno i vibromassaggiatori a fascia, a sfere o a rulli, che tanto si vedevano e si vendevano nelle televendite degli Anni ’80 e ‘90. Un successo ottenuto anche grazie all’esposizione di glutei ondeggianti di avvenenti modelle in costume. L’effetto era una sorta di “Twerking meccanico”. Sempre di vibrazioni si parla, ma trattasi di stimoli del tutto differenti, anche se piacevoli o rilassanti. Molti prodotti in commercio in quel periodo venivano impropriamente definiti “pedane vibranti”, invece erano vibromassaggiatori. Ulteriore variante è stata l’applicazione delle vibrazioni all’interno di poltrone stilizzate, senza criteri scientifici (vere e proprie poltrone vibranti, da non confondere con le poltrone massaggianti). Le pedane vibranti, quelle vere, sono apparecchiature affidabili, con determinate caratteristiche, che nascono da studi e ricerche di alto livello scientifico. Fra i tanti modelli in commercio, soltanto pochi sono effettivamente efficaci. La maggioranza sono imitazioni malriuscite. In cosa consistono le caratteristiche tecniche che differenziano i diversi modelli di pedana vibrante? La vibrazione per essere efficace deve essere di un certo tipo. Senza entrare nel dettaglio, elenchiamo i fattori che concorrono a realizzare la qualità dello stimolo e la giusta intensità: la frequenza di vibrazione, misurata in Hertz, ovvero il numero delle vibrazioni che si ripetono in un secondo; l’ampiezza della vibrazione, misurata in millimetri, che indica lo spostamento della pedana durante la vibrazione; l’accelerazione, misurata in “g”, che indica la velocità con cui la vibrazione aumenta; la potenza, misurata in Watt, che indica la capacità di prestazione del motore elettrico che genera le vibrazioni. Inoltre, le pedane possono essere di due tipi: basculanti, dette anche alternate e oscillanti, quando il piatto oscilla verticalmente, alternando gli spostamenti a destra e a sinistra (da un piede all’altro), facendo perno al centro, generando un movimento visibile del corpo; sussultorie e sinusoidali, quando il piatto si muove verticalmente in modo uniforme e poco visibile dall’esterno. Combinando in vario modo questi fattori si possono ottenere vibrazioni e stimoli diversi, dissimili fra loro. Da qui la necessità di conoscere le caratteristiche tecniche della pedana che si utilizza. Il problema sorge se questi dati tecnici non sono noti o sono poco affidabili. Molte pedane, ad esempio, indicano sul display una frequenza di vibrazione che non corrisponde a quella reale, che spesso è insufficiente. Solo motori ben calibrati, stabili e sufficientemente potenti possono garantire vibrazioni precise e affidabili. Gli altri non produrranno gli effetti desiderati, se non quelli di un semplice massaggio meccanico. Purtroppo è difficile distinguere una pedana vibrante da un vibromassaggiatore. Le pedane più economiche, che negli anni dell’exploit commerciale erano acquistabili ovunque, anche nei supermercati, certamente non sono né efficaci né affidabili. Persino nei negozi di articoli sportivi si corre il rischio di acquistare una pedana vibrante che tale non è. Prima di giudicare l’efficacia dell’allenamento vibratorio, si dovrebbe fare pertanto una distinzione fra i vari modelli di pedana esistenti. L’utilizzo sbagliato di pedane non professionali scatenò le critiche degli scettici, generando opinioni discordanti e fuorvianti per un lungo periodo. Un caso eclatante a Rai Tre La nota trasmissione televisiva Mi Manda Rai Tre, nella puntata del 9 novembre 2007, che allora andava in onda in prima serata, analizzò prima gli aspetti commerciali poi le caratteristiche tecniche di una delle pedane vibranti più pubblicizzate in quel periodo sui canali televisivi nazionali, con testimonial noti al pubblico. Non si parlava dunque di un prodotto venduto a poco prezzo, bensì di una pedana non professionale ma comunque costosa. Ebbene, durante la trasmissione fu mostrato il risultato di prove tecniche fatte in laboratorio, con l’utilizzo di strumenti di valutazione, per misurare esattamente le prestazioni e le caratteristiche della pedana presa in esame. I risultati evidenziarono una discrepanza di qualità tale da mettere in dubbio la reale efficacia di quella pedana. Nel corso della puntata intervenne, in qualità di esperto, anche Calogero Foti, fisiatra dell’Università di Roma Tor Vergata, che conosceva bene il professor Bosco e gli effetti delle vibrazioni sull’organismo. Così fu smascherato uno dei tanti prodotti di scarsa qualità venduti in quel periodo. Chi ha utilizzato una pedana taroccata ha ottenuto i benefici minimi che può procurare un vibromassaggiatore a livello estetico, stimolando la circolazione. Purtroppo non è questa la peggiore delle ipotesi. Alcune pedane con movimento basculante ampio potrebbero causare problemi alle articolazioni e in particolar modo alla schiena. In ogni caso, anche le pedane vibranti professionali, a causa della loro elevata potenza, implicano seri rischi se si utilizzano in modo non appropriato, senza avvalersi dell’assistenza di professionisti preparati e scrupolosi. Al contrario, un corretto utilizzo della pedana vibrante, realizzato in considerazione delle evidenze scientifiche, sotto la guida di un professionista qualificato, non comporta rischi per la salute e ha notevoli effetti benefici. Dall’origine ai giorni nostri Dopo la iniziale diffusione nel campo della riabilitazione e dello sport per il potenziamento fisico, l’uso delle pedane vibranti si estese nel campo dell’estetica e dell’home gym, causando per un lungo periodo un declino del metodo scientifico originario. Evidentemente, quel boom commerciale implicò un discredito del metodo vibratorio, riducendolo a fenomeno di moda passeggera, tanto da ostacolarne la diffusione e l’utilizzo che avrebbe meritato esclusivamente in campo professionale. Oggi le pedane vibranti sono in disuso, spesso incomprese e accantonate in cantine, garage, o angoli appartati di palestre e centri estetici. Pochi ne conoscono la valenza scientifica. A distanza di tanti anni, tuttavia, osserviamo che il filone di ricerca scientifica incoraggiato dagli studi di Bosco ha fatto il suo corso in modo continuo e silenzioso: le pubblicazioni scientifiche oggi sono centinaia, anche in ambito preclinico e clinico, difatti le vibrazioni sono sperimentate finanche nel trattamento delle patologie neurodegenerative. Vale la pena rispolverare l’allenamento vibratorio, rivalutarlo e studiarlo, ripartendo di nuovo dai professionisti delle scienze motorie, in grado di riappropriarsi del metodo in cui tanto credeva il prof. Carmelo Bosco.

  • Exercise Prescription _ the missing Ring

    L'Esercizio Fisico è riconosciuto in tutto il mondo come un potentissimo strumento di prevenzione e terapia e come tale la sua promozione, valutazione e prescrizione deve diventare uno standard nell'assistenza clinica, come principale strategia terapeutica, indirizzando i pazienti a programmi di esercizi basati sull'evidenza scientifica per mezzo di professionisti qualificati. Questo è il mantra di Exercise is Medicine®️ (EIM), un'iniziativa sanitaria globale gestita dall'American College of Sports Medicine (ACSM), che sta prendendo piede in Europa grazie ad un Centro EIM indipendente fondato nel 2015 come organizzazione non governativa senza scopo di lucro per l'Europa, denominato "European Initiative for Exercise in Medicine" (EIEIM), con sede a Ulm e con collaborazioni con EIM negli Stati Uniti. Finalmente dopo anni di intenso lavoro dietro le quinte, Exercise is Medicine è anche Italy! Ed è a Padova che, in occasione della 10°Edizione della Conferenza Internazionale EIEIM 2022, autorevoli relatori hanno riportato un chiaro, aggiornato quadro delle solide Evidenze Scientifiche e delle Best Practices a supporto di un improcrastinabile consolidamento dell'Esercizio Fisico come vero e proprio strumento del Sistema Sanitario in Italia e Worldwide. Naturalmente il CISM non poteva mancare, ed in qualità di Partner ufficiali, abbiamo contribuito aggiornando l'international board sulle importanti riforme in corso in Italia, l'inquadramento del Chinesiologo e naturalmente, l'iter tecnico per il riconoscimento del Chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate (LM-67) nuova professione sanitaria, the Missing Ring! E niente, fanno il tifo per noi :) Grazie al Prof. Daniel Neunhäuserer per la splendida intuizione, per aver acceso questa storica miccia, alla lungimiranza del Prof. Roberto Vettor e del Prof. Andrea Ermolao, del Prof. Dr. Jürgen M. Steinacker, e di tutti gli sforzi dell'intero team che insieme ha reso possibile ad Exercise is Medicine approdare anche in Italia. Il bello deve ancora venire

  • BAMBINI E SALUTE, LO SPORT NON BASTA ➡️ LO DICE LA SCIENZA

    Articolo a cura del Dott. Fabrizio Monticone COSE ORMAI NOTE MA CHE NESSUNO CONSIDERA Il sovrappeso e l'obesità fra i bambini e gli adolescenti è in continuo aumento, specialmente dopo il periodo di restrizioni dovute al Covid-19. Bambini ed adolescenti in sovrappeso hanno una probabilità molto alta di incorrere in malattie croniche, e di richiedere trattamenti sanitari, in età adulta COSE CHE DOVREBBERO ESSERE NOTE MA CHE, TRISTEMENTE, NON LO SONO Bambini ed adolescenti [5-17 anni] dovrebbero fare una MEDIA di ' di MOVIMENTO QUOTIDIANO, inserendo il più possibile attività di media ed alta intensità. 2 volte a settimana È NECESSARIO inserire attività di RINFORZO MUSCOLARE Tutti i problemi che si teme possano interessare i bambini che fanno attività di Forza [dolori alla schiena, problemi nello sviluppo, infortuni, ecc.] sono causati proprio DALL'ASSENZA di interventi mirati al RINFORZO MUSCOLARE ERRORI COMUNI E POSSIBILI SOLUZIONI Ciò che viene fatto per aiutare il corretto sviluppo dei bambini/ragazzi è quello di fargli praticare uno o più sport ma QUESTO NON È SUFFICIENTE A quell'età hanno bisogno di movimento continuo, possibilmente ogni giorno. Considerando che le - ore che passano a scuola sono vissute prevalentemente stando seduti, e che a casa, per la maggior parte del tempo non sono attivi [le casistiche del tempo passato davanti agli schermi sono preoccupanti] è ovvio che occorre altro. Cosa? Non è sufficiente dire ai propri figli di fare attività fisica, bisogna dare l'esempio e farla con loro I genitori devono essere i primi ad essere attivi, ad andare al parco, in palestra, a giocare con loro, ecc. Non si può pretendere di imporre abitudini e stili di vita che, per primi, non si sposano. Le scuse per le quali noi genitori ci muoviamo poco [mancanza di tempo, dolori, stanchezza] sono proprio i motivi per i quali dovremmo fare più attività fisica strutturata. Se vogliamo che i nostri figli vivano meglio non possiamo sperare che basti accompagnarli a fare qualche sport: la cultura e l'amore per il movimento non dipendono dell'abbonamento in palestra ma da quello che viene fatto ogni giorno nelle singole case Fonti: Physical Activity in School-Aged Children - ACSM Every move counts towards better health – WHO Longitudinal touchscreen use across early development is associated with faster exogenous and reduced endogenous attention control - Scientific Report

  • FORMAZIONE GRATUITA CISM-TECHNOGYM

    È con grande orgoglio che vi presentiamo un'opportunità unica nel suo genere. Grazie ad una partnership stretta con Technogym, una delle realtà più importanti al mondo nel settore wellness, vi proponiamo una giornata di formazione, crescita e confronto professionale all'interno del Technogym Village. Avrete la possibilità di apprendere, parlare e discutere con professionisti di alto livello di vari settori. L'intera azienda sarà a nostra completa disposizione. Sarà inoltre presentato l'ambizioso progetto di formazione di eccellenza riservata ai Chinesiologi in collaborazione con i colleghi di Dynamic Training A breve ulteriori dettagli. Per prenotarsi compilare il seguente form

  • ForumClub 2022 International Congress & EXPO _ 4 biglietti in Palio per una delegazione CISM

    Un'occasione imperdibile Quest'anno Forum Club, storico evento all'avanguardia per l'innovazione in ambito fitness & wellness riservato agli operatori del settore, mette in palio 4 biglietti per FULL ACCESS alle due intense giornate di business, formazione e networking da vivere in uno dei più grandi parchi tematici al mondo per il settore enogastronomico, un experience park che coniuga la passione per il cibo con quella per il divertimento e, nel caso di ForumClub, con un’idea di evento innovativa ed estremamente funzionale. Polo d’attrazione e bussola per l’intera filiera del settore fitness & wellness, tanto per chi opera nel mercato quanto per chi desidera entrarvi, ForumClub 2022 allestirà all’interno del parco un’area espositiva interamente dedicata alla presentazione di tecnologie, prodotti e ultime novità ai buyer e ai professionisti del settore. In contemporanea, nelle attigue sale del Centro Congressi, prenderà forma il programma formativo per l’aggiornamento di titolari, manager e staff tecnico di palestre, centri benessere, sportivi e polifunzionali. Il tutto arricchito dall’opportunità di godersi i numerosi stimoli offerti da un contesto dinamico come quello di FICO. I quattro Chinesiologi che si aggiudicheranno i biglietti, saranno parte della delegazione CISM che vivrà una delle esperienze più stimolanti del nostro settore, interfacciandosi direttamente con gli organizzatori, con cui, in virtù delle riforme in corso, lavoreremo per la edizione 2023. Scrivici su scienzemotorieitalia@gmail.com con una breve presentazione personale e curriculum in allegato Scarica il Programma

  • Credito d’imposta per l’attività fisica adattata (Afa) _ Istruzioni per l'uso

    E' finalmente disponibile l'accesso al credito d’imposta per attività fisica adattata (Afa), introdotto dalla legge di Bilancio 2022 per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022. Un provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, detta le istruzioni e approva il modello per richiedere l’agevolazione. Ma come si procede per accedere al Bonus AFA? Ne parliamo con il Dott. Riccardo Bizzarri, esperto per il CISM in materia di Diritto Tributario e Diritto del Lavoro, Coordinatore Nazionale del centro studi dell'Unione Tributaristi Italiani, che in tempi non sospetti portò questa importante proposta in Senato in sede di audizione all'attenzione delle Commissioni 5ª (Bilancio) e 6ª (Finanze) riunite. Ci vediamo domani Mercoledì 26 Ottobre 2022 ore 15.00 IN DIRETTA FACEBOOK Compila il MODULO se desideri essere seguito/a dallo studio specializzato convenzionato con il CISM

  • Esercizio Fisico ed Attività Fisica - ecco come cambiano nel mondo femminile

    Il concetto di attività fisica è molto ampio! Infatti, comprende tutte le forme di movimento realizzate nei vari ambiti di vita. Secondo l’OMS, per “attività fisica” si intende “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”. Con il termine di “esercizio fisico” si intende invece l’attività fisica in forma strutturata, pianificata ed eseguita regolarmente. Vediamo insieme ad Alice Tanturli, dott.ssa in scienze motorie specializzata in ambito femminile come l'esercizio e l'attività motoria devono essere strutturate in funzione della persona, età o fase di crescita e sesso...anche in nel mondo Scolastico. E' un piacere invitarvi al Webinar "Esercizio Fisico ed Attività Fisica - ecco come cambiano nel mondo femminile" in programma per domani, Mercoledì 26 Ottobre 2022 ore 20.45 su piattaforma Zoom. CLICCA QUI' PER ACCESSO IN AULA VIRTUALE

  • Infortuni nello sport: come prevenirli?

    Tutto quello che c’è da sapere per prevenire gli infortuni Tutti i professionisti del mondo dello sport, compresi gli atleti, sono alla ricerca degli elementi chiave per prevenire gli infortuni nello sport. Preparare Atletici, Fisioterapisti, Osteopati e Medici studiano le differenti modalità con cui avviene una lesione e sono alla costante ricerca di come ridurre gli infortuni nello sport. Tempo di lettura: 6 minuti Da dove si parte per prevenire gli infortuni? Gli infortuni si verificano come conseguenza di affaticamento, traumi precedenti, mancanza di preparazione fisica e, occasionalmente, sfortuna. Qualsiasi professionista preparato, non solo ha le conoscenze e le intuizioni per preparare fisicamente gli atleti alla competizione, ma ha anche la capacità di metterle in pratica. Pertanto, bisogna conoscere tutti gli elementi validi e affidabili per quantificare lo stress e la risposta dell'atleta all'allenamento (Degutis et al., 2006). Lo scopo di prevenire gli infortuni nello sport richiede non solo conoscenze specifiche della propria professione, ma un’attenta analisi del modello della prestazione sportiva e lesiva di quella disciplina sportiva. Bisogna comunque sapere che il rischio d’infortunio è sempre presente in chi pratica spor. Pertanto, dobbiamo accettare il fatto che qualsiasi disciplina sportiva comporterà sempre il rischio di provocare infortuni (Emery et al., 2019). Però, noi professionisti dobbiamo avere una sola missione in testa! Come prevenire gli infortuni nello sport? Ma davvero possiamo prevenire gli infortuni nello sport? Innanzitutto, gli infortuni non possono essere totalmente prevenuti, ma il rischio di lesioni che si verificano può certamente essere ridotto. Ad esempio, Il trauma muscoloscheletrico si verifica sul tessuto sottoposto a uno stress maggiore rispetto a quello che può tollerare (Taylor et al., 2018). Questo è vero in parte! Successivamente, uno scopo della prevenzione delle lesioni nello sport è quello di trovare metodi per ridurre lo stress acuto o cronico che potrebbe provocare una nuova lesione. Ovviamente, nel lungo periodo, l’obiettivo secondario sarà aumentare la capacità di subire quello stress. Tutto questo di base si fa per evitare le cosiddette recidive. È chiaro che alcuni tessuti sono di natura più plastica di altri e possono adattarsi meglio allo stress. Ad esempio, i legamenti sono molto meno plastici del tessuto muscolare. Ma siamo davvero sicuri che per prevenire le lesioni nello sport, dobbiamo solamente ridurre lo stress? Pertanto, dobbiamo accettare il fatto che qualsiasi disciplina sportiva comporterà sempre il rischio di provocare infortuni Lo stress come elemento chiave nel prevenire gli infortuni Partiamo dicendo che alla base della teoria esistono due metodi per ridurre lo stress. Il primo è garantire che i modelli di movimento dell'atleta, non esercitino una forza eccessiva attraverso strutture che non possono tollerarlo. Infatti, per raggiungere questo obiettivo, il professionista deve avere una conoscenza approfondita sia dell'anatomia funzionale che della biomeccanica sportiva. Nel prevenire gli infortuni nello sport il secondo metodo è la gestione della fatica (Coles et al., 2018). La fatica può ridurre la capacità di un muscolo di generare grandi forze, ridurre i tempi di reazione e la propriocezione articolare. Tutti questi fattori possono ridurre la capacità di un atleta di tollerare lo stress attraverso strutture specifiche del sistema muscolo-scheletrico. Pertanto, per prevenire gli infortuni nello sport, la gestione della fatica è una componente vitale. La fatica elemento principe nel prevenire gli infortuni nello sport Sappiamo tutti, che la variazione pianificata del carico di allenamento su base giornaliera, settimanale e mensile riduce la monotonia dell'allenamento. Però, probabilmente più importante è monitorare la risposta psicologica e fisica di ogni atleta all'allenamento (Donaldson et al., 2017). Bisogna assolutamente assicurarsi che il nostro atleta non stia gareggiando in uno stato di affaticamento o stanchezza. Infatti, dobbiamo programmare con attenzione tutti i periodi di recupero. La fatica è una parte importante del processo di allenamento, ma aumenta anche il rischio di lesioni. Oltre ad essere considerato come un fattore negativo, vi invitiamo a valutarlo come positivo. Innanzitutto, il professionista deve analizzare i segnali indicati dall’atleta valutando anche il carico d’allenamento. Infatti, il controllo accurato del carico dell'allenamento ha lo scopo di determinare quanto sia affaticato un’atleta. Pertanto, l'importanza di questo scrupoloso controllo serve per il processo di allenamento. In conclusione, utilizzando poche e semplici parole, la gestione della fatica ridurrà sicuramente lo stress e quindi potrà prevenire gli infortuni nello sport. Purtroppo, una riduzione troppo grande dello stimolo stressante si tradurrà in uno stimolo adattivi insufficiente Attenzione! Per prevenire gli infortuni non bisogna solamente ridurre lo stress Sebbene la riduzione dello stress prevenga gli infortuni nello sport, importante rendersi conto di un grosso problema. Purtroppo, una riduzione troppo grande dello stimolo stressante si tradurrà in uno stimolo adattivi insufficiente. Di conseguenza, dovremmo cercare di abbinare questo approccio a strategie per aumentare la tolleranza dei tessuti a qualsiasi tipo di stress. Ricordiamoci, l’allenamento è uno stimolo stressante adeguato alla condizione attuale dell’atleta. L’incremento delle capacità condizionali, tra cui la forza, come risultato, porta a prevenire gli infortuni nello sport. Aumentare la forza, anche pliometrica, comporta un incremento alla tolleranza allo sforzo percepito. Ad esempio, allenandosi costantemente si potrà avere un aumento della forza dei muscoli posteriori della coscia. Questo può prevenire gli infortuni nello sport nei velocisti, non sono tenuti a operare con movimenti estremi, ma devono sopportare alti livelli di forza attraverso i muscoli ischio-crurali. Il modello per prevenire gli infortuni nello sport Al fine di prevenire gli infortuni nello sport è possibile stabilire modelli di rischio di infortunio e identificare gli interventi. Il processo consiste nello stabilire gli infortuni più comuni e gravi nello sport dell’atleta (Donaldson et al., 2015). Dobbiamo anche aggiungere: identificare i fattori di rischio, determinare gli strumenti di misurazione appropriati per rappresentare il rischio, identificare i criteri per gli atleti. Dopodiché, mettere in atto interventi per prevenire gli infortuni nello sport di ogni singolo atleta. Non esiste realmente una riduzione degli infortuni basato solo sulla disciplina sportiva. L’atleta è il protagonista della prevenzione degli infortuni nello sport. Quindi, quali strumenti utilizziamo per prevenire gli infortuni nello sport? Esistono delle tecniche scientifiche per conoscere in anticipo e prevenire gli infortuni nello sport? Identifichiamo i fattori per prevenire gli infortuni nello sport Identificare i fattori di rischio e/o i meccanismi di lesione deve essere un fondamento per la prevenzione degli infortuni nello sport. Ad esempio, le rotture parziali o totali del legamento crociato anteriore si verificano come conseguenza dell'entità e della velocità, in un movimento, del ginocchio in valgo. Difatti queste lesioni potrebbero avvenire durante l'atterraggio o cambio di direzione. Le distorsioni laterali della caviglia si verificano a causa dell'entità e della velocità di inversione, ad esempio durante l'atterraggio. Per prevenire gli infortuni nello sport, il professionista deve comprendere il meccanismo lesivo. Una volta compreso il meccanismo, il rischio può essere identificato. Per ridurre le lesioni nello sport, abbiamo 10 consigli per te, ed effettuare una prevenzione degli infortuni nello sport bisogna indagare. Proprio per questo motivo, utilizzare la tecnologia potrebbe essere molto utile. La valutazione da fare agli sportivi per prevenire gli infortuni Le valutazioni dovrebbero riflettere direttamente le caratteristiche fisiche che sono alla base delle lesioni. Le stesse dovrebbero essere utilizzate per determinare quali interventi effettuare per ogni atleta. Un infortunio può avere diversi fattori di rischio (Steffen et al., 2013). Identificare i criteri degli infortuni deve essere basato su dati scientifici, cioè dei dati pubblicati o di validi ragionamenti. Infine, i criteri specifici per atleta, sport e infortunio devono essere identificati al fine di determinare in modo appropriato chi ha bisogno di cosa. Una volta stabilite le esigenze di un atleta, il ruolo del professionista è quello di utilizzare la propria conoscenza. Le basi dell'anatomia funzionale, dei principi dell'allenamento e le proprie capacità servono per creare programmi di allenamento per prevenire gli infortuni nello sport. Difatti, come per qualsiasi programma di formazione, dopo un periodo di tempo sufficiente, le valutazioni dovrebbero essere ripetute per determinare i nuovi interventi. L’atleta è il protagonista della prevenzione degli infortuni nello sport Ricapitolando, cosa dobbiamo fare per prevenire gli infortuni? Prima di tutto, il professionista, deve avere in mente le prestazioni. È imperativo che gli atleti mantengano qualsiasi allenamento specifico per lo sport. Questi atleti devono possedere sempre buone condizioni fisiche per svolgere l’allenamento. Mai sopravvalutare la condizione di un’atleta, piuttosto misurarla. Strumenti come l'RPE della sessione, per monitorare il carico di allenamento possono essere utilizzati per garantire che gli atleti mantengano il carico di allenamento totale adeguato. Un calcolo preciso e progressivo del carico di lavoro sempre monitorato attraverso l’utilizzo della telemetria o GPS. A causa degli impegni ravvicinati un’attenta analisi del recupero post-allenamento o post-gara. Una nutrizione sportiva adeguata e calibrata all’esigenza dell’atleta. Attenta analisi della componente “sonno”. Corretta pre-attivazione neuromuscolare prima del riscaldamento. Allenamento della plasticità biomeccanica con l'opportunità di sviluppare qualità fisiche che non limitino più le loro prestazioni e possano prevenire gli infortuni nello sport. Bibliografia Degutis L, Greve M. injury prevention. Emerg Med Clin North Am. Review. 2006;24(4):871-88. Emery A, Pasanenb K. Current trends in sport injury prevention. Review. Best Pract Res Clin Rheumatol. 2019;33(1):3-15. Taylor JB, Ford K, Schmitz R, Ross S, Ackerman T, Shultz S. Sport-specific biomechanical responses to an ACL injury prevention programme: A randomised controlled trial. J Sports Sci. 2018;36(21):2492-2501. Coles PA. An injury prevention pyramid for elite sports teams. Review. Br J Sports Med. 2018;52(15):1008-1010. Donaldson A, Lloyd D, Gabbe B, Cook J, Finch C. We have the programme, what next? Planning the implementation of an injury prevention programme. Inj Prev. 2017;23(4):273-280. Donaldson A, Cook J, Gabbe B, et al. Bridging the gap between content and context: establishing expert consensus on the content of an exercise training program to prevent lower-limb injuries. Clin J Sport Med. 2015;25:221–9. Steffen K, Meeuwisse WH, Romiti M, et al. . Evaluation of how different implementation strategies of an injury prevention programme (FIFA 11+) impact team adherence and injury risk in Canadian female youth football players: a cluster-randomised trial. Br J Sports Med. 2013;47:480–7. Articolo a cura del Dott. Ruben Allois Formatosi con i migliori professionisti della nazionale spagnola (calcio, basket, atletica e rugby) e di club (Real Madrid CF). Attualmente è iscritto al Dottorato di ricerca in Medicina e Terapia Strumentale – Ph.Dc, presso l’Università degli studi di Torino. Ha collaborato con Adapted training and perfomance – Research Group e il Physical Activity Reaserch Center & Wellness, ISEF Turin. Redige articoli scientifici a livello nazionale e internazionale inerenti all’allenamento, perfomance e fisioterapia sportiva. Il suo titolo da fisioterapista è valido in Italia, Francia e Spagna. Docente LFS – LA FORMAZIONE SPORTIVA.

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